Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Berlusconi le suona alla banda...

    ....dei menagrano

    Una volta le bugie avevano le gambe corte.
    Oggi le hanno molto lunghe ma camminano all’indietro, come i gamberi, e non arrivano mai al traguardo.
    Consiglio di leggere l’articolo, qui accanto, del professor Francesco Forte, uno che a venticinque anni sostituì in cattedra un Tizio di nome Luigi Einaudi.
    Commenta la notizia più importante degli ultimi tempi: la Borsa di Milano, con quella di Stoccolma, ha registrato nell’anno in procinto di chiudersi un record mondiale: più 16 e rotti per cento. La qual cosa, consentiranno i corsivisti al servizio delle cornacchie, non si concilia con l’Italia in declino, alla frutta, alla canna del gas descritta con grande senso di irresponsabilità dall’opposizione di sinistra e dai suoi giornali menagramo.
    Parliamoci con franchezza. Il plotone di Cassandre che ogni due per tre ci dà con un piede nella fossa non agisce gratuitamente; è mosso da interessi politici.
    Detesta Berlusconi - il quale non fa nulla per rendersi simpatico, nonostante le barzellette che racconta - ed è impegnato full time a mandarlo a casa. Nella lotta partitica, d’altronde, non esistono colpi proibiti e per stendere un avversario si ricorre a tutto, anche alle balle. Ma il compito dei giornali dovrebbe essere quello di smascherarle; invece i nostri, per lo più, le avvalorano e le spacciano quali verità. Noi siamo fuori dal mucchio e facciamo il contrario.
    Vi rammentiamo che Luca di Montezemolo, non appena insediato alla presidenza di Confindustria, si affrettò a dichiarare, con una punta di orgoglio: l’Italia non è in declino e deve soltanto avere fiducia in se medesima. Il discorso ci piacque. Ma a distanza di alcuni mesi, il Signor Ferrari Due (il numero uno era Enzo, fondatore della fabbrica di bolidi) si è smentito affermando: siamo in rovina, mai crisi fu più devastante dell’attuale, almeno nel dopoguerra.
    I compatrioti, fidandosi di lui, uomo brillante e di successo, si sono sentiti svenire: oddio siamo finiti, mangiamo e beviamo (Bibbia) e non ci accorgiamo di niente, inconsapevoli della morte imminente. Un paio di settimane orsono, il Censis di De Rita, professorone che si diletta in “oroscopi sociologici”, (...) (...) aveva diffuso un ponderoso studio supportato da statistiche con la seguente e scoraggiante conclusione: gli italiani non sognano più.
    A parte il fatto che i problemi onirici a me, personalmente, non stanno a cuore, li considero marginali, mi domando ancora come abbia potuto accertare, il Censis, cosa succeda di notte nei nostri cervelli.
    Solo Vanna Marchi era riuscita a strappare risultati migliori rispetto a quelli di De Rita.
    Complimenti al professore.
    Ieri l’Espresso, storico news magazine, ha pubblicato una lettera di Romano Prodi (in risposta all’eccellente Giampaolo Pansa) in cui egli, rifugiandosi in una metafora curialesca, anzi curiale, dice: rientrato in Patria dopo cinque anni e mezzo trascorsi a Bruxelles, mi sono reso conto del disastro provocato dal governo di centrodestra.
    In pratica, il Belpaese non è più il Belpaese della tassa per l’Europa imposta da lui e mai rimborsata (checché ne dica Edmondo Berselli, egregio direttore del Mulino), ma è una specie di Biafra. Non mi dilungo sull’immagine deprimente dell’Italia fornita dall’Intellighentia pane e mortadella a scopi elettoralistici; i nostri lettori sono abbastanza sgamati e non privi di informazioni specifiche.
    Mi preme però sottolineare il contrasto fra la realtà dei dati dell’economia e le cupe fantasie gabellate per scienza infusa dagli uccelli del malaugurio. Una persona seria dà retta al linguaggio asettico della ragioneria o agli strilli degli iettatori?
    Decidete voi.
    Una costatazione. O due.
    Prodi è stato per cinque anni e rotti a Bruxelles, presidente della Commissione Ue. Durante il lungo periodo è rimasto barricato nel suo ufficio è si è guardato attorno? Ha dato un’occhiata ai conti dei Paesi membri o ha dormito con la testa appoggiata sui libri contabili? Se fosse stato sveglio avrebbe avuto la percezione che la crisi economica non è un triste fatto interno all’Italia, ma una tragedia continentale, per non esagerare.
    Non c’è un Paese uno messo meglio del nostro, e il nostro, semmai è l’unico a difendersi con le unghie e con i denti.
    I grafici della Borsa ne sono la dimostrazione incontestabile.
    Tuttavia il simpaticone bolognese fa lo gnorri per ragioni di bottega o vive con i piedi saldamente ancorati sulle nuvole?
    Alcuni imbroglioni talentuosi hanno recentemente interpretato nel segno della sfiga i dati relativi alla produzione casalinga: in ottobre, meno cinque per cento.
    Si sono tuttavia dimenticati, gli imbroglioni, di specificare che nell’ultimo ottobre, in confronto allo stesso mese del 2003, i giorni lavorativi sono stati due di meno. E la produzione è calata in proporzione. Allora, dov’è il fallimento del sistema Italia? Diciamo piuttosto che, nonostante il terrorismo, nonostante la guerra, nonostante i menagramo (l’economia è influenzata anche dall’umore collettivo), il sistema Italia tiene.
    Tiene con vigore rispetto ai partner europei.
    Ne è prova appunto la performance borsistica. Chi sostiene il contrario è in malafede e contribuisce a frenare lo sviluppo seminando sfiducia anziché, come richiederebbe il bene comune, un minimo di ottimismo.
    Oltre a quelli della Borsa, altri indicatori supportano la nostra tesi.
    Le compravendite immobiliari nel 2003 furono 762 mila; nel 2004 sono salite (mancano pochi giorni al compimento dell’anno) a circa 900 mila.
    Tipico di un Paese in bolletta? Per favore.
    I prezzi degli immobili sono cresciuti di meno che in passato: quattro per cento nel primo semestre, nove nell’intero anno.
    Il tasso di disoccupazione è sceso dal 9 per cento all’otto virgola tre in due anni. A onor del vero il valore medio di un immobile nel 1998 era intorno a 139mila euro; ora è di 199mila euro.
    Paese nella melma? Scendiamo sul terreno dell’osservazione diretta: siamo talmente con l’acqua alla gola che, per le prossime feste, undici milioni di cittadini, forse dodici, andranno in vacanza in barba al Censis, in barba alla Confindustria, in barba agli iettatori.
    Certamente, i consumi tradizionali non sono cresciuti, ma neppure calati. Sono cambiate le necessità e i gusti. La gente si veste male, scarpe da tennis, jeans, giubbotti. L’abito non è più uno status symbol, come non lo è (più di tanto) l’automobile.
    Mangiamo di meno? Ma va là. Siamo tutti a dieta perché satolli, ciccioni.
    In sintesi, i consumi si sono diversificati: più viaggi, più sport, palestre, case di qua e di là.
    Non insisto altrimenti i poveri si arrabbiano. I poveri esistono ancora, poche storie: sono i pensionati, attaccati soprattutto dall’euro.
    Ma l’Euro non era un manna? Chiedetelo a Prodi.
    Però anche i poveri consumano: le loro tasche non sono vuote; contengono il telefonino. Una cosa è sicura. L’Italia si è trasformata: lavora meno di un tempo e a costi da infarto.
    Addio competizione, per esempio nel tessile, che ritorna dove nacque, in Cina.
    Ci rimangono le idee, la creatività, il terziario, il tocco artistico o almeno artigianale.
    La decadenza è un rischio che corrono solamente i decadenti vocazionali, i frignoni, gli inetti. Aggiorniamo lo slogan degli sciocchi sessantottini, lavorare di più, lavorare tutti.
    E per tagliare le tasse, non scordatelo, serve tagliare le spese inutili, gli sprechi, l’assistenza indiscriminata, il grasso che appesantisce le burocrazie; non tagliare i posti sicuri, ma i posti dove è sicuro lo stipendio indipendentemente dal lavoro.
    Sveglia Prodi, giù dalla pianta prodiani e progressisti della mutua.

    Vittorio Feltri su Libero

    tutto molto chiaro, persino per i bamboccetti

    saluti

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Un record che certifica...

    ....l'ottimismo

    Mentre vari socio-economisti spiegano che le cose in Italia non sono mai andate così male, ecco ora un dato eclatante, in senso contrario: nel 2004 la Borsa di Milano ha registrato la più alta crescita, a livello di euro, a livello europeo, a livello di Paesi industriali, a livello mondiale. Un primato assoluto, che essa condivide con una sola altra borsa, quella di Stoccolma.
    Ecco i dati. La crescita media dell’indice Mibtel nel 2004 è stata del 16,2 per cento, un aumento molto rilevante, che le quotazioni di fine anno confermano.
    Una sola altra Borsa può vantare un incremento tanto elevato, quella di Stoccolma, con un indice del 16,7 per cento.
    La Svezia non è nell’euro e non condivide la compressione che esso sta esercitando sull’economia dei Paesi che ne fanno parte. Al secondo posto, a livello euro, troviamo Madrid, con un aumento del 15 per cento. A livello mondiale, in questa posizione, c’è Singapore (vale a dire la borsa cinese), con un 15,33 per cento. Nell’area euro, a parte Madrid, non vi sono Borse con aumenti paragonabili a questi. L’indice Dax di Francoforte è aumentato, nel 2004, mediamente del 6,77 per cento, mentre il Cac 40 di Parigi è salito del 7,98.
    Può darsi che l’economia italiana sia, rispetto a quella degli altri Paesi, poco competitiva, ma la Borsa riflette il rendimento delle imprese quotate, e il dato che emerge è un rapporto positivo per noi.
    Al di fuori dell’euro, in Europa, l’indice della City di Londra, il Ftse 100 (Financial Times Stock Exchange ), ha avuto nel 2004 un aumento del 5,9 per cento. Il complesso delle borse europee è rappresentato dall’indice Eurostox, che per il 2004 presenta un incremento medio del 4,7 per cento.
    Nikkei 225 di Tokio , dal canto suo, ha avuto solo un aumento del 2,25 per cento.Si sa che il Giappone è uscito dalla lunga depressione, ma la sua economia non marcia ancora in modo soddisfacente, e la Borsa ne riflette le incer tezze.
    Quanto a Wall Street, che riflette l’economia americana, l’indice Standard e Poor (S&P) è cresciuto, nel 2004, dello 8,7 per cento,mentre il Nasdaq, che riguarda le azioni tecnologiche, è aumentato del 7,6 per cento. I
    l Sole 24 Ore dà, con titoli gioiosi, la notizia del primato della Borsa di Piazza Affari ed è giusto che sia così, perché bisogna dare le buone notizie e non solo quelle cattive.
    E deprimere i risparmiatori con notizie non esatte è un esercizio autolesionistico, per chi gestisce le imprese o le rappresenta e, conseguentemente, anche per chi edita il giornale economico della Confindustria.
    Ma un breve editoriale dello stesso giornale spiega che non vi è contraddizione fra questo indice così buono e l’affermazione catastrofista per cui l’Italia è in declino, che ripetono, da quando è al governo la Casa delle Libertà, gli importanti commentatori che sappiamo.
    Il nuovo presidente della Confindustria aveva smentito la tesi del declino qualche mese fa, da poco insediato.
    L’ha invece fatta propria l’altro ieri, preoccupato, probabilmente, dell’andamento non buono della Fiat: che egli presiede e che, certamente, è ancora una impresa significativa, per le sorti complessive della nostra economia, anche se non più come una volta.
    Secondo l’editoriale pessimista, la Borsa di Milano non riflette la realtà della nostra economia, ma solo quella di una parte, costituita da imprese che vanno bene, che sono nel settore delle pubbliche utilità: Eni, Enel, Autostrade, Tim, Telecom.
    Ma a queste si aggiungono anche banche come Capitalia e Mediobanca, case editrici e assicurazioni come Generali.
    Si tratta di un ventaglio di compagnie di rami diversi, che non andrebbero bene se la domanda dei consumatori e degli operatori economici fosse in declino.
    E questo è tanto più vero in quanto si tratta proprio di compagnie che operano soprattutto sul mercato interno, anche se con agganci internazionali.
    Certo, questi dati vanno tarati in quanto questo andamento molto buono è in parte un recupero rispetto a un andamento precedente meno buono.
    Non voglio dire che il recupero è dovuto soprattutto al fatto che da qualche anno in Italia c’è un governo stabile, che guarda al mercato.
    È dovuto soprattutto ai nostri imprenditori, dirigenti e lavoratori (quando non si fanno incantare dalle sirene sindacali).
    Ma conta anche la cornice pubblica e l’ottimismo di chi la guida.

    Francesco Forte su Libero

    saluti

  3. #3
    Super Troll
    Data Registrazione
    13 Oct 2010
    Località
    cagliari
    Messaggi
    78,414
     Likes dati
    3,887
     Like avuti
    9,802
    Mentioned
    355 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    VEDRETE CHE SUCCEDERà FRA POCO
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Certo, certo. Chi vota Berlusconi è un malato, giusto?
    Mentre chi legge La Repubblica e crede alle panzane che scrive...

  5. #5
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Resta da chiarire perché, se ti reputi tanto superiore, vieni qui a discutere con noi.
    Forse che i tuoi kompagni non sono in grado di dialogare serenamente come facciamo noi?

  6. #6
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,846
     Likes dati
    12,148
     Like avuti
    15,274
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Berlusconi le suona alla banda...

    In origine postato da mustang
    ....dei menagrano

    Una volta le bugie avevano le gambe corte.
    Vittorio Feltri su Libero

    tutto molto chiaro, persino per i bamboccetti

    saluti

    Adesso hanno le scarpe coi rialzi...

  7. #7
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,846
     Likes dati
    12,148
     Like avuti
    15,274
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da UgoDePayens
    Certo, certo. Chi vota Berlusconi è un malato, giusto?
    Mentre chi legge La Repubblica e crede alle panzane che scrive...
    Arridatece er maggiordomo...
    (almeno faceva, involontariamente, ridere)

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Berlusconi le suona alla banda...

    In origine postato da MrBojangles
    Adesso hanno le scarpe coi rialzi...
    -------------------------
    Beh, stai decisamente peggiorando. Ora dimentichi pure il parrucchino!
    O è l'aria vagamente natalizia?

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 06-06-13, 14:02
  2. 150000 per Silvio - A Bari Berlusconi suona la carica!!
    Di salvo.gerli nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 68
    Ultimo Messaggio: 15-04-13, 13:19
  3. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 12-05-08, 16:01
  4. Caccia alla banda della Comasina
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 18-07-06, 08:31
  5. Grazie alla Banda dei Sette.. la CDL fa scacco alla maggioranza
    Di Danny nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 12-07-06, 20:58

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito