Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Eurispes, il 28% degli italiani è contrario alla Turchia nell'Ue

    Presentato un sondaggio sul processo di integrazione europea
    Verso l'unificazione in generale prevalgono ottimismo e fiducia

    Maggiore il consenso per la Russia, che ha il 42,5%


    Il parlamento Ue è favorevole all'ingresso della Turchia

    ROMA - Il 34,2 per cento degli italiani è favorevole all'ingresso della Turchia nell'Unione europea, il 28 per cento giudica invece questa ipotesi in modo negativo, mentre resta indifferente il 37 per cento: lo attesta un sondaggio realizzato dall'Eurispes.

    Scopo dell'indagine, condotta tra il 25 novembre e
    il 2 dicembre 2004 e presentata questa mattina al convegno "L'Europa che vogliamo", promosso dall'associazione Comunità, è quello di conoscere l'opinione degli italiani sul processo di integrazione europea. La ricerca fa parte del Rapporto Italia, che l'Eurispes presenta ogni anno a gennaio.

    Maggiore consenso viene registrato per l'ingresso della Russia dell'Unione europea: il 42,5 per cento degli intervistati si dichiara favorevole. Solo il 20 per cento esprime un parere negativo, mentre il 37,2 per cento si mostra indifferente.

    L'ottimismo e la fiducia nei confronti dell'integrazione europea sono i sentimenti predominanti, sia in senso assoluto (tre intervistati su quattro sono ottimisti o fiduciosi nei confronti del processo di unificazione), che considerando le singole fasce di età. La visione ottimistica tende comunque a ridursi tra i giovani, e soprattutto nella classe 18-24 anni, all'interno della quale soltanto il 32 per cento degli intervistati si dichiara ottimista e il 37 per cento fiducioso.

    "L'Unione Monetaria e la Costituzione europea - spiega il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara - sembrano essere entrati in maniera stabile nella quotidianità e nell'immaginario dei cittadini italiani. A tre anni dall'ingresso della nuova moneta e a poco più di sei mesi dall'introduzione della nuova carta costituzionale - prosegue Fara -, l'opinione generale si presenta, per certi aspetti, consapevole e matura nei confronti dei temi riguardanti l'integrazione economica e sociale a livello comunitario. Tuttavia, sono presenti sentimenti di critica e di delusione, soprattutto per la paura che l'Italia non possa avere un peso sufficientemente rilevante all'interno dello scacchiere europeo, ma anche per l'influenza negativa prodotta dal periodo economico particolarmente sfavorevole che sta attraversando il Vecchio Continente".


    (20 dicembre 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito

    Solo il 28%?
    Si vede che gli itagliani sono alle prese con altri fondamentali problemi.http://www.politicaonline.net/forum/...?s=&forumid=56

  3. #3
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Jenainsubrica
    Solo il 28%?
    Si vede che gli itagliani sono alle prese con altri fondamentali problemi.http://www.politicaonline.net/forum/...?s=&forumid=56
    No, sono alle prese con il problema Lecciso.
    La domanda che li angoscia è questa: "Tornerà Loredana Lecciso da Albano?".
    La Turchia può entrare tranquillamente.

    A parte gli scherzi credo che il 60% degli italiani sia contrario.

  4. #4
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    Exclamation MATERIALE PER FUTURI TREAD

    > Indice cronologico dei maggiori crimini contro l'umanità commessi dalla
    > Turchia dal 1878 ad oggi.
    >
    > 1878, marzo. Congresso di Berlino.
    > 1878, 4 giugno. La Turchia vende Cipro all'Inghilterra.
    > 1879, rivolta kurda a Badinan di Obeydalla.
    > 1894 settembre - 1896 agosto. Il sultano Abdul Hamit applica la politica
    > di
    > genocidio agli Armeni.
    > In agosto e settembre 1894, gli Armeni sono uccisi a Sassun.
    > Nell'ottobre 1895 si attua il primo genocidio organizzato a Costantinopoli
    > e
    > Trebisonda, e in novembre e dicembre 1895, le autorità organizzano un
    > grande
    > massacro in tutto il paese.
    > In giugno 1896 ho luogo il massacro di Van.
    > Dopo la cattura da parte degli Armeni, il 26-8-1896, della Banca ottomana,
    > un altro massacro avviene a Costantinopoli. Il numero totale delle vittime
    > è
    > 300.000.
    > 1896, 12 maggio. Assassini di greci e conflitti tra greci e turchi
    > nell'isola di Creta.
    > 1909, fine di marzo. Nuovi massacri di armeni organizzati dai Giovani
    > Turchi
    > ad Adana, Tarso ed altre città della Cilicia. Le vittime sono 30.000
    > armeni
    > ed alcuni missionari americani.
    > 1909 la rivolta degli arabi nello Yemen è repressa nel sangue dai Giovani
    > Turchi.
    > 1911, 1 ottobre. Assassinio di Emilianos, Vescovo di Grevena ad opera dei
    > turchi.
    > 1912, sollevazione kurda a Mardin sotto Bedirhan e H. Remo, ed a Bitlis
    > sotto Seyh Selim.
    > 1912. L'esercito turco in ritira dalla Tracia orientale, saccheggia i
    > villaggi di Didymotichon e i distretti di Adrianopoli. I villaggi del
    > distretto di Malgara sono bruciati. Lo stesso accade a Kessani. Uccisioni
    > e
    > massacri accompagnano la distruzione e il saccheggio in questa regione a
    > predominanza greca.
    > 1913, febbraio. Le autorità turche costringono gli abitanti greci del
    > distretto di Crithea a lasciare il loro villaggio in Tracia orientale.
    > Segue
    > un saccheggio brutale.
    > 1913. La rioccupazione della Tracia orientale da parte dell'esercito
    > turco,
    > porta ad atrocità e al massacro dei greci. Le vittime di questi massacri
    > sono 15.690. Anche nelle regioni di Malgara e Charioupoli molti villaggi
    > sono distrutti. I massacri sono seguiti da saccheggi.
    > 1914, 8 febbraio. L'olandese Westerneck ed il norvegese Hoft sono nominati
    > Ispettori Generali delle province armene.
    > 1914, 25 maggio. Il Patriarcato Ecumenico greco-ortodosso protesta per la
    > persecuzione dei cristiani e ordina a tutte le chiese e le scuole di
    > rimanere chiuse.
    > 1914, 27 maggio. Le autorità turche di Pergamo ordinano a tutta la
    > popolazione cristiana di lasciare la città entro due ore. Gli abitanti
    > terrorizzati si rifugiano nell'isola greca di Mytilini.
    > 1914, maggio - giugno. Le autorità turche rafforzano ogni genere di
    > persecuzione nelle regioni greche dell'Asia Minore occidentale. La costa
    > dell'Asia Minore è devastata. In Erythrea e Phocaia i massacri di greci
    > sono
    > spietati.
    > 1914, luglio. Gl'Ispettori Generali delle province armene arrivano a
    > Costantinopoli. Il Sig. Hoft arriva a Van.
    > 1914, luglio - agosto. Il governo turco crea i "battaglioni del lavoro
    > forzato". È un modo nuovo per lo sterminio dei greci - cittadini
    > ottomani -
    > arruolati nell'esercito turco. Con questo metodo dei "battaglioni del
    > lavoro
    > forzato", 400.000 greci sono sterminati da fame, fatica, maltrattamenti e
    > privazioni.
    > 1914, settembre. I turchi cominciano la persecuzione contro gli abitanti
    > greci della regione di Makri, nel sud-ovest dell'Asia Minore. Molti sono
    > uccisi. La persecuzione è seguita da saccheggi, violazioni e furti.
    > 1914, novembre. Su ordine del governo turco, molti villaggi della Tracia
    > orientale, dove c'era una grande maggioranza di popolazione greca, sono
    > evacuati con la forza (Neochorio, Galatas, Callipoli etc.). Segue il
    > saccheggio di case e negozi. A migliaia fuggono dalle loro case ancestrali
    > verso la Grecia.
    > 1914, novembre - dicembre. Su ordine del governo turco, la regione di
    > Visii
    > e parte del Saranda Eklisiae è evacuata. 19.000 greci sono esiliati in
    > Anatolia e le loro proprietà saccheggiate. Secondo i registri del
    > Patriarcato ecumenico, 119.940 greci sono espulsi dalla Tracia orientale.
    > 1914, gennaio - dicembre. Più di 250.000 greci sono esiliati dalla Tracia
    > orientale e dalla regione di Smyrna. Le proprietà degli esiliati sono
    > sequestrate.
    > 1914. Durante questo anno, le persecuzioni turche contro i greci
    > aumentano.
    > Il Patriarcato ecumenico protesta con forza. Il Ministro degli affari
    > interni visita le province per esaminare le lamentele, ma le persecuzioni
    > sono intensificate, perché il ministro, in collaborazione con le autorità
    > locali, le rende più sistematiche.
    > 1915, aprile. Arresti in gran numero di intellettuali armeni e importanti
    > leader nazionali armeni a Costantinopoli e nelle province. Sono deportati
    > in
    > Anatolia e sono uccisi per la strada. Gli armeni, soldati nell'esercito
    > turco sono disarmati e massacrati a migliaia. La popolazione armena è
    > esiliata nel deserto siriano e massacrata a decine di migliaia, uccisi
    > dall'esercito turco, dagli irregolari e dai civili, o lasciati morire di
    > fame e per i maltrattamenti. 500.000 armeni sono le vittime della ferocia
    > turca.
    > 1915, 13 giugno. "La dichiarazione formale" dello sterminio armeno è
    > pubblicata dal governo ottomano.
    > 1915, 16 settembre. Un telegramma segreto del Comando del Distretto di
    > Aleppo ordina: "Sapete che il governo ha deciso lo sterminio completo
    > della
    > popolazione armena vivente in Turchia. Chiunque abbia un'opinione
    > contraria
    > non può continuare ad essere membro dell'amministrazione statale. Ci deve
    > essere fine alla loro esistenza senza alcuna misericordia per donne,
    > bambini
    > e persone invalide, senza guardare ai mezzi di sterminio. Ministro degli
    > Affari Interni Talaat Bey". Non si sbaglia. È un ordine del governo turco
    > indirizzato ai turchi che si suppone appartenere alla specie umana. Nessun
    > commento è necessario.
    > 1915. I turchi cominciano una forte persecuzione contro i Siro-ortodossi e
    > i
    > Nestoriani che vivono nelle regioni di Hakkari, Mardin e Midyat. Sebbene
    > non
    > molto conosciuta, questa persecuzione uguaglia quella degli armeni. Una
    > delle prime vittime è Adai Ser Arcivescovo di Sert. Massacri generali e
    > distruzione totale sono le sue caratteristiche. L'annientamento è
    > completato
    > entro la fine della I Guerra Mondiale.
    > 1916. Distruzione della regione di Riseou - Platanou nel Ponto. Saccheggio
    > delle città di Ofis, Sourmena e Gemoura. Il saccheggio, organizzato da
    > ufficiali Ottomani, avviene sotto il comando di Ahmet Bey e quello del
    > Maresciallo di campo Velip Pascià.
    > 1916. I turchi costringono gli abitanti di diverse regioni del Ponto a
    > immigrare a Sivas. Solo 550 sopravvivono dei 16.750 abitanti delle regioni
    > di Elevi e Tripoli. Dei 49.520 abitanti di Trebisonda solo 20.300 salvano
    > la
    > vita.
    > 1916, 27 dicembre. Tutti i maggiorenti di Amissos e 4.000 greci, abitanti
    > della città sono arrestati e deportati in Anatolia.
    > 1917, 10 marzo. Adil Bey, deputato del Libano nel Parlamento ottomano
    > dichiara ufficialmente che solo in Libano e Siria, 144.000 persone sono
    > morte di fame intenzionalmente provocata dall'amministrazione turca.
    > 1917, primavera. Deportazione di 23.000 greci, abitanti di Cydoniae
    > ordinata
    > dai turchi.
    > 1917, novembre. 400 famiglie greche sono espulse dall'Asia Minore
    > sud-occidentale dai turchi. Le loro proprietà sono saccheggiate.
    > 1918, 8 gennaio. Il presidente degli U.S.A. Wilson dichiara il principio
    > di
    > autodeterminazione per tutti i popoli oppressi dalla Turchia.
    > 1918, aprile. Altre 8.000 famiglie greche sono espulse dall'Asia Minore
    > sud-occidentale.
    > 1918, 28 maggio. Dopo la vittoria degli Armeni sull'esercito turco, è
    > proclamata l'indipendenza dell'Armenia.
    > 1918, 4 giugno. Dopo molti mesi di combattimento, nei quali gli Armeni
    > hanno
    > lottato da soli contro la Turchia, è firmato il trattato di Batum, nel
    > quale
    > la Turchia riconosce la Repubblica Indipendente d'Armenia.
    > 1919, 4 giugno. Dopo 5 anni di esilio, gli abitanti di Pergamo ritornano a
    > casa.
    > 1919, 25 giugno. Il premier francese Clemenceau dice dei massacri degli
    > armeni: "La storia tutta non ha da mostrare un altro esempio di atti
    > orrendi
    > così organizzati".
    >
    > 20 Anni dopo Afolf Hitler si ispirerà ai turchi e al genocidio degli
    > armeni
    > per eliminare gli ebrei (così vuole un racconto non confermato) e la
    > storia
    > avrà da mostrare un altro esempio di "atti orrendi così organizzati".
    > L'Unione Europea ricorda il "Genocidio armeno" (Risoluzione del 1987), non
    > l'Italia, per non incrinare le buone relazioni con la Turchia (in realtà
    > la
    > Turchia ha minacciato di ritorsioni i paesi europei che lo hanno fatto).
    > Vedi lettera di M. Flores al Ministro dell'Ulivo, G. Berlinguer (1997).
    >
    > 1920, 19 gennaio. Il Consiglio Supremo Alleato riconosce l'indipendenza
    > dell'Armenia.
    > 1920. Chryssanthos, Vescovo di Trebisonda è condannato a morte in
    > contumacia
    > dalla Corte Marziale di Ankara. Il Vescovo di Zilon è condannato e muore
    > in
    > prigione.
    > 1920, 10 agosto. Firma del trattato di Sevres che prevede una Armenia
    > indipendente, l'autodeterminazione per il Kurdistan e la liberazione della
    > Tracia orientale ed del territorio di Smyrna, secondo la dichiarazione del
    > presidente Wilson per l'autodeterminazione di tutti popoli dell'Asia
    > Minore.
    > 1920, settembre. La Turchia kemalista attacca l'Armenia. Gli armeni
    > lottano
    > disperatamente contro l'esercito turco. Alla fine gli armeni soccombono il
    > 2-12-1920. La vittoria turca è seguita da un massacro generale di armeni e
    > l'annessione di una metà dell'Armenia indipendente alla Turchia.
    > 1920, 22 novembre. L'arbitrato del presidente U.S.A. Wilson sulle
    > frontiere
    > turco-armene è presentato.
    > 1921, 3 giugno. I Kemalisti arrestano 1.320 greci, abitanti importanti di
    > Samsus. Il giorno seguente ne uccidono 701. I morti sono seppelliti in
    > tombe
    > comuni dietro alla casa di Hekir Pascià. I rimanenti sono esiliati
    > nell'interno dell'Anatolia.
    > 1922, 24 agosto. L'esercito turco prende Pergamo. I cittadini greci
    > fuggono
    > per salvare le loro vite.
    > 1922, 9 settembre. I turchi entrano a Smyrna. La città è messa a ferro e
    > fuoco. Hanno luogo massacri selvaggi di greci ed armeni. Le vittime sono
    > 150.000.
    > 1922, ottobre. Dopo l'evacuazione della Tracia orientale da parte
    > dell'esercito greco, 300.000 greci sono costretti a lasciare il loro
    > paese,
    > dove i loro antenati hanno vissuto per migliaia di anni.
    > 1914 - ottobre 1922 . È stimato che durante questi 8 anni, la nazione
    > greca
    > ha sofferto dai turchi:
    > * Massacri. Più di 150.000 greci della regione del Ponto e più di
    > 1.400.000
    > greci dell'Asia Minore sono morti a seguito di massacri, fucilazioni,
    > impiccagioni, fame e maltrattamenti inumani e criminali da parte dei
    > turchi.
    > * Rifugiati. È valutato che più di 1.700.000 greci si sono salvati dalla
    > frenesia criminale turca scappando. 1.400.000 sono andati in Grecia da
    > Tracia orientale, Asia Minore e Ponto. Circa 200.000 sono andati in Russia
    > dal Ponto ed il resto si è disperso nel resto del mondo. Tutte queste
    > persone hanno lasciato il loro paese d'origine, dopo più di 3.000 anni,
    > durante i quali i loro antenati hanno vissuto continuamente in queste
    > regioni, inseguiti dai turchi, nuovi venuti in Asia Minore.
    > 1924, 10 luglio. Rivolta kurda di Nasturi ad Hakkari. Repressa dal VII
    > corpo
    > d'armata dell'Esercito turco dopo 79 giorni, 36 villaggi distrutti e altri
    > 12 rasi al suolo.
    > 1925, 3 marzo. Scoppio della grande rivolta kurda a Elazig sotto Seyh -
    > Sait, 10.000 Kurdi prendono Harput e attaccano Diyarbakir, la capitale del
    > Kurdistan. Dopo la distruzione completa di 48 villaggi, la rivolta è
    > repressa il 7-10-1927, annegata nel sangue kurdo.
    > 1926, 16 maggio. Inizio della rivolta kurda del Monte Agri. I ribelli
    > catturano la XXVIII divisione della fanteria turca. La rivolta, dopo
    > essersi
    > diffusa alle regioni di Hakkari, Siirt e Mardin, è repressa dopo aspri
    > scontri contro forze più potenti il 17-7-1926.
    > 1927, 30 maggio. Grande rivolta kurda a Diyarbakir ed Agri sotto Seyh
    > Enver,
    > repressa dopo lotte violente il 7-10-1927. 2.000 combattenti kurdi sono
    > uccisi. Per molti giorni le acque del fiume Murat è arrossato dal sangue
    > dei
    > combattenti kurdi uccisi.
    > 1928. Iniziano due sollevazioni kurde. La prima sotto Resul Aga a Siirt, e
    > la seconda sotto Ali Can. Informazioni più accurate mancano a causa della
    > Legge Marziale.
    > 1930, 2 giugno. Sollevazione Kurda nella regione di Agri, repressa il
    > 18-9-1930.
    > 1930, 31 agosto. Il giornale turco Milliet pubblica una dichiarazione del
    > Premier Ismet Inonu "Solo la nazione turca ha il diritto di avere
    > rivendicazioni nazionali in questo paese. Nessuno altro elemento ha un
    > tale
    > diritto".
    > 1930, 30 settembre. Il giornale turco Milliet pubblica un'asserzione del
    > ministro turco di Giustizia: "Il Turco è il solo padrone nel suo paese.
    > Quelli che non sono turchi puri hanno un solo diritto in questo paese: Il
    > diritto di essere servitori, il diritto di essere schiavi". Questo è il
    > modo
    > nel quale la Turchia concepisce i diritti umani e agisce con le minoranze
    > di
    > armeni, greci, siriani e kurdi. Ancora oggi 12 milioni di kurdi non hanno
    > una scuola, la loro lingua, le loro musiche e danze sono proibite, i loro
    > leader sono perseguitati e la gente kurda uccisa. (n.d.r. negli ultimi 2/3
    > anni ci sono state delle timide concessioni da parte dello Stato turco,
    > più
    > sulla carta che nella pratica, perché il controllo costituzionale spetta
    > all'esercito, che non brilla per rispetto dei diritti civili delle
    > minoranze)
    > 1935. Inizia la rivolta kurda di Buban a Bitlis ed a Siirt di Abdul
    > Rahman.
    > 1937. La rivolta kurda di Seyh Risa, scoppia a Dersim. I dettagli non sono
    > conosciuti a causa della censura severa dell'autorità turca.
    > 1937, 23 maggio. Il governo turco proibisce l'edizione del giornale
    > Costantinople Sun Telegraph, perché ha riferito delle sofferenze kurde.
    > 1938, 10 novembre. Morte di Kemal Ataturk, il macellaio di kurdi, greci ed
    > armeni che ha salvato il suo paese dalla divisione.
    > 1941, maggio. Mobilitazione di 20 classi delle minoranze greche ed armene
    > viventi in Turchia e con cittadinanza turca, con ordine di sterminarli
    > nella
    > stessa maniera usata già durante la I Guerra Mondiale, attraverso i
    > battaglioni di lavoro-forzato.
    > 1942, 11 novembre. La legge per la tassazione delle proprietà dei non
    > musulmani in Turchia (Varlik Vergisi) è votata. È un tentativo orrendo di
    > sterminio economico delle comunità greche ed armene, che sono indifese di
    > fronte agli eccessi ed abusi del potere economico dell'autorità turca.
    > 1955, 6 settembre. Le autorità turche organizzano un grande pogrom contro
    > i
    > greci di Costantinopoli. 29 Chiese sono bruciate e 46 saccheggiate. Le
    > tombe
    > dei Patriarchi Ecumenici e i cimiteri cristiani sono profanate. Migliaia
    > di
    > negozi sono distrutti. Centinaia di donne stuprate. Vandalismi in scala
    > minore hanno luogo in Smyrna.
    > 1974, 20 luglio. L'esercito turco invade l'isola indipendente e disarmata
    > di
    > Cipro, membro dell'O.N.U. e ne occupa il 40%, col pretesto che questo è
    > necessario per la minoranza turco-cipriota, che assomma al 18% della
    > popolazione totale. (n.d.r. la maggioranza greca di Cipro voleva
    > l'annessione alla Grecia e i turchi, che solo nel 1955 avevano completato
    > la
    > pulizia e lo sterminio dei greci di Turchia, avevano paura, quindi
    > intervennero. Oggi la percentuale è diversa: migliaia di kurdi sono stati
    > deportati a Cipro per islamizzare la parte controllata dalla Turchia)
    > 1974, luglio - agosto. Malgrado le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza
    > dell'ONU numero 353. 357. 358. 359. 360 etc. che ingiungono: "La ritirata
    > senza indugio dalla Repubblica di Cipro del personale straniero militare".
    > Le forze d'invasione turche sono diventate un esercito di occupazione
    > permanente, che per 22 anni non accetta le decisioni di cui sopra,
    > disprezza
    > l'O.N.U., sfida ogni uomo coscienzioso e mina la pace del mondo.
    > 1978, 25 dicembre. Fascisti turchi massacrano centinaia di kurdi a Marash.
    > 1978, 28 dicembre. La proclamazione della Legge Marziale in 15 province
    > del
    > Kurdistan turco proibisce per 18 anni qualsiasi informazioni delle
    > sofferenze della gente kurda. Il governo fascista di Ankara spera di
    > attuare
    > con la forza la sottomissione degli asserviti popoli dell'Asia Minore.
    > Sperano di continuare ad occupare l'Armenia, il Kurdistan, la parte
    > settentrionale di Cipro e le terre greca della Tracia orientale e
    > dell'Asia
    > Minore occidentale. Il futuro verificherà quanto hanno sbagliato. Ogni
    > uomo
    > libero e coscienzioso del mondo deve contribuire perché ciò avvenga.
    > 1990 e seguenti. Le brutalità turche contro la gente kurda continuano. La
    > Turchia, mostrando ASSOLUTAMENTE nessun RISPETTO per le leggi
    > internazionali
    > e gli accordi, invade l'Iraq settentrionale nel suo tentativo di
    > massacrare
    > la gente kurda.
    >
    >
    >
    > Questa cronologia evidentemente è stata scritta nella seconda metà degli
    > anni '90, quindi va aggionata.
    > Come già detto il Parlamento turco ha fatto delle concessioni alle
    > minoranze
    > etniche (in realtà ai kurdi, perché i greci rimasti in Turchia sono circa
    > 2.000, gli armeni forse meno, su almeno 4 milioni di greci e armeni che
    > c'erano all'inizio del XX secolo). Il problema è l'applicazione di tali
    > concessioni, perché in Turchia il controllo costituzionale spetta
    > all'Esercito, che è poco incline al rispetto dei diritti civili.
    > Questo è stato ribadito anche da Chirac nell'appena trascorso incontro di
    > Copenaghen: "Non basta varare le leggi per adeguarsi agli standard
    > democratici europei: bisogna applicarle".
    > C'è anche il problema degli oltre 8.000 villaggi e abitati kurdi distrutti
    > e
    > la cui popolazione è stata deportata a Cipro, per islamizzare l'isola, e
    > dispersa nella Turchia occidentale in mezzo alla popolazione di etnia
    > turca,
    > per turchizzarla. Una famiglia kurda che vive in un villaggio abitato solo
    > da turchi a centinaia di kilometri dal Kurdistan e dal suo villaggio (che
    > non esiste più, perché l'esercito lo ha raso al suolo dopo averne disperso
    > gli abitanti) se ne frega se la nuova legge gli consente di aprire una
    > scuola o un giornale in lingua kurda. Quindi alle aperture turche ("prima
    > vi
    > elimino, poi vi do dei diritti") c'ha creduto solo Berlusconi, per fortuna
    > non i francesi e i tedeschi.
    >
    >
    >
    >
    >
    >






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  6. #6
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    Arrow MASSIMA DIFFUSIONE : E' URGENTE!

    !!!MASSIMA DIFFUSIONE!!! URGENTE

    Il coordinamento nazionale dei Giovani Padani della Lombardia ha intenzione di fare un regalo speciale a Bossi per Natale con le più belle foto della manifestazione di oggi a Milano.
    Chiunque ne fosse in possesso è pregato di inviarle urgentemente (comunque entro martedì 21) all'indirizzo fotomilano@giovanipadani.com
    Grazie

    Alberto Ribolla
    Coordinatore Provinciale MGP Bergamasca
    Responsabile Nazionale Internet MGP Lombardia
    Webmaster GiovaniOrobici.org
    Tel +39 348 7563403
    alberto@giovaniorobici.org
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