I giornalisti francesi sono stati rilasciati.
E' un segnale intelligente e importante, che dice tante cose.
Anzitutto che il terrorismo non è cieco contro l'Occidente, ma sa distinguere tra buoni e cattivi, tra "colpevoli" e innocenti.
Enzo Baldoni era un innocente, ed è stato ammazzato. Ma nella loro logica ha giocato più il fatto che si trattasse di un italiano, e che il precedente della liberazione forzata dei tre ostaggi in aprile, non consentisse alcuna clemenza con quello capitatogli tra le mani.
Hanno mancato di acume, certamente, ma alla luce del comportamento con i francesi, il meccanismo scattato col nostro connazionale pacifista appare più chiaro.
Il felice epilogo della storia francese, piuttosto, lascerà un po' di amaro in bocca ai guerrafondai di tutto il mondo. Tutti già pronti a cantare vittoria, a dimostrare che non c'è pacifismo che tenga contro il fondamentalismo, che le maniere forti sono l'unica arma da usare.
E Chirac e de Villepin hanno impartito una lezione di diplomazia al machismo forzista di Frattini e Berlusconi. A loro di Baldoni non è fregato nulla, e si è capito subito. La prima dichiarazione è stata ad uso interno. Netta e chiara: "non accettiamo ricatti. Le truppe restano". Uno schiaffo ai terroristi per ostentare fermezza ai propri elettori, che è equivalsa ad una sentenza di morte. Tanto che importa, se ammazzano un pacifista non possiamo che trarci vantaggio....
Il governo francese, invece, ha usato tutta la cautela e la discrezione possibile. Ha coinvolto le associazioni musulmane, ha mandato sul campo il ministro a trattare di persona, ha dosato le parole col bilancino, ha saputo toccare le corde giuste. Una sensibilità e una grazia di cui il nostro premier ignora perfino l'esistenza.....
Siamo stati trascinati sull'orlo di un baratro. Un altro po' e precipitiamo nel vuoto.




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