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UN SISTEMA FORMATIVO LUNGO TUTTO L’ARCO DELLA VITA PER LA SOCIETÀ E
L’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA.
1 La società e l’economia della conoscenza
La società della conoscenza riguarda gli individui e il modo in questi vivono e
lavorano. Gli individui necessitano di una quantità crescente di conoscenza, di
informazione e di competenze; d’altra parte le strutture sociali e quelle economiche, i
loro modelli organizzativi ed operativi, devono sempre di più essere capaci di trarre
un vantaggio dagli elementi costitutivi della società della conoscenza per evitare,
come spesso accade nel nostro paese, lo spreco di risorse umane e conoscitive
qualificate.
L’evoluzione virtuosa della società della conoscenza e a questa connessa
dell’economia della conoscenza, richiede pertanto un’azione convergente ma distinta
tesa da una parte ad innalzare la qualità del capitale umano e dall’altra a qualificare le
strutture sociali ed economiche nelle quali l’individuo e le comunità vivono e
agiscono.
L’educazione, l’orientamento, l’istruzione e la formazione lungo tutto l’arco della
vita sono la componente essenziale, il fondamento di natura costituzionale, per lo
sviluppo della persona e per l’affermazione del diritto dell’individuo a poter
realizzare, all’interno di vincoli e di opportunità date, un proprio “progetto di vita”.
Sono inoltre un elemento fondamentale di supporto allo sviluppo di una economia
avanzata e sostenibile che agisce su fattori di competitività basati sulla conoscenza e
sulla qualità dei processi produttivi ed organizzativi e non su fattori di basso costo del
lavoro o di depauperamento ambientale.
Poter apprendere per tutta la vita è un diritto dell’individuo, un elemento su cui si
fonda la sua capacità di trasformare le proprie potenzialità in benessere individuale,
ma è anche uno strumento primario per supportare il processo di innovazione della
società e dell’economia di un determinato territorio.
E’ questo il contesto, quindi, in cui si inserisce oggi la discussione sulla istruzione e
sulla formazione per tutto l’arco della vita nel nostro paese; una discussione che deve
partire dall’individuo, dai suoi diritti, dalle esigenze di innovazione economica e
sociale e dai modelli di vita delle diverse comunità locali e che solo in un secondo
tempo, in maniera logicamente subordinata, deve approdare ai temi
dell’organizzazione e del funzionamento dell’intero sistema per l’apprendimento e
delle diverse strutture scolastiche e formative.
Occorre puntare sempre di più ad una società colta ed istruita, aperta al cambiamento
e capace di sfruttare al massimo, per il proprio benessere e la propria crescita
professionale, il potenziale tecnologico e informativo oggi a disposizione della
popolazione del mondo. Una disponibilità che non è però spontaneamente acquisibile
in maniera effettiva da tutti i soggetti in egual misura in tutte le realtà del mondo e,
all’interno di queste, da tutte le fasce sociali e culturali. Ecco perché il superamento
del “Knowledge divide” (di cui il digital divide è solo una componente) è uno degli
obiettivi più pressanti nel mondo ma anche all’interno dei paesi sviluppati. Una
società effettivamente delle pari opportunità è una società che punta e rafforza le
libertà ma nello stesso tempo, ed anzi in virtù di questo obiettivo, rafforza gli
strumenti di intervento (diritto allo studio, etc) per favorire l’emersione del merito e
dell’impegno degli individui (a prescindere dalla fascia sociale e culturale di origine)
e per garantire quella mobilità sociale e professionale che è garanzia nello stesso
tempo di democrazia e di sviluppo innovativo.
Il problema della riforma dell’istruzione e della formazione in Italia deve essere visto
in questa ottica: come ricostruire coerenza e qualità complessiva al sistema
dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita avendo come punto di riferimento
primario le esigenze degli individui e delle comunità nel nuovo contesto della società
della conoscenza (cittadinanza attiva, occupabilità, innovazione economica e sociale)
e solo in un secondo tempo la logica, spesso settoriale e autoreferente, delle
organizzazioni che presidiano l’offerta formativa.
Anche perché la conoscenza e l’istruzione sono oggi importanti fattori di
competitività a livello di sistema paese e di sviluppo culturale e professionale degli
individui in un contesto nel quale, come ci ricorda una recente ricerca della Banca
d’Italia, l’Italia continua a perdere competitività rispetto agli altri paesi sviluppati del
mondo ed in particolare nei confronti di Usa, Giappone, Gran Bretagna e Irlanda che
hanno puntato negli ultimi anni con particolare attenzione ai temi dello sviluppo e
dell’utilizzo della conoscenza nell’ambito dei propri sistemi di produzione.




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8.9%-1.6%): Svizzera tedesca e italiana, Repubblica Ceca,