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  1. #1
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    Predefinito Lo spopolamento della Sardegna interna

    Sullo spopolamento interno dell'isola vi sono più lamentazioni e allarmi ricorrenti che interventi. E' un fenomeno davvero ineluttabile? I dati e le politiche possibili, anche alla luce di altre esperienze europee.

    Con una celebre metafora Manlio Rossi Doria cinquant’anni fa interpretò la realtà agraria del Mezzogiorno in termini di “polpa” (le aree in crescente e rapido sviluppo) e “ossa” (le aree povere di risorse e di iniziative economiche). Il ragionamento, poi ripreso da molti studiosi, è che se l’osso si indebolisce e si disarticola anche la ricca polpa alla fine si sfalda o si deforma: lo sviluppo del territorio non può basarsi su di una incontrollata concentrazione di persone, cemento, investimenti economici in alcune aree e sull’abbandono totale di altre aree, perché ne verrebbe fuori un mostro, un esperimento genetico impazzito di tipo sociale e territoriale.
    Le aree interne e rurali in Sardegna vengono abbandonate e si spopolano: è un fatto conosciuto dai più, che si accompagna però più a fatalismi o lamentazioni che a progetti di intervento. C’è nell’isola un malessere demografico che interessa prevalentemente comuni contigui entro una dorsale interna conformata ad arco, su oltre un terzo della superficie regionale (che diviene circa la metà se si includono le zone di salute demografica precaria), con ulteriori punte esterne di depressione demografica grave a sud (Teulada e Buggerru) e a nord (Aglientu, Bortigiadas, Bulzi, Sedini, Osilo, Martis).

    Lo studio Bottazzi-Puggioni
    Lo studio commissionato nel 2006 dal Centro regionale di programmazione all’Università di Cagliari (autori Gianfranco Bottazzi e Giuseppe Puggioni), nell’ambito dei lavori preparatori del Programma regionale di sviluppo, rappresenta probabilmente l'analisi e la fonte di dati più aggiornata sul fenomeno. I centri sardi in via di abbandono hanno un identikit ricorrente: raramente sono comuni costieri, sono situati in montagna o collina interna, hanno meno di 3.000 abitanti e si trovano distanti dalle grandi fasce urbane. Lo studio definisce un indicatore originale, denominato SMD (stato di malessere demografico) che rappresenta la sintesi statistica di 6 indicatori specifici, relativi all’andamento della popolazione nel lungo e nel medio periodo e alla struttura per fasce di età nelle diverse aree. In base a tale indicatore sono state individuate 5 fasce di comuni a seconda dello stato di salute demografica: buona, discreta, precaria, grave o gravissima.

    Sono ben 164 (43,7%) i centri abitati che si qualificano per una condizione di salute demografica grave o gravissima, mentre quelli la cui condizione è buona o discreta sono 145. I comuni in condizione di malessere demografico grave o gravissimo delimitano come detto un’area ben definita: partendo dal sud della pianura di Sassari si distribuiscono, quasi senza soluzione di continuità, lungo un’ampia fascia orientata in direzione sud-ovest che investe le regioni centrali dell’Isola e giunge fino alle colline della Trexenta, del Flumendosa e Flumineddu. Un’area molto vasta, che occupa circa un terzo della superficie dell’Isola e si caratterizza, se si eccettua la Trexenta, per una economia basata prevalentemente sull’allevamento brado del bestiame ovino, caprino e suino, dove il bosco e le superfici destinate a pascolo prevalgono sulle altre destinazioni d’uso. In tali aree domina spesso un’atmosfera fatalista, una bellezza a volte un po’ cupa alternata ad abbandono e degrado, con poca gente, per lo più anziana, e rarefazione delle iniziative economiche.

    Stato di salute demografica



    segue :

    La politica della polpa e dell'osso in Sardegna — inSardegna.eu

  2. #2
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    Predefinito Rif: Lo spopolamento della Sardegna interna

    colpa dei sardi, che hanno trasformato paesi-gioielli in orrendi cessi anonimi che nessuno vuole visitare...colpa dei sardi che (mandronis spaciaus) non hanno trasformato la pastorizia e l´agricoltura in industria alimentare da esportare nel mondo...molto meglio elemosinare un posto di lavoro a qualcuno che poi ci caga in testa! perche´mai un giovane, dovrebbe stare in un buco orrendo senza prospettive??? e non parliamo della generazione dei 60enni, immobilisti, non fanno e non permettono che i figli facciano...agatadi´unu traballu siguru in su comunu fillu miu...
    insomma, sono sempre piu´convinto che noi questa terra non ce la meritiamo...iaociao:

  3. #3
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    Predefinito Rif: Lo spopolamento della Sardegna interna

    Citazione Originariamente Scritto da Perdu Visualizza Messaggio
    colpa dei sardi, che hanno trasformato paesi-gioielli in orrendi cessi anonimi che nessuno vuole visitare..:
    quoto e aggiungerei in cui nessuno vuole più viverci...

  4. #4
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    Predefinito Rif: Lo spopolamento della Sardegna interna

    dalla cartina invece emerge un dato interessante che in parte contraddice il titolo e anche la semplificazione sulle "bidde brutte" fatta da perdu...vediamo che anche alcuni comuni tenuti molto bene e con lo "sbocco sul mare" come ad esempio Villanova ma mi pare anche Bosa e addirittura alcune zone galluresi sono in profondo rosso.

    quindi è solo in parte vero il fatto che sia un problema esclusivo dell'interno...sono specialmente i poli di attrazione urbani che "succhiano" abitanti alle bidde....dell'interno o meno.

    si sente sicuramente la mancanza di una seria politica di rilancio dell'agricoltura e della pastorizia per le zone interne.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Lo spopolamento della Sardegna interna

    Citazione Originariamente Scritto da ricarduos Visualizza Messaggio
    dalla cartina invece emerge un dato interessante che in parte contraddice il titolo e anche la semplificazione sulle "bidde brutte" fatta da perdu...vediamo che anche alcuni comuni tenuti molto bene e con lo "sbocco sul mare" come ad esempio Villanova ma mi pare anche Bosa e addirittura alcune zone galluresi sono in profondo rosso.

    quindi è solo in parte vero il fatto che sia un problema esclusivo dell'interno...sono specialmente i poli di attrazione urbani che "succhiano" abitanti alle bidde....dell'interno o meno.

    si sente sicuramente la mancanza di una seria politica di rilancio dell'agricoltura e della pastorizia per le zone interne.
    può anche essere che in alcune zone lo spopolamento sia dovuto alla scarsa natalità (le coppie sarde hanno in media 1,07 figli...)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Lo spopolamento della Sardegna interna

    Citazione Originariamente Scritto da Genserico Visualizza Messaggio
    può anche essere che in alcune zone lo spopolamento sia dovuto alla scarsa natalità (le coppie sarde hanno in media 1,07 figli...)

    beh,questo è da dare quasi per scontato....daltronde prima non c'era la televisione.:giagia:

  7. #7
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    Predefinito Rif: Lo spopolamento della Sardegna interna

    Citazione Originariamente Scritto da ricarduos Visualizza Messaggio
    daltronde prima non c'era la televisione.:giagia:
    già

  8. #8
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    Predefinito Rif: Lo spopolamento della Sardegna interna

    ma sinceramente parlando, io che abitavo in un paesino di 3400 abitanti,dove tutti conoscevano tutti i piscini correvano più di una F1 che prospettive mi puo dare?
    ubriacarmi la sera che con gli amici sempre al solito bar con 2 persone contate e dove il sabato sera alle 11 non c'era più nessuno n giro

    la verità è che non ci sono attrative per rimanere

    rilanciare l'agricoltura e la pastoriazia, con tutto rispetto perlando se i pastori sono tutti come da me, aspiro a molto di più...
    è per questo che da quando avevo 13 anni non vedevo l'ora di andarmene
    e sinceramente dopo l'università non ho la minima intenzione di tornarci
    al massimo a cagliari ma neanche...
    Dannato Barone Rosso.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Lo spopolamento della Sardegna interna

    Citazione Originariamente Scritto da Perdu Visualizza Messaggio
    colpa dei sardi, che hanno trasformato paesi-gioielli in orrendi cessi anonimi che nessuno vuole visitare...colpa dei sardi che (mandronis spaciaus) non hanno trasformato la pastorizia e l´agricoltura in industria alimentare da esportare nel mondo...molto meglio elemosinare un posto di lavoro a qualcuno che poi ci caga in testa! perche´mai un giovane, dovrebbe stare in un buco orrendo senza prospettive??? e non parliamo della generazione dei 60enni, immobilisti, non fanno e non permettono che i figli facciano...agatadi´unu traballu siguru in su comunu fillu miu...
    insomma, sono sempre piu´convinto che noi questa terra non ce la meritiamo...iaociao:
    Uelà! Stasera hai bevuto la pozione di Panoramix?
    Niente da aggiungere.
    I travagli antropologici di quest'isola sono incredibili ed affascinanti. E se è pur vero che la cultura isolana ha saputo emergere come "originale" anche dopo i grandi cambiamenti del secondo dopoguerra, è altrettanto evidente che l'integrazione non ha efficacemente coinvolto fasce comunque significative della popolazione, mentre il processo di inurbamento e le sottoculture sub-urbane (pompate dai recenti sistemi mediatici) hanno ingenerato un agnosticismo morale molto pericoloso.

    Insomma, non siamo messi esattamente bene. L'emigrazione è comunque rilevante, quantomeno sotto il profilo qualitativo (e qui c'è poco da dire, ad un certo punto diventa "o partire o il sert"), in un contesto nel quale proprio il tasso di suicidi tra i giovani è, se non il più alto, uno dei più elevati in tutta Italia (di sicuro era il più alto intorno al 2005).

    La questione del modello di sviluppo è centrale. Come è stato più volte ricordato su questo forum, ci si ostina a mantenere in piedi fantasmi industriali senza alcuno sbocco futuro (basta mettere la testa "fuori dalla finestra" per capirlo), e non ci si impegna affatto nel ragionare a medio termine, cominciando a programmare una ricollocazione di quei lavoratori industriali che ancora non saranno andati in pensione quando, fatalmente, "chiuderà tutto". Non che si debba abbandonare l'industria, intendiamoci: solo che questa deve essere calibrata sulla base delle sue possibilità di rendita e di produttività (inclusa la compatibilità ambientale) in ambito italiano, europeo e globale.

    La mentalità del "lavoro dipendente" è meglio lasciarla da parte.
    In primo luogo, sottoscrivo le ragioni addotte da Perdu (con questa storia della "selettività" presunta, gli unici effetti conseguiti sono il sadismo applicato alla sfera lavorativa e tremila corsi di specializzazione/titolazione a pagamento, anche per fare lo zucchero a velo al circo).
    In secondo luogo, in questo momento storico di possibilità ce ne sono pochine.
    D'altronde l'ossatura della Sardegna tradizionale era costituita dal nucleo imprenditoriale indipendente della famiglia pastorale: onde per cui non si parla di cose "aliene" alla cultura locale (si pensi al tessuto produttivo corso).
    L'aria non è buona. E qui anche solo a parlare di impresa ci si deve sopportare le fobie, le invidie, i sabotaggi di una generazione....che ha fallito. Le nuove leve non mi sembrano molto meglio (ma speriamo sempre!). Ma, d'altronde non è colpa loro se vengono su in un contesto quale quello efficacemente dipinto da Perdu.
    E poi c'è il dato culturale: bisogna liberarsi di quella visione distorta e maledetta della "sardità" che è stata data da certi "ambientini". La sardità non coincide con la marginalità, con la criminalità, con il degrado e l'abbruttimento etilico. Non deve coincidere con la degenerazione terminale degli arcaici meccanismi di riequilibrio sociale basati sulla cosiddetta "invidia istituzionalizzata". La sardità non può essere fatta collimare con quella parte del tessuto tradizionale che non ha saputo cogliere e vincere le sfide della modernità.
    « Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
    la vittoria e il ritorno, tu conceda,
    ma se una sola cosa, o Dio, darai,
    la vittoria concedi sola! »

  10. #10
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    Predefinito Rif: Lo spopolamento della Sardegna interna

    Citazione Originariamente Scritto da morfeo Visualizza Messaggio
    rilanciare l'agricoltura e la pastoriazia, con tutto rispetto perlando se i pastori sono tutti come da me, aspiro a molto di più...
    io parlo di agricoltura e pastorizia moderna, dove su massaju e su pastori diventano piccoli industriali che girano il mondo per promuovere i loro prodotti alle fiere...assurdita´? lo fanno tutti! solo noi siamo rimasti indietro...prendessimo esempio dai turchi, dagli spagnoli, dai greci...loro vincono in quantita´, noi possiamo vincere con i prodotti di nicchia, che sono richiestissimi...

    i paesini sardi hanno bisogno di una rivoluzione architettonica che ridia loro l´aspetto originario (questo rimprovero a soru, nel piano paesagistico avrebbe dovuto mettere questo punto! non solo "proibire", ma migliorare!!!) allora si, altro che disperazione quando si riempiranno di turisti! turismo e alimentare...ci sono migliaia di case di pietra vuote nel centro sardegna, si potrebbe fare di tutto...albergo diffuso, case per pensionati stranieri (tipo florida negli usa...ma anche malta!)...

 

 
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