dal quotidiano IL GIORNALE di oggi

" il Giornale del 20/12/2004


--------------------------------------------------------------------------------

«Giustizia, in arrivo anche il no della Consulta»
Cossiga: dopo la bocciatura di Ciampi, la riforma è segnata. L'azione politica del Colle si è dilatata
Luca Telese
--------------------------------------------------------------------------------

Ti ha appena dato un appuntamento antelucano alle dieci di domenica, che già si corregge: "Anzi... Venga alle nove e trenta puntuale, tanto il tempo per riposare ce l'ha lo stesso". Arrivi e scopri che lui si è svegliato con i lupi. Sulla schermata del computer c'è una lettera privata per Oscar Luigi Scalfaro che ha scritto (lo annota lui stesso) "alle quattro del mattino"; alle sei, dopo essersi scaldato, ha iniziato a buttare giù gli appunti per questa intervista (sei cartelle!); alle otto, finito il lavoro si è dedicato alle prime telefonate (i nomi dei malcapitati per oggi restano ignoti). Dopo aver svegliato i suoi interlocutori diretti, Francesco Cossiga desta metaforicamente anche quelli (meno vicini) del Palazzo, con una intervista sul rinvio della legge sull'ordinamento giudi-ziario che sicuramente susciterà echi sul Colle del Quirinale: "Ciampi - dice senza perifrasi Cossiga - condivide le posizioni della magistratura militante". Ma ovviamente, in una casa in cui non mancano mai prefetti e le belle donne, si parte da lontano.
Presidente, ha visto l'ultimo numero del "Corriere" di Stefano Folli?
"Già letto. Mi dispiace per lui, perché è un ottimo ragazzo. Ma sono convinto che farà benissimo nel suo nuovo ruolo".
Perché, lei già sa dove andrà?
"Lo vedo benissimo all'Authority delle telecomunicazioni".
Non mi ha ancora detto cosa pensa di Mieli?
"Ha presente il film di Gloria Swanson?"
Come, si riferisce a "Viale del tramonto"?.
"Nooooh! Un Grande ritorno! L'unico problema è questo: per i primi quattro mesi i confronti si faranno con l'ultima gestione, e non avrà problemi. Il bello comincia dopo, quando dovrà confrontarsi con il Mieli degli anni Novanta, e allora si che sarà una bella sfida. Sto a vedere".
Anche Berlusconi, credo...
"Povero Silvio! Visto che Previti, a differenza dei Pm non aveva santi in paradiso, a difenderlo ci ha dovuto pensare lui". Ed ecco che il picconatore entra a gamba tesa sui magistrati.
"Perché? Al contrario, mi rivolgo al centrodestra. Ringrazino Ciampi per il rinvio e non facciano più niente per tutta la legislatura".
Ma lei pensa il contrario! Non è un mistero che il rinvio non le sia piaciuto...
(Ride) "Che c'entra? Li voglio solo avvisare che se riapprovano la legge, anche con le modifiche del capo dello Stato, sarà poi la Corte a bocciarla".
Doppio colpo?'
"Come il rasoio Bic della pubblicità, se lo ricorda? La prima lama alza il pelo... e la seconda - zac! - lo taglia".
Anche perché il rinvio lei lo aveva annunciato da giorni, come le sentenze. Stiamo entrando nella fase profetica del cossighismo? "Non occorreva alcuna dote divinatoria, mi creda".
Allora come ha fatto, scusi, a dirlo due settimane fa?
"Semplice: con la presidenza Ciampi l'istituto del capo dello Stato ha avuto una ulteriore e più marcata caratterizzazione istituzionale in senso politico e presidenzialista. Si è attenuato il carattere della funzione neutrale di garanzia, si sono dilatati i confini dell'azione politica del Colle".
Descritto così sembra un golpe!
"E l'effetto di un pasticcio istituzionale che nasce con l'introduzione della legge elettorale: siamo all'innesto innaturale di proporzionalismo, assemblearismo, consociativismo di tipo "ciellenistico"".
Nel senso del Chi, il Comitato di liberazione nazionale?
"Con la presidenza di Ciampi, uomo di cultura laica di sinistra, ed azionista nell'origine, l'istituto del capo dello Stato è diventato un pezzo del sistema politico che realizza la sua cosiddetta funzione di garanzia dell'opposizione".
Lui quanto si arrabbierà per questa rappresentazione?
"Ma perché? Lo fa coerentemente con il suo pensiero politico istituzionale che Ciampi ha dato una forte accelerazione, anche da vicepresidente del Consiglio superiore, alla politicizzazione del Csm e alla sua evoluzione in terza camera del Parlamento".
Quella secondo Andreotti è "Porta a Porta"....
"Non scherziamo. Proprio per quello che sto dicendo era logico che Ciampi rinviasse la legge, non crede?".
Ma nel merito del rinvio? Persino Berlusconi è stato cauto.
"Ha ragione, e ha fatto bene a definire quella riforma all'acqua di rose. Poi ha reagito in forma minimalista ed educata, mentre avrebbe dovuto dire: "E chi se ne frega!"".
Qui sono io che non capisco. La riforma era all'acqua di rose o no?
"Era una... riformina nata dopo ché Berlusconi, in un fosco orizzonte giudiziario si è lasciato convincere a buttare nella pattumiera la riforma Gargani-Di Federico, alla ricerca di una possibile, ma improbabile benevolenza".
Le chiedo ancora: e il merito?
Il fatto che il ministro di Grazia e giustizia renda comunicazione alle Camere... sulle linee di politica giudiziaria, secondo il Quirinale, colliderebbe con l'articolo 101 della Costituzione secondo cui "i giudici sono soggetti solo alla legge"".
E secondo lei?
"Ma scusi, cosa c'entra tutto questo con la politica giudiziaria? La politica giudiziaria è un'altra cosa: progettualità, iniziativa legislativa, valutazione della congruità delle leggi...".
D'accordo, e le osservazioni sul monitoraggio dei procedimenti?
"Ma era un vecchio progetto dell'amico Giovanni Falcone! Il monitoraggio non è solo lecito, ma direi utile e prezioso per verificare il rendimento delle leggi. Avrei molto da dire sui concorsi, sull'articolo 134, sulla legittimazione del Guardasigilli di ricorrere alla giustizia amministrativa..." .
Mi dia invece un giudizio sintetico sul messaggio.
"Le basta una parola?"
Quale?
"Improbabile"
"


Saluti liberali