Bencini: l’11 settembre è alle spalle e Alitalia torna a investire su Milano

La sfida: sistema bagagli più efficiente e compagnie aeree più competitive

MILANO - «L'11 settembre 2001 è, almeno dal nostro punto di vista, finalmente dietro le spalle». Giuseppe Bencini, il presidente degli aeroporti milanesi (Sea), sfoglia le tabelle che ha sul tavolo. Raccontano di un bilancio positivo in termini di passeggeri, nuove tratte, qualità del servizio. Soprattutto, sotto l'albero c’è il regalo più importante: «Alitalia ha ripreso a investire su Milano».

Presidente, alcuni problemi esistono ancora. Pistole che superano i controlli, code al ritiro bagagli...

«Andiamo con ordine. Sui controlli, i sindacati si erano irrigiditi per il nostro provvedimento contro la dipendente che non si è accorta della pistola. Provvedimento pienamente giustificato: gli addetti svolgono turni al monitor di soli venti minuti, proprio perché in quel ruolo è richiesta la massima concentrazione. In generale, è ovvio: le procedure di controllo sono più lunghe che in passato, e difatti abbiamo aumentato sia i macchinari che il personale di assistenza. Ma i controlli vanno fatti».

La lentezza della riconsegna bagagli è il tallone d'achille di Malpensa. Lo avete evidenziato anche voi nella vostra indagine sul gradimento dell'aeroporto.

«È vero. Ma è anche vero che abbiamo investito sul nuovo sistema di riconsegna bagagli 45 milioni di euro, e i frutti già si vedono. La transizione sarà completata entro la prossima estate. Mi consenta anche di ricordare che secondo l'associazione dei vettori, l'Aea, Malpensa è lo scalo in cui si hanno meno disguidi sui bagagli».

Il cda ha dato il via libera: Volare potrà continuare a operare sugli aeroporti Sea. Problema risolto?

«Da parte nostra, come anticipato alla compagnia, c’era la necessità di un passaggio formale, quello avvenuto ieri in consiglio d’amministrazione. Nella sostanza, loro sapevano perfettamente che non avremmo chiesto il sequestro dell’aereo».

Al di là dell’ultimo episodio, Volare era il terzo vettore per Malpensa, il secondo per Linate. Teme contraccolpi sui vostri conti?

«Non credo. Il mio ottimismo nasce dal fatto che il mercato c'è, e cresce. Noi ci auguriamo che Volare torni a lavorare a pieno regime. Ma credo che un eventuale vuoto si riempirebbe rapidamente.

Insomma, la grande paura post 11 settembre è definitivamente alle spalle?

«I numeri ci dicono tra il 1997 e oggi i passeggeri del sistema milanese sono passati da 18 a 28 milioni, il massimo aumento in Europa, a dispetto dell'11 settembre, della Sars, della crisi economica e delle guerre. Solo rispetto al 2003, l'aumento è stato del 15%. Soprattutto, sono aumentate del 20% le destinazioni. Il problema dell'accessibilità di Milano è in deciso miglioramento. Grazie alle 35 nuove compagnie che lavorano nei nostri aeroporti, ma anche ad Alitalia».

Era da tempo che non si sentiva un presidente Sea ringraziare Alitalia. Cosa è cambiato?

«La compagnia ha fatto la sua parte. Tra il novembre 2003 e quello 2004 hanno aumentato i passeggeri del 15%, i movimenti settimanali del 10%, e aggiunto 20 nuove destinazioni, tra cui alcune molto attese. Ad esempio, Shangai».

E l'hangar di Malpensa? Quando entrerà in funzione?

«L’hangar è stata affittato ad Alitalia, con la clausola che vi vengano svolte attività legate allo sviluppo. Credo che diventerà operativo entro la prossima estate. La stessa data d'inaugurazione del nostro nuovo albergo».

Marco Cremonesi
Da corriere.it