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    Predefinito La rivincita di Buttiglione

    Strega cattolica scagionata a pieni voti, ma dopo il rogo

    Bruxelles. Era la principale accusa che la lobby omosessuale aveva rivolto nel settembre scorso contro il candidato italiano a commissario europeo, Rocco Buttiglione.
    Ed è caduta.
    L’Italia cristiana e cattolica non discrimina per ragioni di orientamento sessuale.
    Anzi, è ai primi posti in Europa quanto al rispetto delle normative adottate dall’Unione europea.
    Lo dice la Commissione presieduta da José Manuel Durao Barroso, di cui Buttiglione avrebbe dovuto far parte se non fosse stato per il rogo laicista del Parlamento europeo che ha voluto bruciare la strega cattolica per gli “atti” compiuti, oltre che per le opinioni espresse, durante il suo mandato di ministro italiano delle Politiche comunitarie.

    “Let’s not judge you by words, but by actions”, gli aveva detto Micheal Cashman, eurodeputato laburista britannico, quando il 4 ottobre aveva condotto l’attacco contro Buttiglione nella commissione Libertà pubbliche del Parlamento.

    Tra le “azioni” contestate, l’adozione in Italia su sua proposta del decreto legislativo d’attuazione della direttiva Ue 2000/78 che vieta “le discriminazioni fondate sulla religione o le convinzioni, l’handicap, l’età, l’orientamento sessuale nel settore del lavoro e della formazione professionale”.
    In un lungo dossier preparato da Franco Gottardi, vicepresidente della sezione europea dell’Associazione Internazionale Lesbiche e Gay (Ilga), e inviato agli eurodeputati del centrosinistra europeo, in cima alla lista delle recriminazioni contro il ministro italiano vi era la violazione delle regole europee per l’inserimento di una deroga per “le Forze armate e i servizi di polizia, penitenziari e di soccorso”. “Mentre la direttiva prevede la possibilità di discriminare nelle Forze armate in base a età e handicap, tale possibilità viene ampliata oltre il settore delle Forze armate e viene introdotta la possibilità di discriminare anche in base alla religione, alle convinzioni personali e all’orientamento sessuale”, scriveva Gottardi.
    Gli eurodeputati avevano bocciato Buttiglione, nonostante il suo impegno a “difendere i diritti degli omosessuali sulla stessa base di quelli di tutti i cittadini europei”.

    Germania e Austria alla sbarra
    Lunedì Vladimir Spidla, commissario incaricato del Lavoro e degli Affari sociali ha deciso di portare davanti alla Corte di giustizia di Lussemburgo i paesi che non hanno recepito la suddetta direttiva antidiscriminazioni.
    E, sorpresa – almeno per gli inquisitori di Buttiglione – l’Italia non c’è e non discrimina.
    Spidla si dice “dispiaciuto” di dover procedere contro Austria, Germania, Finlandia, Grecia e Lussemburgo, i cui Parlamenti non hanno ancora adottato leggi adeguate.
    Ma ritiene “molto incoraggiante” che alcuni Stati membri “abbiano compiuto sforzi reali per mettere in opera a tempo una legislazione contro le discriminazioni”.
    In prima fila ci sono Italia, Francia, Spagna e Svezia, che “sono stati i soli paesi ad aver recepito pienamente la direttiva nel loro diritto interno entro il termine previsto del 2 dicembre 2003”, spiegano alla Commissione.
    L’Italia si era adeguata alle normative comunitarie il 9 luglio dello scorso anno con il decreto legislativo n. 216, usato da associazioni di omosessuali ed eurodeputati come oggetto contundente contro Buttiglione, ma che estende effettivamente
    “la parità di trattamento all’assenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta a causa dell’orientamento sessuale”.
    Ma, a scagionare in modo definitivo l’allora e attuale ministro per le Politiche comunitarie è soprattutto l’avverbio “pienamente”:
    “verifichiamo sempre la conformità della legislazione nazionale alle direttive”, dice al Foglio la portavoce del commissario Spidla. Verdetto, “i servizi della Commissione hanno analizzato la normativa italiana” e, nonostante la deroga, “la trasposizione è corretta”.
    Peccato che in questa nemesi dell’Europa sul caso Buttiglione, giustizia non sia fatta.

    Da Il Foglio del 22 dicembre

    ps: giustizia ed onestà politica e morale vorrebbero le scuse “europee” al governo italiano. E allo stesso Buttiglione.
    saluti

  2. #2
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    Predefinito Re: La rivincita di Buttiglione

    In origine postato da mustang
    Strega cattolica scagionata a pieni voti, ma dopo il rogo

    Bruxelles. Era la principale accusa che la lobby omosessuale aveva rivolto nel settembre scorso contro il candidato italiano a commissario europeo, Rocco Buttiglione.
    Ed è caduta.
    L’Italia cristiana e cattolica non discrimina per ragioni di orientamento sessuale.
    Anzi, è ai primi posti in Europa quanto al rispetto delle normative adottate dall’Unione europea.
    Lo dice la Commissione presieduta da José Manuel Durao Barroso, di cui Buttiglione avrebbe dovuto far parte se non fosse stato per il rogo laicista del Parlamento europeo che ha voluto bruciare la strega cattolica per gli “atti” compiuti, oltre che per le opinioni espresse, durante il suo mandato di ministro italiano delle Politiche comunitarie.

    “Let’s not judge you by words, but by actions”, gli aveva detto Micheal Cashman, eurodeputato laburista britannico, quando il 4 ottobre aveva condotto l’attacco contro Buttiglione nella commissione Libertà pubbliche del Parlamento.

    Tra le “azioni” contestate, l’adozione in Italia su sua proposta del decreto legislativo d’attuazione della direttiva Ue 2000/78 che vieta “le discriminazioni fondate sulla religione o le convinzioni, l’handicap, l’età, l’orientamento sessuale nel settore del lavoro e della formazione professionale”.
    In un lungo dossier preparato da Franco Gottardi, vicepresidente della sezione europea dell’Associazione Internazionale Lesbiche e Gay (Ilga), e inviato agli eurodeputati del centrosinistra europeo, in cima alla lista delle recriminazioni contro il ministro italiano vi era la violazione delle regole europee per l’inserimento di una deroga per “le Forze armate e i servizi di polizia, penitenziari e di soccorso”. “Mentre la direttiva prevede la possibilità di discriminare nelle Forze armate in base a età e handicap, tale possibilità viene ampliata oltre il settore delle Forze armate e viene introdotta la possibilità di discriminare anche in base alla religione, alle convinzioni personali e all’orientamento sessuale”, scriveva Gottardi.
    Gli eurodeputati avevano bocciato Buttiglione, nonostante il suo impegno a “difendere i diritti degli omosessuali sulla stessa base di quelli di tutti i cittadini europei”.

    Germania e Austria alla sbarra
    Lunedì Vladimir Spidla, commissario incaricato del Lavoro e degli Affari sociali ha deciso di portare davanti alla Corte di giustizia di Lussemburgo i paesi che non hanno recepito la suddetta direttiva antidiscriminazioni.
    E, sorpresa – almeno per gli inquisitori di Buttiglione – l’Italia non c’è e non discrimina.
    Spidla si dice “dispiaciuto” di dover procedere contro Austria, Germania, Finlandia, Grecia e Lussemburgo, i cui Parlamenti non hanno ancora adottato leggi adeguate.
    Ma ritiene “molto incoraggiante” che alcuni Stati membri “abbiano compiuto sforzi reali per mettere in opera a tempo una legislazione contro le discriminazioni”.
    In prima fila ci sono Italia, Francia, Spagna e Svezia, che “sono stati i soli paesi ad aver recepito pienamente la direttiva nel loro diritto interno entro il termine previsto del 2 dicembre 2003”, spiegano alla Commissione.
    L’Italia si era adeguata alle normative comunitarie il 9 luglio dello scorso anno con il decreto legislativo n. 216, usato da associazioni di omosessuali ed eurodeputati come oggetto contundente contro Buttiglione, ma che estende effettivamente
    “la parità di trattamento all’assenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta a causa dell’orientamento sessuale”.
    Ma, a scagionare in modo definitivo l’allora e attuale ministro per le Politiche comunitarie è soprattutto l’avverbio “pienamente”:
    “verifichiamo sempre la conformità della legislazione nazionale alle direttive”, dice al Foglio la portavoce del commissario Spidla. Verdetto, “i servizi della Commissione hanno analizzato la normativa italiana” e, nonostante la deroga, “la trasposizione è corretta”.
    Peccato che in questa nemesi dell’Europa sul caso Buttiglione, giustizia non sia fatta.

    Da Il Foglio del 22 dicembre

    ps: giustizia ed onestà politica e morale vorrebbero le scuse “europee” al governo italiano. E allo stesso Buttiglione.
    saluti
    ==
    ma quali scuse??
    se proprio il buttilgione in precedenza si era battuto per escludere la non discriminazoni sessuali dal documento???
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 

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