Le Filippine sono travagliate da feroci movimenti di guerriglia islamici e indipendentisti, i “Moros”. Da anni, esplodono qua e là bombe che seminano morte in mercati e uffici pubblici, sempre attribuite ai musulmani, e spesso da loro rivendicate. Ma un episodio avvenuto nel 2002, di cui siamo venuti a conoscenza soltanto ora, getta su questo terrorismo una nuova luce.
Il 16 maggio di quell’anno, un americano di nome Michael Meiring resta gravemente ferito nella stanza del suo albergo, nella città filippina di Davao, mentre armeggiava con un ordigno esplosivo (1). Viene ricoverato all’ospedale locale, dove resta piantonato. Ma intervengono agenti statunitensi: i quali prendono il ferito dal suo letto, lo trasportano all’aeroporto dove – su un aereo appositamente noleggiato – Meiring viene prontamente rimpatriato, con destinazione San Diego, California, sede di una importante base navale. Secondo i poliziotti locali, gli individui che hanno prelevato Meiring hanno esibito tessere dell’Fbi e dell’NSA, la segretissima National Security Agency. Il vice-console Usa sul posto, Michael Newbill, paga il conto dell’ospedale.
Poiché in quegli stessi giorni un’ondata di attentati islamici con bombe insanguina le Filippine: l’esercito filippino ha in corso esercitazioni congiunte con truppe Usa “contro il terrorismo”, e la presidente filippina Arroyo minaccia pubblicamente, per battere i terroristi musulmani, lo stato di emergenza (che avrebbe il benefico effetto collaterale di mantenere in sella il suo pericolante governo), la conclusione dei giornali locali è chiara: Meiring è un agente della Cia, che l’Agenzia ha “esfiltrato” d’urgenza perché vittima di un incidente sul lavoro.
I sospetti sono confermati dallo strano profilo dell’infortunato. Michael Meiring non è un giovanotto: risulta nato nel 1932 in Sudafrica. Pare naturalizzato americano, ma per altri è di cittadinanza britannica. Ha una ditta la cui attività è imprecisata, denominata “Parousia International Trading, Inc.”, con una sede improbabile a Patchole Manor, un paesino del Nord Devon, Gran Bretagna, benché sua moglie abiti a Loma Linda, California dove fa l’infermiera presso l’ospedale avventista. Anche Meiring pare essere medico chirurgo. Ma nelle Filippine abita dal 1992 per “studiare erbe medicinali” e “cercare tesori”.
E anzi, ne ha trovato uno. Nel suo soggiorno nelle Filippine, da un certo punto in poi, ha speso milioni di dollari; agli amici, ha raccontato di aver messo le mani su una vecchia “cassa di guerra” inviata dalle forze Usa alla resistenza locale anti-giapponese negli anni ’40, piena di banconote e buoni del Tesoro Usa.
Il fatto è che banconote e titoli del tutto simili risultano spesi, con larghezza, da alcuni dei più feroci gruppi islamici del paese: il Moro National Liberation Front (MNLF), il Moro Islamic Liberation Front (MILF), e il “gruppo Abu Sayyaf”, dal nome di un combattente islamico che, dopo essere addestrato dalla Cia, ha operato in Afghanistan contro i sovietici, proprio come Osama Bin Laden.
Conclusione facile: Meiring era l’agente pagatore dei terroristi islamici filippini (2). Tanto più facile, perché i giornalisti locali scoprono senza difficoltà che nel suo soggiorno a Davao e a Manila, il sessantenne Indiana Jones americano era stato visto frequentare Nur Misuari, già capo del MLNF, Hashim Salamat, capo del MILF, nonché “padre Navarro”, un prete-guerrigliero che ha fondato la Nuova Armata del Popolo (NPA), formazione terrorista marxista.
Questi dati forniscono consistenza alle accuse di un senatore filippino, Aquilino Pimentel, il quale va ripetendo che il gruppo Abu Sayyaf è “un mostro della Cia”. E alle più recenti accuse, lanciate da una radio locale, di Rosanna Halong: ex moglie di Abu Sabaya, il capo latitante di Abu Sayyaf, Rosanna ha spiegato che suo marito era parte di “una trama della Cia” per staccare dalle Filippine l’isola di Sabah e congiungerla a un futuro stato islamico centrato sull’Isola di Mindanao. Varrà la pena di ricordare che, prima del fatale 11 settembre, uno studio della Rand Corporation consigliava il segretario americano alla Difesa (Donald Rumsfeld, socio della Rand) di riposizionare le basi americane del Pacifico nelle Filippine, in vista di un futuro confronto con la Cina, allo scopo di mantenere “l’egemonia Usa nell’area”.
di Maurizio Blondet
NOTE
1)Ne ha parlato anche l’Agence France Presse: “Briton, 4 Philipinos injured in Davao hotel blast”, AFP, 16 maggio 2002, 5.09 pm (ora di Manila). Meiring avrebbe perso una gamba nell’esplosione.
2)Dorian Zumel-Sicat, “Treasure hunter a player in a more absorbing tale”, Manila Times, 29 maggio 2002.




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