Il problema del Mezzogiorno
i nostri politici lo hanno risolto da tempo: vanno
a tavola alle due.
Poi ogni tanto qualcuno si risveglia, in occasione
di una guerra per bande a Napoli, di un processo a
Reggio il capoluogo della Calabria Saudita, o di
un ponte per Messina.
Ieri, per esempio, è stato un Mezzogiorno di fuoco: morti ammazzati a Napoli e Ciampi che un giorno si e l'altro si' fa una dichiarazione alla televisione e ieri ha parlato del Mezzogiorno.
Che viene da ridere, se ci pensi: andiamo nel Burundi ad aprire il microcredito alle popolazioni locali, cancelliamo il debito del Burkina Faso, apriamo scuole in Uganda, spediamo indumenti nel
Burundi, ma a Napoli non si fa nulla.
Non che non si siano buttati quattrini pubblici: leggo per esempio che "Negli ultimi anni, grazie alle leggi 488 e 9595, una pioggia di investimenti pubblici ha cercato di resuscitare le manifatture,
ma secondo i sindacati i 1.400 miliardi di vecchie lire spesi hanno creato solo 240 nuovi posti di lavoro. I capannoni industriali, una cinquantina, «sono vuoti al 75%. La mancanza di infrastrutture - spiega la Cgil - e le infiltrazioni mafiose non fanno intravedere
rilanci nell'immediato»."
Ma il problema, a mio modesto avviso, sta pure nell'informazione che un giorno s'infiamma con panegirici interessati e un altro giorno nasconde le notizie per non disturbare i manovratori; e ci
lascia credere che il malcostume sia solamente a Napoli e invece basta aprire le orecchie per capire che il malaffare primeggia alla Malpensa come a Parma, ma la' lo chiamano in un altro modo.
Prendiamo ieri, come esempio: il corriere riporta con enfasi un episodio che vorrebbe essere un segnale del cambiamento. l'articolo comincia cosi' : «Di Napoli si parla sempre per la camorra e i morti, ma Napoli è anche questo: una città che sa
reagire» e continua con un peana che descrive Silvana Fucito, una commerciante che ha denunciato il racket e la settantina di persone che l'ha accompagnata in tribunale per non farla sentire
sola: la Jervolino, il questore, il comandante dei Carabinieri e compagnia cantante. Oh, che bella festa, oh che bella festa, verrebbe da dire.
Senonche' il cronista, inebriato dalla descrizione di un popolo che si ribella alla camorra, si e' dimenticato di descrivere com'e' finita la
mattinata: la seduta e' stata sospesa perche' si e' scoperto che il pubblico ministero e il giudice erano marito e moglie!!
Capito? L'hanno scoperto in aula, dopo che hanno
aperto l'udienza, naturalmente, subito rimandata
alle Calende Greche.
Possibile che nessuno si sia accorto di questa
incongruenza PRIMA di andare in aula?
Mistero.




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