La Fed è decisiva per vincere le elezioni»
ROMA «Il ruolo di Prodi non sarà quello di esecutore di direttive o decisioni dei partiti, ma quello di leader dell’intera coalizione e di Presidente della Federazione dell’Ulivo»: così Vannino Chiti, il coordinatore della Segreteria Ds, indica il percorso da seguire dopo il forte richiamo all’unità fatto da Prodi nel suo discorso a Milano.
Un discorso che definisce «forte, significativo, innovativo».
La parola unità è stata scandita con entusiasmo e convinzione dalla folla del Palalido. Che significato ha questo consenso?
Nel mondo che guarda al centrosinistra, l’unità si avverte come bene fondamentale. Ma l’Alleanza se necessaria, non è sufficiente: è indispensabile un programma. Ritengo sia già in atto e in campo la risposta politica a questo bisogno di unità con la costruzione della Federazione dell’ Ulivo tra Ds, Margherita e Repubblicani e dell’Alleanza, la coalizione più vasta di tutto il centrosinistra. Penso che la Federazione sia fondamentale non solo per vincere le elezioni, ma anche per governare.
Quali sono le caratteristiche che la rendono indispensabile?
Non si tratta di un partito unico, ma neppure di una semplice somma dei partiti. Il patto federativo è la casa comune del riformismo italiano, quello che viene dal campo a orientamento socialista, quello liberal-democratico, quello cattolico-sociale. Costruire questa casa comune vorrà dire impegnare le energie per rispondere alle sfide che abbiamo davanti, come il ruolo dell’Italia in Europa, la realizzazione di sviluppo e qualità del nostro paese, la riforma del modello del welfare mentre la destra vuole abbatterlo, la riforma delle istituzioni democratiche coerente con i principi della nostra Costituzione. Attorno a questi temi lo strumento del patto federativo è fondamentale. La Federazione per vincere ha bisogno del timone e del collante dell’Alleanza.
E invece cosa pensa del fatto che Prodi abbia voluto rimarcare la differenziazione tra lui e i partiti?
È evidente la scelta, ma anche la storia e il percorso di Prodi. La nostra alleanza fa sì che lui non sia la diretta espressione di un partito, ma il leader dell’intera coalizione di centrosinistra in quanto Presidente della Federazione dell’Ulivo. Ho ravvisato in questa affermazione e prima nel discorso davanti all’Associazione amici dell’Ulivo a Montecatini una sottolineatura positiva del suo impegno e dello sforzo per sottolineare come sia negativa la contrapposizione tra partiti e società e come sia necessario lo scambio e l’arricchimento reciproco.
Dopo il discorso di Prodi qual è dunque la strada da percorrere?
Si tratta di farlo vivere a livello nazionale e nelle Regioni, radicando nel territorio la Federazione. E bisogna costruire il programma dell’Alleanza e il programma di governo, individuando intanto le sedi e le regole con cui farlo. Per cominciare, dobbiamo concentrarci fortemente e con grande impegno unitario sulle elezioni regionali. Il centrosinistra può vincere alla grande. Sarebbe importantissimo per le regioni e per il governo, ma avrebbe un peso politico fortissimo anche per il paese e per le elezioni politiche. Tutti i partiti del centrosinistra abbiano in mente che non conterà se prendono lo 0, 5% o l’1% in più, ma quante regioni il centrosinistra insieme riuscirà a conquistare.




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