Arriva la richiesta di fiducia sulla Finanziaria delle tasse. Naturalmente più tasse per tutti, tra rendite catastali, imposizioni locali, revisione degli studi di settore, bolli e concessioni, nonostante la rimodulazione delle aliquote Ire. Meglio: più tasse per tutti, meno tasse per pochi (ricchi). In un’Aula in tumulto è toccato ieri al ministro Carlo Giovanardi chiedere il voto di fiducia in Senato (Domenico Siniscalco gli stava seduto accanto) su un maxi-emendamento record: 95 pagine e 593 commi. Un testo che recepisce tutti gli articoli varati dalla Commissione Bilancio, introducendo numerose novità che sono state definite fino all’ultimo minuto in una serie di riuinioni a Palazzo Madama. Con tanto di correzione al testo in serata da parte del sottosegretario Giuseppe Vegas, che ha «emendato» oralmente la relazione tecnica appena depositata (sic).

«È stato presentato un elevato numero di emendamenti - mente il ministro Giovanardi - Ci sono seri rischi che prima della pausa natalizia non si riesca ad approvare la Finanziaria». E subito parte un «buffone» dai banchi delle opposizioni, contornato da un coro di «buuu». Sta di fatto che il governo chiede la fiducia su una Finanziaria che a suo dire dovrebbe piacere a tutti, vista la propaganda sul taglio fiscale. «Mettono la fiducia in Parlamento sapendo bene che non la hanno nel Paese - dichiara il capogruppo ds Gavino Angius - È scandaloso presentare un maxi-emendamento così corposo e poi chiedere subito il voto. Tanto più che la relazione tecnica presentata non ha ancora il bollino della Ragioneria generale, dopo che questa mattina abbiamo dovuto denunciare l'anomala presenza del ragioniere generale a un incontro con esponenti della Cdl». Oggi proseguirà la discussione sull’emendamento e le coperture, mentre il voto è previsto per domani in tarda mattinata.

Poco prima dell’arrivo del maxi-emendamento l’Aula si era infiammata sull’intervento di Paolo Giaretta (Margherita) che aveva ricordato il 25% dei tagli a poliziotti e Carabinieri per l’acquisto di tutto: benzina, nuove auto, armamenti e pagamento degli straordinari. Stavolta i «buuu» arrivano dai banchi di destra, ma i «tagli» per le forze dell’ordine restano scritti nero su bianco («Smentitemi se avete il coraggio» arringa Giaretta). Ma il peggio deve ancora arrivare: si concretizza in un fascicolo ponderoso pieno di maggiori tasse, qualche debito in più e qualche maggiore spesa, proprio mentre da Bruxelles Joaquin Almunia esprime nuove preoccupazioni sui conti italiani.

Tra le maggiori novità del maxi-emendamento, i due miliardi in più destinati al fondo sanitario nazionale (che era stato «tagliato» per 4 miliardi) reperiti dal fondo per le regolazioni debitorie. Ma la partita sanità non si ferma qui. Si dispone, infatti, che le regioni che sforano il patto di stabilità interno siano «obbligate» a tagliare spese o in alternatica ad utilizzare la leva fiscale, in deroga al blocco delle addizionali Ire (ex Irpef) ed Irap. Insomma, nelle Regioni malgestite i contribuenti rischiano di pagare più tasse. Tutti gli italiani, invece, sono pagati a pagare più «balzelli» per un miliardo e 120 milioni sotto forma di imposte di registro, bolli e concessioni, che si aggiungono ai 570 milioni già approvati dalla Bilancio. Insomma, circa due miliardi di tasse indirette in più da sommare alla revisione degli studi (3,8 miliardi), un miliardi di maggiori tasse sulla casa (revisione degli estimi) e sulle copperative , oltre alla stretta sui tabacchi e sui giochi (un altro miliardo). In un sol colpo si «spremono» quasi 7 miliardi indiscriminatamente (fumatori e giocatori ricchi e poveri), mentre gli sgravi Ire (di soli 6 miliardi) si concentrano sui più ricchi. Per di più nel 2006 aumentano gli acconti fiscali da versare: i contribuenti verseranno 196 milioni in più sotto forma di acconto Irpef, 225 di acconto Ires e 219 di acconto Irap. Nulla di fatto sulla tassazione del Tfr (aumentata), né per il recupero del fiscal drag. Restano a mani vuote anche i Comuni. Tanto che Leonardo Domenici attacca: «Nessuna richiesta Anci è stata accolta. Sembra un disegno politico contro i Comuni».

Allungati i termini per aderire alla pianificazione fiscale concordata prevista nel testo: si potrà disporre di due mesi di tempo rispetto ai 30 giorni originari, per decidere il da farsi. Giallo invece sul contributo di solidarietà del 4% per i redditi superiori ai 100mila euro annui. Il testo esclude dal contributo i redditi da pensione già assoggettati al contributo di solidarietà del 3% (le cosiddette pensioni d’oro), mentre Vegas in serata conferma che il contributo per i pensionati più facoltosi è doppio (3+4%).

Il maxiemendamento prevede tra l’altro qualche deroga al blocco delle assunzioni ae al «tetto» del 2%. Disco verde all’assunzione di 1.400 carabinieri e 1.324 poliziotti entro il 2006, e a nuove spese per il Consiglio superiore della magistratura. Ok anche ad un condono sui manifesti abusivi. Trovati i fondi per gli Lsu grazie alla presssione di Cgil, Cisl Uil e Ugl, mentre non viene più toccata l’indennita per i braccianti agricoli. Almeno fino al 2006.