Bell'inizio, non c'è che dire, per "Excalibur", il nuovo talk-show di Raidue ideato in sostituzione del ring di Michele Santoro.
e condotto da Antonio Socci. Nel primo servizio si parla di Medjugorje, in un tripudio di "pace", "speranza", "preghiera" e "sorriso", con i volti ispirati dei veggenti che presentano le apparizioni come la continuazione e l'aggiornamento di quelle di Fatima. Che importa che la stessa "Chiesa" conciliare non si sia ancora pronunciata in merito e che il "vescovo" di Mostar sia da sempre avversario della verità delle apparizioni? "E' una feccenda che riguarda il Vaticano, non la curia", dichiara Franco Giojelli autore del servizio, e la veggente Miriana, alla domanda se Giovanni Paolo II, nei colloqui con lei, abbia mai espresso il desiderio di recarsi a Medjugorje, risponde con un mezzo sorriso: "Mi ha detto qualcosa come: Se non fossi il Papa, ci sarei già andato". Il clou lo si tocca con l'intervento di Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria e autore di più di un libro su Medjugorje (l'ultimo è "La donna e il drago"), che spiega come le apparizioni siano la sanzione mariana e quindi divina alla "teologia del dialogo" di Wojtyla, concretatasi di recente, ricorda, nell'appello al digiuno nell'ultimo giorno del Ramadan e nella nuova giornata di preghiera di Assisi. Più chiaro di così...
Il ciellino ed ex lottacontinuista Socci riesce così, almeno con questo esordio, nella' apparentemente disperata impresa di far rimpiangere Santoro. Il seguito è all'altezza: dopo uno sproloquio di Benigni sulla Madonna (Parce, Domine) - viene riproposta la quasi sacrilega lettura sanremese di "Vergine Madre" di Dante - si passa a parlare di Social Forum e qui, complice anche un collegamento con Curzi a Firenze "stranamente" saltato per il gelo. riesce al conduttore un'impresa ai limiti dell'umano: far sembrare per un momento simpatico nientepopodimeno che Agnoletto, stretto nell'angolo da tre avversari (il radicale Capezzone, padre Gheddo e Fiamma Nirenstein: è il nuovo asse giudoliberalcattolico) come capitava un tempo agli esponenti del centrodestra, e in particolare aggredito da una Nirenstein in versione simil-Fallaci in una veemente tirata contro il "terrorismo". Contro il quale, conclude ecumenicamente Socci, siamo tutti d'accordo. Con delle puntualizzazioni: vero, Ugo?




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