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  1. #1
    piemonteis downunder
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    Predefinito padani, cattolici, laici e islam

    Il solito gioco dei neo-leghisti, quello di far credere che esistano
    solo 2 posizioni: estremisti islamici da una parte contro cattolici tradizionalisti
    dall'altra. In passato era lo stesso trucco usato dai nazional-fascisti contro il comunismo.
    L'idea che si possa essere contro l'islam per motivi laici e liberali,
    per la difesa dei diritti civili (non per la difesa di san pio X) non li sfiora nemmeno.
    E l'altro gioco dei neo-leghisti, quello di far credere che lo scopo della Lega Nord
    sia quello di re-instaurare il cattolicesimo tradizionale in Padania,
    mentre lo scopo originario (chi se lo ricorda ancora?) era quello di liberare
    la Padania cosi' com'e', cattolici e non cattolici.


    BORGHEZIO SU LP DI OGGI:
    INTERVISTA DI GIULIO FERRARI

    «Fondamentalismo laico ed estremismo islamico fanno parte dello stesso attacco concentrico ai danni della nostra storia e e della nostra cultura». Mario Borghezio, eurodeputato leghista e presidente di Padania cristiana, esorta a non cadere nel tranello: episodi come quello accaduto ad Ivrea, dove un’insegnante ha strappato dal muro della classe il crocefisso appeso dagli studenti, non possono essere liquidati come semplici manifestazioni di ottusità anticlericale ma vanno inseriti nel più ampio contesto dell’assalto alla civiltà cristiana.
    Onorevole Borghezio, a giudicare dalla provenienza degli attacchi alla Cristianità e alla tradizione, non le viene da pensare che i peggiori cristostofobici li abbiamo sempre avuti in casa?
    «E’ innegabile che ormai siamo di fonte a un autentico trend, però dobbiamo evitare di cadere in un tranello: quello di distinguere tra anticlericalismo islamico e italiano, magari per sostenere che le nostre radici sono rifiutate ancor più dai nostri connazionali che dagli stessi mussulmani».
    Intende dire che bisogna fare attenzione a non legittimare la cristofobia “nazionale”, attribuendole una sua ragion d’essere rispetto al fanatismo islamico?
    «In realtà l’attacco è concentrico: il fine, cioè la demolizione della nostra civiltà è il medesimo. La stessa aggressione islamica alla nostra identità è enormemente favorita da decenni di diffusione del relativismo, questa sfida si presenta in una società civile sostanzialmente scristianizzata. Non a caso assistiamo ormai quotidianamente alle prese di posizione arroganti della pseudocultura laicista, e sul terreno friabile del laicismo il pericolo islamico può manifestarsi con forza dirompente. D’altro canto, le resistenze alla perdita dei valori sono però ancora forti nel popolo, dove rimane presente l’eredità di fede dei nostri padri: bene si coglie l’importanza di difendere le nostre tradizioni, che cementano la coscienza popolare e si oppongono come un baluardo all’islamizzazione».
    In questo contesto diventa fondamentale che il popolo difenda e affermi la tradizione religiosa cristiana. O dobbiamo pensare che una religione vale l’altra per dimostrarci politicamente corretti?
    «Anche in questa vergognosa vicenda accaduta nella scuola di Ivrea, abbiamo sentito Adel Smith storpiare la costituzione, affermando che l’art. 8 sostiene l’uguaglianza delle fedi e che dunque quell’insegnante ha fatto bene a togliere il crocefisso. In realtà la costituzione dice che le religioni sono “ugualmente libere” di essere professate, non che hanno lo stesso peso. Non sono tutte uguali, la fede cristiana è fondante della nostra civiltà, e abbiamo il diritto di opporci all’attacco di chi vorrebbe umiliarla mettendola sullo stesso piano di una setta o di credenze a noi completamente estranee ed avverse».
    A proposito della vicenda di Ivrea, sono stati studenti quattordicenni ad appendere il crocefisso in classe e a ribellarsi all’insegnante che non lo voleva. Un episodio sconsolante ma, per altri versi, anche incoraggiante...
    «E’ così. Trovo molto significativo che dei giovani, dei giovanissimi abbiano dimostrato il coraggio di sfidare gli insegnanti per questa causa così onorevole. E’ molto incoraggiante vedere che la fede cristiana resista nell’animo di queste nuove generazioni che pure sono sottoposte a devastanti bombardamenti mediatici e all’influsso non meno pericoloso di pessimi “maestri”. Così trovo molto importante che i Giovani padani del Canavese si siano subito mobilitati in solidarietà con gli studenti di Ivrea. E faranno benissimo anche a scioperare se insegnanti e capi d’istituto persisteranno in questi atteggiamenti indegni. A fronte di tutto questo, resta appunto l’amarezza per il comportamento delle autorità scolastiche, che avrebbero dovuto intervenire severamente: l’esposizione del crocefisso nelle aule è prevista dalla normativa vigente ed è stata confermata pochi giorni fa dalla Corte costituzionale».
    A dire il vero, quello di Ivrea non è il primo episodio del genere che si verifica in Piemonte. Come se lo spiega?
    «Dove c’è maggior attaccamento alla tradizione si insiste con questi attacchi. Ma ogni volta vediamo come la reazione popolare sia puntuale e certamente anche questo episodio non rimarrà senza risposta. E tra le risposte più forti che la nostra gente può dare, penso a una grande partecipazione alle messe natalizie celebrate dai sacerdoti cattolici tradizionalisti della Fraternità san Pio X, che sono così vicini a tante nostre battaglie».

    ...che guarda caso e' l'associazione di cui fa parte Giulio Ferrari autore dell'articolo...
    Ma va a dar via 'l cul, Borghezio! (come dite? lo fa gia'? Ah, beh....)

    •   Alt 

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  2. #2
    Ospite

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    Ma ti preoccupi ancora di quello che scrive il south-looking Mario?

  3. #3
    piemonteis downunder
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    Non e' questione di una singola persona, e' solo lo specchio di una strategia
    generale ahime' disastrosa.

    Sempre su LP di oggi, godetevi questa lettera in perfetta sintonia
    col pensiero neo-leghista:

    Mobilitiamoci per difendere una tradizione di tutti
    FABIO FEBBRAIO - Lettera internet
    Egr. Direttore, sono un amante della lettura dei quotidiani, per confrontare le informazioni. Noto con piacere che sul suo giornale viene approfondito un argomento tanto caro alla tradizione italiana, quello del Presepe. In quanto tradizione italiana, sarebbe auspicabile che il Suo Giornale si faccia portavoce delle esigenze degli italiani sulla questione. So che, probabilmente, la ricorrenza della parola italiani possa dare fastidio a qualche suo lettore, ma non dimentichiamoci che gente da tutto il Belpaese, e non solo, in questo periodo va a visitare Spaccanapoli (S. Gregorio Armeno nel centro storico di Napoli), simbolo storico di questa tradizione Natalizia. Senza dimenticare anche la trattazione del presepe nella letteratura e teatro. Chi se non De Filippo può meglio incarnare questa istanza? Dobbiamo combattere per le nostre tradizioni, tutti insieme, e dato che il suo giornale tratta l’argomento è giusto ricordare tutte le persone dello Stivale che ancora si oppongono al buonismo dilagante. Egr. Direttore, le invio gli auguri per un sereno Santo Natale, e spero che sempre più consideriate anche noi Italiani del Sud (sono di Napoli) degni di essere riportati tra le colonne del Suo Giornale.


  4. #4
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    Poi dovremo combattere i massoni, gli ebrei e gli USA

  5. #5
    piemonteis downunder
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    Borghezio e De Filippo a parte, la questione generale e' la seguente:

    se un partito si pone l'obiettivo di rappresentare uno stato (Padania) o un territorio geografico,
    deve accogliere al suo interno tante diverse anime rappresentative delle diverse
    opinioni e idee nel territorio (destra, sinistra, liberali, cattolici, laici, gay e hetero, ecc).

    Viceversa, se si pone come obiettivo quello di rappresentare una particolare ideologia
    (esempio, cattolica tradizionalista), non puo' allo stesso tempo limitarsi a un particolare
    territorio geografico. Dovra' difendere i cattolici tradizionalisti a napoli come in Padania,
    come sostiente la lettera non a caso pubblicata.

    Le due linee (rappresentanza di un territorio o di una ideologia) sono opposte.
    E' come in meccanica quantistica, non puoi allo stesso tempo determinare
    posizione e momento.

  6. #6
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    Predefinito

    In origine postato da aussiebloke
    Borghezio e De Filippo a parte, la questione generale e' la seguente:

    se un partito si pone l'obiettivo di rappresentare uno stato (Padania) o un territorio geografico,
    deve accogliere al suo interno tante diverse anime rappresentative delle diverse
    opinioni e idee nel territorio (destra, sinistra, liberali, cattolici, laici, gay e hetero, ecc).

    Viceversa, se si pone come obiettivo quello di rappresentare una particolare ideologia
    (esempio, cattolica tradizionalista), non puo' allo stesso tempo limitarsi a un particolare
    territorio geografico. Dovra' difendere i cattolici tradizionalisti a napoli come in Padania,
    come sostiente la lettera non a caso pubblicata.

    Le due linee (rappresentanza di un territorio o di una ideologia) sono opposte.
    E' come in meccanica quantistica, non puoi allo stesso tempo determinare
    posizione e momento.
    Infatti, la Lega sta sempre più allontanandosi dal territorio, dal quale tuttavia riceve ancora quasi il 100% del sostegno.
    E lo sta facendo nel peggiore dei modi, passando come dici tu dalla rappresentanza all'ideologia.

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: padani, cattolici, laici e islam

    In origine postato da Beli Mawyr
    Hai toccato il vero problema della Lega attuale, quello di lasciarsi condizionare da "neofiti" entrati - nel migliore dei casi nel '99 - per tutt'altri motivi che non l'indipendenza della nostra Terra.

    Tra l'altro, viste le facce che ultimamente si aggirano nei nostri <rendez-vous> c'è da scommetterci che abbiano persino poco o niente a che fare con questa Terra
    Verissimo.
    La gente in gamba si e' gradualmente allontanata dalla Lega
    mano a mano che crescevano le contraddizioni politiche,
    la cattiva gestione delle risorse e quant'altro.
    Il vuoto lasciato da loro e' stato prontamente occupato
    dai "neofiti".
    Naturalmente se la loro presenza diventa massiccia e soverchiante assisteremo a nuove spaccature in ambito
    Lega Nord.

  8. #8
    PADANIA LIBERA!
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    Mi pare doveroso ricordare a chi segue Borghezio che oltre a dichiarazioni "ultra-cattoliche" ha anche affermato che bisognerebbe eleggere la fallaci senatrice a vita!

    Ora...borghezio ha sempre ragione o sbaglia anche lui


    Saluti Padani

  9. #9
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    In origine postato da aussiebloke
    se un partito si pone l'obiettivo di rappresentare uno stato (Padania) o un territorio geografico,
    deve accogliere al suo interno tante diverse anime rappresentative delle diverse
    opinioni e idee nel territorio (destra, sinistra, liberali, cattolici, laici, gay e hetero, ecc).

    Viceversa, se si pone come obiettivo quello di rappresentare una particolare ideologia
    (esempio, cattolica tradizionalista), non puo' allo stesso tempo limitarsi a un particolare
    territorio geografico. Dovra' difendere i cattolici tradizionalisti a napoli come in Padania,
    come sostiente la lettera non a caso pubblicata.

    Le due linee (rappresentanza di un territorio o di una ideologia) sono opposte.
    E' come in meccanica quantistica, non puoi allo stesso tempo determinare
    posizione e momento.
    E'come dire essere o avere! o lo sei o lo fai...bianco o nero

    Questa deriva cattobigotta é pericolosa.
    Oltretutto LN non ne riceve nulla in cambio da quel potente stato che ne dovrebbe essere beneficiato : il Vaticano.
    Non un prete sposa e saluta le esternazioni pro-cristo re dei vari esponenti leghisti.

    E'evidente poi che tutto quello che tocca LN diventi oggetto demoniaco.
    Difendono i valori cristiani e allora tutti giu'a togliere crocifissi, presepi , babbi natale...
    Non vogliono la Turchia..ed allora tutti a declamare l'importanza della sua entrata...

    Mi sembra che a questo puntio sarebbe meglio che LN smettesse di fare queste battaglie a favore del cattolicesimo...le lasci fare ai preti....e se questi non lo fanno e si lasciano sgozzare dai culoinaria..beh allora c**** loro e delle beghine che li seguono.
    Possibile che Borghezio o Calederoli debbano fare le veci del Santo Papa a difesa della cristianitá?

    Incominciamo a miniaturizzare il nostro laboratorio sperimentale di una comunitá padana.
    Battiamoci sui problemi quali il territorio, l'ímmigrazione, la difesa delle tradizioni che per forza non sono solo ed esclusivamente quelle cristiane

  10. #10
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    Predefinito

    Il leghismo è nato nel Veneto cattolico e si è radicato dove veniva votata la Dc.
    Il nemico è la sinistra ateo comunista e il liberalismo di Forza Italia.
    Non è vero che si è persa l'etnicità. I leghisti hanno una forte identità nazionale veneta, lombarda... La Padania non esiste.
    Il leghismo è tornato alle origini : l'etnonazionalismo.

 

 
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