Proesta alla Camera. Casini: «Gesti irresponsabili non più tollerati»
Al voto per la legge sulla recidiva e la norma «salva-Previti», poi approvata. Maroni: «Reazioni Casini spropositata»
ROMA - «È l'ennesimo, inqualificabile episodio che turba i lavori dell'aula. Sono gesti irresponsabili che non possono più essere tollerati». È veramente arrabbiato il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, dopo l'esposizione dello striscione contro l'entrata della Turchia nell'Unione europea esposto a Montecitorio dai deputati della Lega Nord. Chiederò ai questori di visionare i filmati perché cose così gravi non devono più ripetersi».
Il capogruppo della Lega Alessandro Cè e i deputati Guido Rossi, Davide Caparini e Luigino Vascon hanno esposto lo striscione davanti al banco della presidenza con scritto: «No alla Turchia in Europa». Il presidente di turno Alfredo Biondi ha sospeso la seduta sul voto per la legge sulla recidiva (poi approvata con 279 sì e 245 no con il decreto «salva-Previti», che ora passa al Senato per l'approvazione definitiva) e i commessi hanno ritirato lo striscione. I parlamentari del centrosinistra tutti in piedi hanno gridato «Vergogna, vergogna».
«SPROPOSITATA» - «Voglio vedere se Casini adesso non sospende Cè e gli altri leghisti responsabili di questa buffonata per almeno quindici giorni. Queste sono cialtronate», ha commentato il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio.
Casini ha ricordato che la Lega era stata già protagonista di un «episodio gravissimo» durante la seduta comune del Parlamento martedì quando il deputato leghista Caparini aveva esposto un cartello contro il pm di Verona Guido Papalia con la scritta «razzista e nazista» perché ha inquisito sei attivisti della Lega (condannati poi a sei mesi) con l'accusa di incitamento all'odio e alla discriminazione razziale, per aver raccolto firme per chiudere un campo nomadi. «Voglio sperare», ha aggiunto il presidente della Camera, «che tutte le forze che siedono in Parlamento non abbiano alcuna forma di indulgenza verso fatti che mortificano la dignità dei parlamentari e del Parlamento». Secondo il ministro del Welfare, Roberto Maroni, la reazione di Casini è stata «spropositata. Forse il presidente era un po' nervoso per altri motivi. La nostra non era un'agitazione, ma un'azione politica». Per il vice primo ministro Marco Follini (Udc) «quello striscione non ha proprio attenuanti. Le istituzioni hanno una loro sacralità democratica che a nessuno è consentito profanare».
«I MINISTRI LEGHISTI SI DIMETTANO» - «Dopo l'ennesima gazzarra degli esponenti della Lega, in contrasto con la linea del governo, i ministri leghisti abbiano il coraggio di dimettersi e Berlusconi formalizzi la crisi in Parlamento». Lo ha chiesto Renzo Lusetti, vice presidente del gruppo della Margherita. «Il presidente del Consiglio ne prenda atto subito e ne tragga le conseguenze».
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Repubblica


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