Morti sospette nell'ospedale lombardo: indaga la procura
Lecco, fermata infermiera: uccideva i pazienti
Anziani e malati pre-terminali stroncati con iniezioni letali. La donna, 34 anni, confessa: «Volevo sentirmi importante»
LECCO - Una impressionante serie di delitti in corsia. Le vittime, predestinate, erano anziani e malati pre-terminali stroncati, a quanto pare, da un angelo della morte con il camice bianco. La Procura di Lecco sta alzando il velo su alcuni strani decessi, cinque o più probabilmente sei, avvenute nel reparto di medicina e che hanno portato al fermo di una infermiera dell'ospedale «Manzoni» con l'accusa di omicidio plurimo. La donna, si tratta di una giovane di 34 anni nata a Lecco e residente a Como, avrebbe già confessato per iscritto ai magistrati la propria responsabilità. Gli investigatori temono che le morti provocate possano anche essere in numero maggiore.
MORTI SOSPETTE - L'infermiera avrebbe causato la morte dei pazienti praticando loro delle iniezioni di un particolare farmaco che avrebbe poi provocato una embolia gassosa negli anziani pazienti. Lo avrebbe fatto, a suo dire, per sentirsi protagonista. A mettere gli inquirenti sulle tracce dell'infermiera sono state alcune morti sospette susseguitesi negli ultimi mesi. In particolare, tutto è iniziato dopo uno «strano decesso» avvenuto a metà novembre e relativo a una anziana paziente, pare affetta da una patologia non reversibile. La sua morte avrebbe insospettito i famigliari che avrebbero fatto denuncia inducendo la Procura di Lecco a disporre l'autopsia.
L'INFERMIERA - Nel corso della perquisizione dell'abitazione della donna fermata sono state rinvenute numerose riviste con articoli sull'eutanasia. La donna è separata e senza figli. In passato aveva lavorato anche presso il Valduce di Como e a Lecco era arrivata solo nel giugno scorso entrando a far parte dell'equipe infermieristica di Medicina 2. Dopo poche settimane dal suo arrivo venne notata una anomalia nell'indice dei decessi e un mese fa lo stesso ospedale fece scattare approfonditi accertamenti. Un episodio aveva fatto sospettare più di ogni altro: l'infermiera il 10 novembre scorso sarebbe entrata nella camera di una malata terminale invitando i parenti ad uscire perché doveva effettuare prescrizioni mediche. Subito dopo sarebbe uscita dicendo che la paziente stava morendo, cosa che avvenne pochi minuti dopo. Ma proprio i parenti della deceduta notarono una strana agitazione nell'infermiera e il camice sporco di sangue. La successiva autopsia confermò che la morte era stata procurata. In assenza di ulteriori prove certe, l'infermiera fu subito trasferita in un altro servizio non più a contatto con i degenti, in attesa che le indagini si concludessero con l'acquisizione di ulteriori prove. E martedì i carabinieri l'hanno arrestata.
Corriere [U]


Rispondi Citando


