Solo la Lega Nord si è opposta al progetto sulla sinistra “Città Multiculturale”
ROBERTO MORANI
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REGGIO EMILIA (Rèz) - Reggio “Città Multiculturale”: così è stata presentata, in modo pianificato, indolore e sussurrato dai termini gentili e garbati dell´assessore Malagoli dei Ds (ex urbanistica), fregiato di fresco, dopo il fallimento del precedente incarico, con il titolo di assessore del nuovo “assessorato per l’immigrazione e città multiculturale”. Ma andiamo con ordine, già da qualche tempo in giunta si discuteva su temi quali la realizzazione di una “commissione di lavoro per l’elaborazione di una carta dei diritti degli immigrati” e la cosa lasciava presagire spiacevoli avvenimenti, in quanto, a parte la forte ed unica opposizione della Lega Nord che tramite la voce di Gabriele Fossa ammoniva sulla pericolosità della proposta, tutti gli altri alleati si sono allineati sulle posizioni della maggioranza catto-comunista.
Reggio Emilia è la città con la più alta concentrazione di extracomunitari di tutta Europa e in alcune zone i reggiani purosangue sono ormai una esigua minoranza, tant’è che alcune aree del centro storico e della periferia sono già cadute nelle mani delle varie etnie che ne controllano indiscriminatamente il territorio; ne è conseguito un aumento in verticale di mafia, intimidazioni, violenza, prostituzione, droga, estorsioni, risse, accattonaggio arrivando perfino all’omicidio. I commercianti del centro sono sotto continuo attacco della malavita e della criminalità, persino il secolare parco del centro, splendido polmone verde della città, è già proprietà degli spacciatori e per questo motivo doveva essere recintato e blindato.
Il piano per la nuova città multiculturale veniva così elargito nella sontuosa sala dell’ex tribunale davanti a tutti i consiglieri e a una miriade impressionante di rappresentanti e delegati delle varie razze, etnie e associazioni di volontariato... Si dibatteva a senso unico sull’inviolabilità dei diritti umani, sulla sacralità dei diritti civili e se era più corretto parlare della diversità nell’uguaglianza o dell’uguaglianza nella diversità; si era pronti ad espandere, in barba alla discussione politica che è in atto, il diritto al voto a tutti gli immigrati sia per le circoscrizioni che per le elezioni comunali ed inoltre che non doveva essere un numero o una quota a stabilire chi voleva venire qui ma il frutto di una libera scelta, il posto di lavoro non era più un requisito essenziale ma facoltativo e dopo un’ora di proclamazioni, di editti ed interpretazioni più o meno illuministiche, fantasiose e libere sulla razza, sulla cultura, sull’umanità ecc, si procedeva ad una elencazione impressionante di mezzi e strutture che dovevano essere attive per poter realizzare questa svolta epocale nella storia dell’umanità.
Si menzionava tra l’altro la realizzazione di trasmissioni televisive ad hoc, di pubblicazioni specializzate di stampa e radio locale, anche i centri sociali avrebbero avuto un ruolo in tutto ciò, ed ancora incontri, manifestazioni, assemblee, studi di monitoraggio, osservatori, sondaggi, convegni, mostre ecc. La moltiplicazione delle sedi di scambi comunicazionali sono una priorità secondo il Malagoli, che arriva addirittura all’illustrazione di una vera e propria trasformazione urbana che prevenga la realizzazione di ghetti urbani (peccato che questi “ghetti” ci sono già e in gran numero, anche se, in questa sede, non vengono citati). Di chi dovrebbe dovuto sostenere tutto ciò pagando queste “spesuccie” non è stata fatta menzione, tuttavia in un’elargizione di solidarietà si sarebbe provveduto a rafforzare i legami con le principali comunità di provenienza.
I tempi sono stretti, tuona il Malagoli, bisogna fare in fretta e vorrebbe che fossimo già tutti pronti e d’accordo entro l’otto di gennaio dell’anno venturo, di modo che non ci siano inutili perdite di tempo e si possa presentare questa città multiculturale magari a livello nazionale o addirittura europeo e fare bella figura, insomma, Reggio sarà la prima nel mondo a possedere un manufatto di tale pregio. Alla Maggioranza ulivista e comunista brillano gli occhi per la commozione e anche l’opposizione a parte la Lega si sciorina in interventi a circuito chiuso, dove si richiedono millimetrici interventi di correzione, ma che in sostanza il piano li trova del tutto favorevoli, tutti si chiamano per nome, si apostrofano “caro amico” e si sorridono mostrando una crescente preoccupazione per l’approssimarsi inevitabile dell’intervento di Fossa che forse si stava chiedendo su che pianeta era capitato.
La spia rossa del microfono si accende e in tutta la sala si passa da un’atmosfera gaia e sorridente ad un silenzio da tomba, alcuni forse pensavano di andare a casa presto e di intascare facilmente il cospicuo gettone di presenza, ma è qui che la Lega con uno sguardo severo ed impietoso rivolto a tutta la platea chiede se siamo arrivati alla follia, la voce è sinceramente preoccupata a volte rotta dall’incredulità per quello che si è appena sentito. I numerosi extracomunitari non appaiono più solari e distesi, i loro sguardi sono cupi, alcuni si voltano altrove in segno di diniego o di fastidio, altri se ne vanno, ma Fossa lancia uno strale allo sprezzante Malagoli appellando il suo piano «delirante, frutto di sostanze allucinogene»; partono i primi insulti alla Lega, le risatine sotto banco, le occhiatacce, ma oramai le uova nel paniere sono tutte rotte.
L’intervento della Lega è chiaro, preciso, va subito al nocciolo della questione: noi, dichiara Fossa, «dobbiamo imparare dagli errori del passato, l’integrazione è un processo lento che richiede decenni e soprattutto è legato strettamente al numero di persone che si vuole integrare: adduce come esempio il mai del tutto risolto problema dell’integrazione con le comunità meridionali, le quali tuttora reclamano le differenze derivate dalle loro origini, l’insorgere del sempre crescente malumore generale delle popolazioni reggiane, gli incidenti piccoli e gravi che sono il campanello di allarme dell’attrito tra la nostra cultura e le altre. Il voto di scambio, sul quale tutti voi contate, non porta da nessuna parte se non alla degenerazione e allo sfaldamento della nostra società, delle nostre tradizioni plurimillenarie», continua dicendo che l’arrivo smisurato di persone «forse può favorire solo quella parte di imprese che cerca mano d’opera a basso costo. Tutte le società multiculturali del mondo sono fallite o hanno dei gravi problemi (il nord Europa, i Balcani, gli ex stati dell’Unione sovietica ecc), inoltre non si può non tener conto della diversità di religione, degli integralismi e del tremendo sforzo, a volte inutile, di tener assieme gruppi che non hanno lo stesso dna culturale».
«La Lega Nord - chiude Fossa - oltre a bocciare per intero il vostro folle progetto, si appresta a dare battaglia dura su tutti i fronti, noi saremo l’ultimo bastione di difesa della nostra terra e della nostra cultura, affronteremo in modo serrato una guerra su tutti i fronti per arginare lo sfacelo al quale voi ci state portando, se pensate di fare di questa provincia un corridoio per l’invasione incontrollata della Padania dovrete passare sopra le nostre teste; raccoglieremo strada per strada tutti coloro, e sono tantissimi, a cui queste “belle trovate” che certamente non erano menzionate nella campagna elettorale non vanno giù».
Finito l’intervento, dai banchi di Rifondazione comunista come da quelli diessini, arrivano le repliche peraltro stanche della solite "storie" che non vale neppure la pena di citare se non per l´appoggio che hanno dato ai successivi interventi di due rappresentanti di comunità arabe e africane, le quali senza troppo imbarazzo, comunicavano che se non avessimo realizzato questa “città celeste” dove tutti si vogliono bene, non ci saremmo dovuti poi meravigliare all’insorgere di gruppi etnici chiusi e in modo più velato “integralisti”. L’uscita dell’aula da parte della Lega era a questo punto inevitabile, lasciando dentro, il monito di qualcuno che non è disposto ad arrendersi o a svendere il proprio orgoglio e la propria identità per nulla al mondo.
[Data pubblicazione: 24/12/2004]




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