Microsoft, l'Europa impari dagli Usa
Del tutto folle l'idea di "pianificare il mercato"
di Carlo Lottieri
Dopo che a marzo il commissario Monti aveva condannato Microsoft e a dispetto del pagamento della maxi-multa (oltre 400 milioni di euro), il Tribunale del Lussemburgo ha respinto la richiesta di sospensione delle sanzioni avanzata dal colosso informatico. La Microsoft non potrà più regalare Media Player a quanti acquistano Windows, dato che ciò è giudicato lesivo della concorrenza.
Questa decisione conferma come l’Europa sia lontanissima dall’America e assai meno liberale. Mentre negli Usa va prevalendo una atteggiamento attento alle ragioni delle aziende più efficienti, l’Europa continua ad essere dominato da logiche socialisteggianti, in virtù delle quali sarebbe possibile “pianificare” il mercato. L’idea stessa che un’Autorità possa garantire la competizione (con le sue decisioni imposte dall’alto) fa a pugni con la logica e il buon senso. Nel caso specifico, poi, non si capisce cosa vi sia di “criminale” nel fatto che un’impresa cerchi di offrire più prodotti e controllare – con gli strumenti del mercato – settori nuovi e diversi.
In Italia, già negli anni Sessanta Bruno Leoni aveva spiegato la differenza tra i monopoli “legali” e quelli “economici” (che sono tali perché emergono dalle decisioni dei consumatori). In effetti, chiunque può entrare in concorrenza con Microsoft: e molti la fanno con ottimi risultati.
La sentenza di ieri segna quindi un punto di arresto. La nomina di Neelie Kroes all’incarico che era stato di Monti aveva fatto pensare ad un’evoluzione positiva: verso una lettura corretta di ciò che è davvero il mercato. La decisione di ieri riporta tutti sulla terra: anzi, sul suolo europeo. E ci ricorda che nel Vecchio Continente la parola “concorrenza” non evoca un gioco aperto in cui tutti sono liberi di correre e qualcuno può arrivare primo (perché soddisfa meglio i clienti), ma una gara in surplace, in cui è bene che nessuno sia troppo avanti e nessuno troppo indietro.
Nel merito della questione, ad ogni modo, il Tribunale si esprimerà in una data successiva, ancora da stabilire. Da consumatori, c’è da sperare in un’inversione di tendenza.
(da L'Indipendente, 23 dicembre 2004)


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