LAVORO: DISOCCUPAZIONE AL 7,4%, AI MINIMI DAL 1992
Il tasso di disoccupazione è sceso al 7,4%, il più basso dal 1992.
Si tratta del dato migliore in assoluto da quando l'indicatore viene misurato in modo scientifico.
I motivi che sono alla base del dato sono essenzialmente due:
1) La flessibilità del mondo del lavoro introdotta con la legge Biagi ha consentito alle forze lavoro di adattarsi all'offerta di impiego. In altre parole la creazione di nuove figure professionali, meno rigide e maggiormente adattabili all'impresa che cambia, ha prodotto un aumento dell'occupazione.
2) Come tutte le monete, anche il dato dell'occupazione ha "un'altra faccia". Il dato Istat infatti mette in rilievo come sia in graduale aumento il numero di persone (soprattutto giovani e donne) che smettono di cercare lavoro. Si tratta di un dato che la sinistra sta cavalcando, ma che rappresenta un fenomeno di una economia in evoluzione. Si tratta di persone che si ribellano intellettualmente all'evoluzione che sta assumendo anche in Italia il mercato del lavoro, cioè si ribellano alla fine del "posto fisso" e si rinchiudono in una sorta di esilio professionale. Il meccanismo intellettuale è quello di chi sostiene di non essere capito, quindi isolato, infine espulso dal pianeta lavoro. È un fenomeno già conosciuto, studiato, superato, in altre economie, soprattutto anglosassoni, ma che in Italia si sta affacciando soltanto oggi.
3) Indipendentemente da quelle che sono le componenti psicologiche di chi cerca lavoro, esiste un dato di fondo: il tasso di disoccupazione non è mai stato così basso, anche nel Mezzogiorno, dove è sceso al 13,6%.
21/12/2004
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