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Il comandante militare Dello Monaco illustra gli scenari aperti dalla fine della naja
Nasce l'esercito dei super-soldati
Ai giovani piace la vita militare. Soprattutto adesso che la naja non è più obbligatoria e può garantire uno stipendio in attesa di una migliore sistemazione nella vita civile. Prima tra le regioni italiane per la promozione dei reclutamenti, la Sardegna ha registrato infatti nell'ultimo anno un ulteriore incremento del 90 per cento dell'attività portata avanti nell'isola dal Comando militare autonomo dell'Esercito. «Un traguardo importante - lo ha definito il comandante Angelo Dello Monaco durante il tradizionale incontro di fine anno con i giornalisti - che conferma il gradimento dei giovani sardi per le opportunità offerte dalle Forze Armate». Intanto bisogna subito precisare che l'ufficio del reclutamento funzionerà come un'agenzia del lavoro con sede in città. Con uno staff di esperti ufficiali: responsabile è il tenente colonnello Giancarlo Caldaropoli; capo sezione reclutamento il tenente colonnello Roberto Zedda; capo sezione pubblica informazione tenente colonnello Carmelo Abis. E altri sottufficiali di provata esperienza addetti a varie mansioni. Nel momento di passaggio dalla leva obbligatoria al professionismo dei volontari, sono già 1.088 le domande ricevute per il secondo bando di concorso per volontari in ferma prefissata di un anno, con una forte richiesta femminile di poco inferiore al 10 per cento di quelle presentate. Lo scorso anno, su 18 mila domande di arruolamento, ben tremila sono arrivate dalla Sardegna. «La costituzione recente a Cagliari, uno dei sei in Italia, del Centro di selezione per i volontari a ferma prolungata - ha detto il generale Dello Monaco alla guida del Comando di via Torino dal mese di febbraio - ha costituito un importante passo avanti nel riconoscimento del contributo storicamente generoso dei sardi alle Forze Armate, ma anche un indubbio vantaggio rispetto al passato che obbligava i giovani aspiranti volontari ad affrontare viaggio e permanenza nella penisola (a Foligno) per almeno due giorni». Magari oggi si porrà qualche problema nuovo che il generale comandante ha chiarito ponendo il problema dei giovani militari professionisti e degli alloggi di cui avranno necessità. «Ma c'è di più - ha osservato - e riguarda anche i collegamenti con il mondo della produzione, del lavoro e dell'Università. Sono stati firmati importanti protocolli per chi vorrà anche imparare un mestiere se alla fine dovesse tornare alla vita civile, oppure solo corsi per motivi personali». Insomma professionisti ma bene inseriti nel contesto sociale più attuale e dinamico. La presenza dell'esercito nell'Isola conta circa 600 civili, tra operai e impiegati, e 6 mila militari effettivi ma, a parte la Brigata Sassari, è il Poligono di Teulada che concentra il maggior numero di militari con oltre 15 mila unità e un indotto che supera i 15 milioni di euro l'anno. Proprio sui recenti contrasti con i pescatori per le aree interdette alla loro attività per la maggior parte dell'anno, il comandante ha preannunciato l'avvio di un progetto per rivitalizzare Teulada con la creazione di strutture che, attraverso l'utilizzo di simulatori gestiti da circa mille volontari, consentano l'addestramento di unità per limitare i disagi agli abitanti della zona. Sulle aree permanentemente interdette o soggete a sgombero durante le esercitazioni a fuoco è stata, infatti, introdotta una nuova area che riduce gli spazi interessati alle esercitazioni.
15/12/2004
... scusaimidda, ma deu -fortzis- no cumprendu, ma a osatrus custu articulu, si sonat beni, o si sonat de pigada po culu?
saludi




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