Tortura e maltrattamenti rimangono diffusi nel paese. La Corte europea dei diritti umani si è pronunciata contro l’Ucraina in favore di sei ex detenuti del braccio della morte. La violenza domestica resta un serio problema. Permangono gravi preoccupazioni riguardo alla libertà di stampa. Vi è stato un qualche progresso nella determinazione dei responsabili della "sparizione" del giornalista Georgiy Gongadze.
Tortura e maltrattamenti
Sono state segnalati numerosi casi di tortura e maltrattamenti da parte della polizia e delle guardie carcerarie. Ad aprile, la Difensora civica nazionale per i diritti umani, Nina Karpachova, ha affermato nel suo rapporto annuale al Parlamento ucraino che nei due anni precedenti 12.000 persone avevano denunciato torture o maltrattamenti, il più delle volte inflitti durante gli interrogatori, allo scopo di estorcere loro una confessione. I detenuti erano stati picchiati dagli agenti di polizia, tenuti sospesi per le manette, semi-asfissiati con buste di plastica o maschere antigas e sottoposti a scosse elettriche. Di conseguenza molti detenuti hanno riportato gravi lesioni, e alcuni sono morti. A molti è stato negato il diritto a un avvocato o a un medico di propria scelta, o il diritto di informare i parenti della loro detenzione.
*Il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha stabilito a settembre che l’ex detenuto del braccio della morte Azer Garrerdy ogly Aliev non aveva ricevuto un processo equo. Gli era stato negato l’accesso a un avvocato per i primi cinque mesi di detenzione. Era stato arrestato a Makeevka nell’agosto 1996 perché sospettato di omicidio e condannato a morte nell’aprile 1997. Azer Garr
erdy ogly Aliev aveva accusato agenti di polizia di aver torturato e maltrattato lui e la sua moglie incinta durante l’interrogatorio, durato quattro giorni, che era seguito all’arresto.
*Secondo quanto riferito, a metà ottobre la procura della regione di Donetsk ha avviato un’inchiesta in merito a una denuncia di tortura nella struttura detentiva n.120. Le guardie carcerarie avrebbero torturato un prigioniero venticinquenne che avrebbe riportato gravi ferite ai piedi, al punto di rendere necessaria l’amputazione di entrambi. L’episodio avrebbe avuto luogo in seguito al rifiuto del prigioniero di eseguire gli ordini ricevuti.
*A novembre, Sergei Berdyugin, di 20 anni, è morto in ospedale a Odessa a seguito dei maltrattamenti cui sarebbe stato sottoposto durante la custodia pre-processuale.
Corte europea dei diritti umani
Ad aprile la Corte europea dei diritti umani si è espressa in favore di sei uomini detenuti nel braccio della morte di diverse prigioni ucraine nel corso degli anni Novanta, i quali avevano sporto denuncia per le condizioni crudeli, inumane e degradanti della loro detenzione. Nel caso di Borislav Poltoratskiy, la Corte ha affermato che le condizioni di detenzione gli avevano causato "notevole sofferenza psicologica e degrado della dignità umana". La Corte ha rilevato che lui ed altri prigionieri del braccio della morte del carcere Ivano-Frankivsk erano "rinchiusi fino a 24 ore al giorno in celle con uno spazio vitale minimo, con le finestre coperte in modo tale da impedire l’ingresso della luce naturale, senza alcuna possibilità di uscire all’aria aperta, o di essere occupati in qualche attività o di avere un contatto umano"
Violenza sulle donne
La violenza domestica continua ad essere comune in Ucraina, sebbene non siano disponibili statistiche ufficiali. Verso la fine del 2002 l’Ucraina ha informato il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite circa le diverse misure in fase di elaborazione per combattere la violenza domestica. Tra queste: l’approvazione della Legge per la prevenzione della violenza domestica, che indica gli enti pubblici preposti all’adozione delle misure di prevenzione, nuove procedure d’indagine sugli atti di violenza domestica, la realizzazione di una rete di istituzioni specializzate per il sostegno alle vittime, come unità di crisi, case rifugio e centri di riabilitazione. Nonostante queste misure positive, permangono notevoli ostacoli per le donne in cerca di giustizia.
Libertà di espressione
Persistono vaste preoccupazioni per la libertà dei media. A febbraio il Consiglio d’Europa ha pubblicato il rapporto dei suoi esperti sulla libertà di espressione e di informazione in Ucraina, a seguito della visita nel paese del novembre 2002. Il rapporto ha così concluso: "ci vediamo costretti a confermare la conclusione raggiunta nel rapporto 2000, secondo cui l’Ucraina dà adito a gravi preoccupazioni in tema di informazione e di espressione". Il rapporto sottolinea tutta una serie di preoccupazioni, tra cui: l’alta incidenza di denunce di diffamazione contro la stampa e l’elevato valore dei risarcimenti, l’ambiguità nel concedere licenze televisive e radiofoniche, i tentativi da parte delle autorità di indirizzare i media, i reati commessi ai danni di giornalisti.
*Secondo quanto riferito, nonostante diversi funzionari attuali e passati del ministero dell’Interno siano stati arrestati in relazione alla "sparizione" del giornalista indipendente Georgiy Gongadze, avvenuta nel settembre 2000, a fine ottobre le indagini sono sembrate approdare a un punto morto, quando il procuratore generale Svyataslav Piskun, titolare dell’inchiesta, è stato sollevato dall’incarico dal presidente Kuchma. Secondo alcune fonti la sua sostituzione sarebbe collegata agli arresti.




erdy ogly Aliev non aveva ricevuto un processo equo. Gli era stato negato l’accesso a un avvocato per i primi cinque mesi di detenzione. Era stato arrestato a Makeevka nell’agosto 1996 perché sospettato di omicidio e condannato a morte nell’aprile 1997. Azer Garr
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