i governi di "centro-sinistra'', appoggiati anche dal PRC, vantano, grazie a una politica di "lacrime e sangue'', di aver fatto entrare l'Italia nell'Euro legando e subordinando definitivamente il nostro Paese alla superpotenza imperialista europea. L'annuncio dell'entrata nell'Euro viene dato il 25 marzo '98 e nello stesso giorno, su proposta del governo, la Camera approva con il voto favorevole del PRC il decreto legge che ratifica il Trattato di Amsterdam e il "Patto di stabilità'' in esso contenuto che rende permanenti gli odiosi e antipopolari vincoli di Maastricht.
Di Prodi è stata la privatizzazione della terza e ultima tranche di azioni dell'Ina (21.6.96). A seguire, la terza e ultima tranche dell'Imi. Poi è stata la volta della Stet, con lo scorporo e la vendita della Seat, la società che gestisce le "pagine gialle''. Il PRC prima si dice contrario, poi si allinea alla maggioranza.
A distanza di pochi mesi, il 18 giugno '97, viene approvata la legge Treu, con i voti del PRC, che sulla base del "patto'' sancisce la completa deregolamentazione del "mercato del lavoro'' e la sua progressiva privatizzazione
attacco al diritto di sciopero con l'approvazione definitiva il 4 aprile 2000 di una nuova legge antisciopero nei "servizi pubblici essenziali'', che peggiora quella fascista del 1990. Un'approvazione favorita dalla rinuncia all'ostruzionismo parlamentare da parte del PRC.
C'è poi la disponibilità a intervenire in prima persona nella Zaire in una missione militare invocata dallo stesso PRC.
E l'elenco potrebbe continuare....
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