Chi lo avrebbe mai detto che in questi giorni il maggior sostenitore di Prodi sarebbe stato proprio Silvio Berlusconi? « Dio ce lo conservi e lo abbia in gloria » , ha scherzato il premier alla cena di martedì sera con i deputati azzurri al Chiostro del Bramante.
Ma non solo battute. Ieri Berlusconi è tornato sul tema, pensando bene di dare anche qualche consiglio, di borrelliana memoria, al professore. « Come può fare per superare la fase difficile all’interno della coalizione? Perseverare, perseverare, perseverare » , ha suggerito il Cavaliere.
Che poi scherzando con i dipendenti del partito, durante lo scambio di auguri di Natale ha detto che « le uniche correnti che accettiamo in Forza Italia sono quelle d’aria » .
Insomma, un premier in piena forma che non ha perso neanche l’occasione per concedersi la veste di presidente- postino durante l’inaugurazione dei nuovi uffici di Poste Italiane, nella storica sede di piazza San Silvestro, nel centro storico di Roma.
« Mi sono inviato e ho ricevuto una raccomandata in pochi secondi: questa sì che è una prova di efficienza » .
Cosa si è spedito? Mi sono fatto gli auguri per il prossimo anno » , ha risposto un raggiante Berlusconi che nell’occasione era insieme al sottosegretario Gianni Letta, all’amministratore delegato di Poste, Massimo Sarmi e al ministro delle Telecomunicazioni, Maurizio Gasparri.
Letteralmente assediato dai cronisti, Berlusconi ha risposto alle dichiarazioni del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia.
« Le posizioni espresse dal primo ministro italiano al Consiglio europeo non credo abbiano trovato un seguito » , aveva dichiarato il “ guardiano” del patto di stabilità, in riferimento alle proposte di revisione del patto avanzate da Berlusconi al summit dei capi di Stato e di governo il 17 dicembre.
Secca è arrivata la risposta del presidente del Consiglio: « Io ho sentito altri leader europei e non ritengo che la mia posizione sia isolata » . E comunque « il tetto del 3% del Patto ( il rapporto deficit- pil) non è in discussione » , ha poi aggiunto.
Per il Cavaliere insomma, la sua visione del patto di stabilità non è lontana da quella di Almunia. « Il patto » , ha ribadito uscendo dagli uffici di Poste Italiane, « deve restare, ma si deve intendere in maniera diversa, in funzione dei bilanci, delle spese in conto capitale ( cioè gli investimenti) » . Spese che, per Berlusconi, « non devono essere inserite nel bilancio dell’anno in cui vengono effettuate » .
E sul tema della giustizia? In merito alla riforma, il primo ministro è tornato a ribadire che « avrebbe preferito la separazione delle carriere tra accusatori pubblici e magistrati » .
I cambiamenti che saranno apportati all’ordinamento giudiziario « non mi accontentano perché si tratta di una riforma all’acqua di rose » , ha ribadito. « Del resto, non ho potuto fare altro perché non ho avuto il 51% ma il 19,8% e devo tener conto degli altri partiti » , ha poi c o n c l u s o. La riforma dell’ordinamento giudiziario, infatti, sarà solo ritoccata nei quattro punti censurati dal Presidente della Repubblica.
È questo l’accordo raggiunto ieri dai “ saggi” della Cdl dopo due ore di riunione al ministero di Giustizia. La loro proposta all’Aula verrà formalizzata in commissione Giustizia del Senato, convocata il 27 dicembre. Le altre due ipotesi al vaglio dei “ saggi” erano riscrivere la riforma o, al contrario, lasciarla intatta. « È stata una discussione lunga e complessa » , racconta Antonino Caruso di An, presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, che ha preso parte al summit di via Arenula assieme al Guardasigilli, Roberto Castelli, al sottosegretario Michele Vietti ( Udc) e al responsabile Giustizia di FI, Giuseppe Gargani. « La legge probabilmente è stata scritta in modo poco efficace » , ammette Caruso, « ma la volontà non è mai stata quella di tradire il precetto costituzionale » .

di PIERGIORGIO LIBERATI ROMA su Libero

saluti