

"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


Rai tre venerdì 16 gennaio 2004: "Enigma" sui Protocolli dei savi Anziani di Sion" e sull'antisemitismo.
Ospiti: Riccardo Pacifici (comunità ebraica di Roma), Paolo Mieli, Cesare De Michelis (autore ed editore de "Il manoscritto inesistente"), Giano Accame e un certo De Martis, di "Olokaustos", addetto alla ricerca di siti antisemiti. In collegamento: Fausto Bertinotti (accusato di antisemitismo per le critiche alla politica di Sharon, è colui che, a scanso di equivoci, gridò dal palco del suo congresso: "Siamo tutti ebrei!", dopo aver gridato: "Siamo tutti omosessuali!"). Tutti gli ospiti sono convinti della falsità dei "Protocolli", ma questa non viene in alcun modo dimostrata. Chi ne sia l'autore non si sa. De Michelis propende per un certo Butmi, russo, ma non dà alcun ragguaglio su come sia giunto a tale conclusione.
La falsità del testo non è quindi la conclusione di una qualsivoglia argomentazione filologica fatta di tesi, obiezioni, confutazione delle obiezioni, ma è l'assunto iniziale, dichiarato testualmente: "Partiamo da una certezza: la falsità dei "Protocolli".
Lo stesso procedimento viene usato nei confronti di tutti gli altri aspetti dell'asserito "antisemitismo", dal cosiddetto "negazionismo", ovviamente non rappresentato in studio né in collegamento da alcun esponente ma le cui tesi vengono bollate da apodittici "Falso", al complotto giudaico-massonico, insegnamento ufficioso di Santa Madre Chiesa per secoli e secoli e che ha dalla sua esponenti illustri come padre Oreglia, Mons. Delassus, Mons. Benigni e Mons. Carli e che invece viene liquidato come una forma di paranoia.
Di tutta la questione del deicidio e dell'omicidio rituale, aspetti fondamentali del problema ebraico, sono stati dati solo distratti cenni; nessuna citazione, ovviamente, dell'ebreo Bernard Lazare, secondo il quale il primo colpevole dell'antisemitismo è proprio l'ebreo, e quindi nessuna risposta alla domanda che qualche ascoltatore si sarà certo fatto, cioè perché mai in tutti i tempi e in tutti i luoghi gli ebrei si siano attirati tanta ostilità. Nessun serio tentativo quindi di capire, ma solo la preoccupazione di condannare a priori tutto un modo di pensare, basato su solidissime fondamenta, accomunando tra loro in un unico calderone i Padri della Chiesa, i Papi i naziskin e le telenovelas egiziane.
Nessun cenno, altrettanto ovviamente, alla persecuzione giudiziaria e anche fisica dei cosiddetti "negazionisti", le cui teorie sono state volgarmente ridicolizzate e delle quali è stato detto che "sono liberamente pubblicate e diffuse" quando anche il semplive farvi cenno in un'aula scolastica può costare al malcapitato guai a non finire. Invece si è notata in Andrea Vianello e in De Martis la preoccupazione di far capire che ci sono troppi siti internet che contengono materiale "antisemita", quasi un indiretto appello alle autorità a farli chiudere al più presto.
Unico parziale cenno di anticonformismo: la rivendicazione da parte di Accame dell'orgoglio della tradizione fascista e una presa di distanze dall'impostazione del viaggio di Fini a Gerusalemme. Anche questo ha però spiazzato il conduttore, visibilmente sorpreso da cotanto ardire.
Insomma una volgare trasmissione di indottrinamento pagata con i soldi dei contribuenti. Protesto come cittadino, come utente e come cristiano contro tanta offesa all'intelligenza degli spettatori e contro questo indegno uso del mezzo pubblico a fini di parte.
Franco Damiani


Da Vianelli a Vianello, o il suicidio dell'antirevisionismo italiano
Il 16 gennaio RAITRE ha trasmesso una puntata di "Enigma - I grandi misteri della storia" incentrata sull'antisemitismo e ampiamente dedicata ai "Protocolli dei Savi Anziani di Sion", coll'immancabile sproloquio sul revisionismo storico. La roboante enfasi retorica e la smaccata faziosità della trasmissione, condotta da Andrea Vianello, è troppo evidente e non vale la pena di soffermarvisi. Molto, invece ci sarebbe da dire sulle tesi apoditticamente e infantilmente asserite sul tema principale della trasmissione, ma mi limiterò all'aspetto olocaustico.
Bisogna precisare che l' "esperto" al quale si sono appellati gli enigmatici redattori e che era presente in studio, Giovanni De Martis, è il presidente dell'Associazione Olokaustos (che essi sono riusciti perfino a storpiare in "Olokaustus"!). All'interno di questa Associazione, l' "esperto" di anti-"negazionismo" è quel tale Luigi Vianelli, autore di un insulso scritto intitolato "I negazionisti italiani" infarcito di sciocche menzogne su di me, al quale ho inflitto una lezione talmente dura che il povero sventurato non ha neppure osato rispondere. Da tali "esperti" potevano venire soltanto le idiozie antirevisionistiche che esaminerò sotto.
Prima però è necessario inquadrare la trasmissione nel suo vero contesto. Come in essa è stato ricordato, il 7 e l'8 dicembre 2003, in occasione del centenario dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion", si è tenuto a Venezia un convegno "organizzato dal Centro Simon Wiesenthal, dall'Associazione Olokaustos, dall'Arare (rete europea dei docenti universitari contro l'antisemitismo) con il patrocinio e il sostegno dell'Unesco" sul tema "The Centennial of the Protocols of the Elders of Zion: a Paradigm for Contemporary Hate Literature", al quale, per l'Italia, hanno partecipato Cesare De Michelis, Francesco Margiotta Broglio, David Meghnagi, Claudio Vercelli, Luigi Vianelli e Carla Cavazzi .
Ci si può chiedere chi, tra le persone di media cultura, abbia mai letto i "Protocolli" o ne abbia solo sentito parlare. Certamente ben poche. Dunque il presunto "centenario" è stato un semplice pretesto per riesumare un testo che, dopo aver servito la causa antiebraica, ora si accinge a servire quella filoebraica e filoisraeliana, soprattutto in campo politico.
L'impiego dei "Protocolli" in funzione antirevisionistica, già inaugurato da Valentina Pisanty, è stato forgiato come arma diffamatrice proprio da Luigi Vianelli, "ricercatore" [sic!] dell'Associazione Olokaustos, che nel suo intervento al convegno summenzionato ha
«parlato sul tema "Gli autori negazionisti italiani e i Protocolli dei Savi di Sion: il complotto senza il complotto"», e ha
«cercato di definire il legame che esiste fra i due autori negazionisti italiani Carlo Mattogno e Cesare Saletta, la c.d. "teoria sociale della cospirazione" (vedi K.Popper, "Congetture e confutazioni", Il Mulino 1985, pp. 212 ss.) e i "Protocolli dei Savi di Sion", visti come paradigma della letteratura complottarda antisemita» .
Dunque gli scopi e il significato di Enigma non sono poi così enigmatici! Tutt'altro.
Ciò chiarito, passiamo al revisionismo storico, vera e propria patata bollente che è stata frettolosamente - e vergognosamente - liquidata in quattro insulse battute.
1) «Verso la fine degli anni Settanta inizia a circolare la voce che non è mai stato rintracciato alcun documento che dimostri che i nazisti hanno ordinato l'uso delle camere a gas. E' una incredibile menzogna, ma la voce va avanti».
I poveri redattori, storicamente ancora più ignoranti dei loro solerti consiglieri olokaustisti, hanno preso un abbaglio madornale, perché i revisionisti dell'epoca si riferivano al chimerico Führerbefehl, il presunto ordine di sterminio ebraico di Hitler. Nel dopoguerra esso era considerato da magistrati e storici reale e scritto. Col passare del tempo, poiché quest'ordine scritto non voleva proprio affiorare dalle migliaia di tonnellate di documenti tedeschi sequestrati dagli Alleati, gli storici decisero che esso era stato impartito solo verbalmente. Coll'affermarsi della corrente funzionalistica, anche la tesi dell'ordine verbale decadde. Martin Broszat, allora direttore dell'Istituto di storia contemporanea di Monaco, affermò che Hitler non aveva preso alcuna decisione definitiva e che non aveva mai impartito l'ordine della presunta "soluzione finale" . Il presunto ordine di sterminio, prima scritto, poi verbale, divenne alla fine un semplice "cenno della testa" di Hitler! Questa tesi fu sostenuta da Christopher R. Browning già all'epoca del congresso di Stoccarda (maggio 1984) . Una variante è quella del "segnale" di Hitler ai suoi subalterni. Possiamo immaginare con quale minuziosa attenzione i gerarchi nazisti osservassero ogni cenno del Führer, e i loro atroci dubbi: uno starnuto di Hitler significherà l'annientamento del ghetto di Lodz o la costruzione del "campo di sterminio" di Treblinka?
I nostri Enigmatici, con il loro travisamento, hanno ulteriormente peggiorato la loro posizione, perché pretendere che esista un documento che contenga l'ordine dell'impiego delle presunte camere a gas omicide, questa sì è "una incredibile menzogna". Sfido pubblicamente la redazione di Enigma e l'Associazione Olokaustos ad esibire un tale documento!
2)«Il famigerato gas Zyklon B non esisterebbe, si dice. Non è vero, ma la freccia è partita. In quegli anni non era ancora stato inventato, si ripete. Falso anche questo».
Falso anche questo. Nessuno storico revisionista si è mai sognato di dire tali scemenze, che sono state inventate dai nostri enigmatici redattori.
Per chi avesse qualche dubbio, rimando al mio studio "Olocausto: dilettanti allo sbaraglio" . A p. 317, nell' Indice analitico, ho indicato le pagine del libro in cui mi sono occupato non solo di Zyklon B, ma della sua composizione, delle sue proprietà, del suo uso, dei suoi effetti, elencando le seguenti voci:
acido cianidrico
- azzurro di Prussia, vedi anche ferrocianuro ferrico
- Blausäure (acido cianidrico)
- Cyklon B (Zyklon B)
- esplosività dell'acido cianidrico
- ferrocianuro ferrico Fe4[FE(CN)6]3
vedi anche azzurro di Prussia
- HCN acido cianidrico
- Zyklon B
- bromoacetato di etile, CH2Br.COOC2H5, aggressivo chimico aggiunto
allo Zyklon B come sostanza avvisatrice
- Diagriess, coibente (farina fossile) usato per la produzione di
Zyklon B
- Discoids, coibente (dischi di cartone) usato per la produzione dello Zyklon B.
Inoltre, nel numero di dicembre 2003 della rivista "Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung", nell'articolo "Auschwitz: Gasprüfer und Gasrestprobe" ho delineato la storia della normativa tedesca sull'impiego dell' acido cianidrico (e dello Zyklon B) a scopo di disinfestazione a cominciare dalla “Verordnung über die Schädlingsbekämpfung mit hochgiftigen Stoffen” (Ordinanza sulla disinfestazione con sostanze altamente tossiche) del 29 gennaio 1919. Spero che ciò sia sufficiente.
3) «Le testimonianze dei detenuti sull'uso delle camere a gas non sono credibili, si sostiene. Falsità su falsità».
Per gente di tal fatta, assolutamente sprovvista di senso critico e adusa ad ingoiare le bufale più incredibili, tali testimonianze non possono apparire che assolutamente credibili. Senza entrare nei dettagli e tralasciando altri argomenti, dichiaro senza timore di smentita che, riguardo alla cremazione nei forni e nelle "fosse di cremazione" di Auschwitz, tutti - e sottolineo tutti - i "testimoni oculari" hanno mentito spudoratamente. La menzogna serviva unicamente a giustificare e a rendere credibile la storia delle gasazioni in massa. Ma se costoro hanno mentito sulle cremazioni, perché dovrebbero essere attendibili sulle "gasazioni"?
Rimando, per un inquadramento storico della questione, al mio articolo "Die Viermillionenzahl von Auschwitz: Entstehung, Revisionen und Konsequenzen. I. Vorstoss zu den Wurzeln der Sowjetpropaganda" .
4) «I Sonderkommando, gli addetti di Auschwitz [sic!], entravano nelle camere a gas sature di acido cianidrico immediatamente o dopo una mezz'ora dalla gasazione di 200 prigionieri, senza maschera antigas e con la sigaretta in bocca, affermano i negazionisti.
Falso, incredibile, aberrante, eppure è stato detto».
Qui gli enigmatici olokaustisti azzardano una impostura ancora più indecente di quella relativa allo Zyklon B. Ciò infatti è stato detto da Rudolf Höss, comandante di Auschwitz, e soltanto ripetuto prima da Paul Rassinier e poi da Robert Faurisson. Ecco le affermazioni del comandante di Auschwitz:
«Dopo una mezz'ora dal momento dell'immissione del gas, si aprivano le porte e si azionavano gli apparecchi per la ventilazione. Quindi si cominciava subito a portare fuori i cadaveri»
«Mentre trascinavano i cadaveri, [i detenuti] mangiavano o fumavano» .
Come definire questo ignobile processo di manipolazione di Enigma? "Falso, incredibile, aberrante" è troppo poco!
E si ricordi che questa indecente operazione di falsificazione è stata condotta con l'avallo dell'Associazione Olokaustos!
Parlando del revisionismo in Italia, il suo presidente ha affermato:
«In Italia noi abbiamo dei grandi - tra virgolette - non revisionisti, ma negazionisti, come Saletta o Mattogno, personaggi che scrivono libri ponderosi di sei settecento pagine...»
Ma in Italia abbiamo anche insignificanti - senza virgolette - anti-"negazionisti" che scrivono esclusivamente articoli insulsi di sei, sette pagine.
Da Vianelli a Vianello, sempre più giù nel baratro del ridicolo.
Carlo Mattogno


Una cosa è certa: veri o non veri (il problema dell'eventuale falsità dei protocolli è un falso problema, anche se molti devono ancora arrivare a comprendere che i Cattolici ce l'hanno con gli ebrei indipendentemente dai "protocolli"... per il fatto che sono il popolo deicida) dopo aver visto la trasmissione molti amici mi hanno detto che proprio la puntata ha fatto nascere in loro la voglia di acquistare e leggere il libro.
Dunque, involontariamente, il Vianello e telekabul si sono tirati la zappa sui piedi.
Nasalli Rocca
Nasalli Rocca


Originally posted by franco damiani
Da Vianelli a Vianello, o il suicidio dell'antirevisionismo italiano
Il 16 gennaio RAITRE ha trasmesso una puntata di "Enigma - I grandi misteri della storia" incentrata sull'antisemitismo e ampiamente dedicata ai "Protocolli dei Savi Anziani di Sion", coll'immancabile sproloquio sul revisionismo storico. La roboante enfasi retorica e la smaccata faziosità della trasmissione, condotta da Andrea Vianello, è troppo evidente e non vale la pena di soffermarvisi. Molto, invece ci sarebbe da dire sulle tesi apoditticamente e infantilmente asserite sul tema principale della trasmissione, ma mi limiterò all'aspetto olocaustico.
Bisogna precisare che l' "esperto" al quale si sono appellati gli enigmatici redattori e che era presente in studio, Giovanni De Martis, è il presidente dell'Associazione Olokaustos (che essi sono riusciti perfino a storpiare in "Olokaustus"!). All'interno di questa Associazione, l' "esperto" di anti-"negazionismo" è quel tale Luigi Vianelli, autore di un insulso scritto intitolato "I negazionisti italiani" infarcito di sciocche menzogne su di me, al quale ho inflitto una lezione talmente dura che il povero sventurato non ha neppure osato rispondere. Da tali "esperti" potevano venire soltanto le idiozie antirevisionistiche che esaminerò sotto.
Prima però è necessario inquadrare la trasmissione nel suo vero contesto. Come in essa è stato ricordato, il 7 e l'8 dicembre 2003, in occasione del centenario dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion", si è tenuto a Venezia un convegno "organizzato dal Centro Simon Wiesenthal, dall'Associazione Olokaustos, dall'Arare (rete europea dei docenti universitari contro l'antisemitismo) con il patrocinio e il sostegno dell'Unesco" sul tema "The Centennial of the Protocols of the Elders of Zion: a Paradigm for Contemporary Hate Literature", al quale, per l'Italia, hanno partecipato Cesare De Michelis, Francesco Margiotta Broglio, David Meghnagi, Claudio Vercelli, Luigi Vianelli e Carla Cavazzi .
Ci si può chiedere chi, tra le persone di media cultura, abbia mai letto i "Protocolli" o ne abbia solo sentito parlare. Certamente ben poche. Dunque il presunto "centenario" è stato un semplice pretesto per riesumare un testo che, dopo aver servito la causa antiebraica, ora si accinge a servire quella filoebraica e filoisraeliana, soprattutto in campo politico.
L'impiego dei "Protocolli" in funzione antirevisionistica, già inaugurato da Valentina Pisanty, è stato forgiato come arma diffamatrice proprio da Luigi Vianelli, "ricercatore" [sic!] dell'Associazione Olokaustos, che nel suo intervento al convegno summenzionato ha
«parlato sul tema "Gli autori negazionisti italiani e i Protocolli dei Savi di Sion: il complotto senza il complotto"», e ha
«cercato di definire il legame che esiste fra i due autori negazionisti italiani Carlo Mattogno e Cesare Saletta, la c.d. "teoria sociale della cospirazione" (vedi K.Popper, "Congetture e confutazioni", Il Mulino 1985, pp. 212 ss.) e i "Protocolli dei Savi di Sion", visti come paradigma della letteratura complottarda antisemita» .
Dunque gli scopi e il significato di Enigma non sono poi così enigmatici! Tutt'altro.
Ciò chiarito, passiamo al revisionismo storico, vera e propria patata bollente che è stata frettolosamente - e vergognosamente - liquidata in quattro insulse battute.
1) «Verso la fine degli anni Settanta inizia a circolare la voce che non è mai stato rintracciato alcun documento che dimostri che i nazisti hanno ordinato l'uso delle camere a gas. E' una incredibile menzogna, ma la voce va avanti».
I poveri redattori, storicamente ancora più ignoranti dei loro solerti consiglieri olokaustisti, hanno preso un abbaglio madornale, perché i revisionisti dell'epoca si riferivano al chimerico Führerbefehl, il presunto ordine di sterminio ebraico di Hitler. Nel dopoguerra esso era considerato da magistrati e storici reale e scritto. Col passare del tempo, poiché quest'ordine scritto non voleva proprio affiorare dalle migliaia di tonnellate di documenti tedeschi sequestrati dagli Alleati, gli storici decisero che esso era stato impartito solo verbalmente. Coll'affermarsi della corrente funzionalistica, anche la tesi dell'ordine verbale decadde. Martin Broszat, allora direttore dell'Istituto di storia contemporanea di Monaco, affermò che Hitler non aveva preso alcuna decisione definitiva e che non aveva mai impartito l'ordine della presunta "soluzione finale" . Il presunto ordine di sterminio, prima scritto, poi verbale, divenne alla fine un semplice "cenno della testa" di Hitler! Questa tesi fu sostenuta da Christopher R. Browning già all'epoca del congresso di Stoccarda (maggio 1984) . Una variante è quella del "segnale" di Hitler ai suoi subalterni. Possiamo immaginare con quale minuziosa attenzione i gerarchi nazisti osservassero ogni cenno del Führer, e i loro atroci dubbi: uno starnuto di Hitler significherà l'annientamento del ghetto di Lodz o la costruzione del "campo di sterminio" di Treblinka?
I nostri Enigmatici, con il loro travisamento, hanno ulteriormente peggiorato la loro posizione, perché pretendere che esista un documento che contenga l'ordine dell'impiego delle presunte camere a gas omicide, questa sì è "una incredibile menzogna". Sfido pubblicamente la redazione di Enigma e l'Associazione Olokaustos ad esibire un tale documento!
2)«Il famigerato gas Zyklon B non esisterebbe, si dice. Non è vero, ma la freccia è partita. In quegli anni non era ancora stato inventato, si ripete. Falso anche questo».
Falso anche questo. Nessuno storico revisionista si è mai sognato di dire tali scemenze, che sono state inventate dai nostri enigmatici redattori.
Per chi avesse qualche dubbio, rimando al mio studio "Olocausto: dilettanti allo sbaraglio" . A p. 317, nell' Indice analitico, ho indicato le pagine del libro in cui mi sono occupato non solo di Zyklon B, ma della sua composizione, delle sue proprietà, del suo uso, dei suoi effetti, elencando le seguenti voci:
acido cianidrico
- azzurro di Prussia, vedi anche ferrocianuro ferrico
- Blausäure (acido cianidrico)
- Cyklon B (Zyklon B)
- esplosività dell'acido cianidrico
- ferrocianuro ferrico Fe4[FE(CN)6]3
vedi anche azzurro di Prussia
- HCN acido cianidrico
- Zyklon B
- bromoacetato di etile, CH2Br.COOC2H5, aggressivo chimico aggiunto
allo Zyklon B come sostanza avvisatrice
- Diagriess, coibente (farina fossile) usato per la produzione di
Zyklon B
- Discoids, coibente (dischi di cartone) usato per la produzione dello Zyklon B.
Inoltre, nel numero di dicembre 2003 della rivista "Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung", nell'articolo "Auschwitz: Gasprüfer und Gasrestprobe" ho delineato la storia della normativa tedesca sull'impiego dell' acido cianidrico (e dello Zyklon B) a scopo di disinfestazione a cominciare dalla “Verordnung über die Schädlingsbekämpfung mit hochgiftigen Stoffen” (Ordinanza sulla disinfestazione con sostanze altamente tossiche) del 29 gennaio 1919. Spero che ciò sia sufficiente.
3) «Le testimonianze dei detenuti sull'uso delle camere a gas non sono credibili, si sostiene. Falsità su falsità».
Per gente di tal fatta, assolutamente sprovvista di senso critico e adusa ad ingoiare le bufale più incredibili, tali testimonianze non possono apparire che assolutamente credibili. Senza entrare nei dettagli e tralasciando altri argomenti, dichiaro senza timore di smentita che, riguardo alla cremazione nei forni e nelle "fosse di cremazione" di Auschwitz, tutti - e sottolineo tutti - i "testimoni oculari" hanno mentito spudoratamente. La menzogna serviva unicamente a giustificare e a rendere credibile la storia delle gasazioni in massa. Ma se costoro hanno mentito sulle cremazioni, perché dovrebbero essere attendibili sulle "gasazioni"?
Rimando, per un inquadramento storico della questione, al mio articolo "Die Viermillionenzahl von Auschwitz: Entstehung, Revisionen und Konsequenzen. I. Vorstoss zu den Wurzeln der Sowjetpropaganda" .
4) «I Sonderkommando, gli addetti di Auschwitz [sic!], entravano nelle camere a gas sature di acido cianidrico immediatamente o dopo una mezz'ora dalla gasazione di 200 prigionieri, senza maschera antigas e con la sigaretta in bocca, affermano i negazionisti.
Falso, incredibile, aberrante, eppure è stato detto».
Qui gli enigmatici olokaustisti azzardano una impostura ancora più indecente di quella relativa allo Zyklon B. Ciò infatti è stato detto da Rudolf Höss, comandante di Auschwitz, e soltanto ripetuto prima da Paul Rassinier e poi da Robert Faurisson. Ecco le affermazioni del comandante di Auschwitz:
«Dopo una mezz'ora dal momento dell'immissione del gas, si aprivano le porte e si azionavano gli apparecchi per la ventilazione. Quindi si cominciava subito a portare fuori i cadaveri»
«Mentre trascinavano i cadaveri, [i detenuti] mangiavano o fumavano» .
Come definire questo ignobile processo di manipolazione di Enigma? "Falso, incredibile, aberrante" è troppo poco!
E si ricordi che questa indecente operazione di falsificazione è stata condotta con l'avallo dell'Associazione Olokaustos!
Parlando del revisionismo in Italia, il suo presidente ha affermato:
«In Italia noi abbiamo dei grandi - tra virgolette - non revisionisti, ma negazionisti, come Saletta o Mattogno, personaggi che scrivono libri ponderosi di sei settecento pagine...»
Ma in Italia abbiamo anche insignificanti - senza virgolette - anti-"negazionisti" che scrivono esclusivamente articoli insulsi di sei, sette pagine.
Da Vianelli a Vianello, sempre più giù nel baratro del ridicolo.
Carlo Mattogno
siamo davvero onorati di ospitare questo scritto di Carlo Mattogno e ringraziamo il professor Damiani per avercelo trasmesso.
Guelfo Nero![]()
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I ringraziamenti vanno tutti a Mattogno, che ha signorilmente concesso la diffusione del suo scritto (e anche di quello sulle foto aeree, in anteprima).![]()
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Per conoscenza: http://www.yadvashem.org/![]()


COLPA. Certo, sarà pure stato un incontro diplomatico, formale, puramente di cortesia. Ma Oliviero Diliberto si sarà reso conto oppure no di chi aveva di fronte nell'incontro con il leader degli Hezbollah hassan nasrallah' Pochi dubbi sulle caratteristiche di capo di un gruppo terroristico che ha seminato morte e distruzione tra la popolazione civile di Israele, ovviamente. ma Diliberto potrebbe legittimamente obiettare che in diplomazia bisogna avere a che fare anche con interlocutori sgradevoli. Però, come è stato dettagliatamente ricostruito sul Foglio e sul Riformista e dai radicali di Marco Pannella, "Nasrallah è anche l'editore di riferimento di una televisione libanese, Al Manar, specializzata nel trasmettere il serial sui Protocolli dei savi di Sion. Per non parlare della leggenda inventata dalla stessa tv all'indomani dell'11 settembre 2001, quando sostenne che dietro c'era lo zampino del Mossad", il quale ebbe l'accortezza di avvertire gli ebrei affinché non si recassero quel giorno nelle torri gemelle di New York. I Protocolli, uno dei principali monumenti dell'antisemitismo moderno. Non si vergogna nemmeno un po' Diliberto per aver dato credito a un antisemita che vorrebbe sterminare gli ebrei, cancellare gli ebrei dalla faccia della terra? Nemmeno un pochettino, una briciola, un pezzetto piccolo piccolo di vergogna?


Caro Battista,
nel suo ultimo "Parolaio" lei invita Diliberto a vergognarsi "almeno un pochettino" per aver ricevuto il leader degli Hezbollah Hassan Nasrallah, non solo "capo di un gruppo terroristico" ma addirittura "editore di riferimento di una televisione libanese,. Al Manar, specializzata nel trasmettere il serial sui Protocolli dei savi di Sion e "inventrice" della leggenda dello zampino del Mossad negli attentati dell'11 settembre.
Non so se Diliberto debba vergognarsi di aver ricevuto un "terrorista", ma che dire allora di tutti quei capi di Stato e di governo (Diliberto non è nemmeno ministro) che hanno ricevuto e ricevono il massacratore Sharon e a suo tempo Begin, terrorista dell'Irgun, responsabile di efferate stragi di palestinesi? Che dire, anzi, di coloro che ricevono il massacratore Bush e addirittura fanno a gara nel prosternarsi ai suoi piedi? Non prova lei "nemmeno un pochettino, una briciola, un pezzetto piccolo piccolo di vergogna" per questa indignazione così parziale?
Per quanto riguarda i Protocolli, San Massimiliano Kolbe era convinto della loro veridicità, più importante della loro autenticità: era anche lui "un antisemita che vorrebbe sterminare gli ebrei, cancellare gli ebrei dalla faccia della terra"? E infine davvero lei ha tolto il saluto al suo collega Maurizio Blondet, che in tre libri di successo svolge la tesi documentata del "colpo di Stato" negli SUA, della lobby ebraica come vera detentrice del potere yankee e di "Osama bin Mossad"?
Franco Damiani


Solo una piccola errata corrige: Padre Massimiliano Kolbe (un figura certamente immensa sotto molti punti di vista) non è (ancora) santo per la Chiesa.
La sua "canonizzazione" è del 1983.
un saluto cordiale
Guelfo Nero