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Venne verso sera
Guardavamo dalla finestra, là
dove i tigli
si stagliavano neri
nella profondità del cortile.
Sospirammo:
ancora, la neve non veniva,
ed era tempo, ormai,
era tempo...
E la neve venne,
venne verso sera.
Essa
giù dall’alto dei cieli
volava
a seconda del vento
e nel volo
oscillava.
(Evgenij Evtusenko)
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Nubi profonde fluttuano in cielo
Mentre Un uccello solitario vola.
La neve,
algida necessita` invernale,
gli bagna le ali.
La triste marcia contro vento
Dell`uccello continua,
come quella di un pesce
che faticosamente
risale la corrente.
Scompare dalla vista
lentamente, quasi svogliato.
Va da solo,
contro le forze della natura,
Alla ricerca di una improbabile felicita`.
(Mario Muzzi)
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E' scesa la neve
E' scesa la neve,divina creatura,
a visitare la valle.
E' scesa la neve,sposa della stella,
guardiamola cadere:
Dolce! Giunge senza rumore,come gli esseri soavi
che temono di far male.
Così scende la luna,cos' scendono i sogni....
guardiamola scendere.
Pura! Guarda la valle tua,come sta ricamandola
di gelsomino soffice.
Ha così dolci dita,così lievi e sottili,
che sfiorano senza toccare.
(G.Mistral.Opere poetiche)
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Prima neve
Mi leverò al mattino
tra il ridere pacato dei cristalli
di neve.Cadi,cadi,allegra,buona
Prima neve,
Tu sei la prima,sei la prima neve.
I bambini nati in primavera
e gli uccelli non ti conoscevano.
Anch'io sono stupito dal biancore
anch'io stupisco di quest'aria nuova:
nella vecchia città palpita adesso
un che di fresco,come di boschivo.
(B.Sluckij)
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"Questo freddo mi fa proprio bene!", diceva un pupazzo di neve. "È proprio vero che un buon vento pungente fa risuscitare anche i morti! E guarda quel tipo!", diceva, rivolto al sole, che stava tramontando, "Cos'avrà da fissarmi? Beh, non riuscirà a farmi sbattere le palpebre! Continuerò a tenere le tegole aperte, io!"
Diceva così perché i suoi occhi erano fatti con due pezzetti di tegola, mentre la bocca era un vecchio rastrello spuntato: per questo si poteva dire anche che avesse i denti.
Era nato tra gli "Urrà!" di un gruppo di ragazzi: la sua nascita era stata salutata da squilli di campanelli e schiocchi dei frustini da slitta.
Il sole intanto volgeva al tramonto e la luna sorgeva, grande e rotonda nel blu del cielo.
"Eccolo lì che rispunta di nuovo", disse il pupazzo, credendo che si trattasse di nuovo del sole. "Ma almeno gliel'ho fatta perdere, la sua abitudine di fissare! Adesso ha una luce che gli basta appena a guardarmi i piedi. Se soltanto potessi andarmene da un'altra parte! Se potessi muovermi, andrei a scivolare sul ghiaccio come quei ragazzi che ho visto! Ma non so come si fa".
"Bah! Bah!", guaì il vecchio cane alla catena, rauco come al solito: da un pezzo non era più il cucciolo di casa, sempre nascosto sotto la stufa. "T'insegnerà il sole a correre! Come è successo a quello che c'era prima di te, e a quello prima ancora! Bah! Bah! Uno alla volta se ne sono andati tutti".
"Non capisco, amico mio", disse l'uomo di neve. "Quello che sta lì sopra", e indicava la luna, "mi dovrebbe insegnare a correre? È vero che è scappato via quando l'ho guardato dritto negli occhi, ma adesso è spuntato fuori dall'altra parte..."
"Non capisci un bel niente", rispose il cane alla catena. "Anche se bisogna ammettere che sei ancora nuovo nuovo! Quella che tu vedi adesso si chiama luna, quello che se n'è andato era il sole: lui tornerà domani, e vedrai se t'insegnerà a scivolare lungo il fossato. Tra un po' il tempo cambierà, lo so perché la mia zampa sinistra dietro mi dà dei dolori...
"Mah, non capisco proprio", disse il pupazzo. "Non so perché, ma sembra quasi che mi voglia dire qualcosa di spiacevole. Neanche quello di prima, che mi fissava e che si chiama sole, neanche lui deve volermi bene, temo".
"Bah!", abbaiava il cane alla catena, e dopo essersi rigirato per tre volte, si addormentò nella sua cuccia.
..."
Hans Christian Andersen
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Oggi sono stata a sciare nel comprensorio
TreValli, per la prima volta ho fatto quello che in quelle zone da qualche anno chiamano Il percorso dell'amore....
Il percorso dell'amore, lo chiamano così perché alla fine di una giornata di sci tra Moena, passo San Pellegrino, Falcade e Castelir di Bellamonte è facile prendersi una… cotta. E non solamente perché il sole in alto favorisce l'abbronzatura, ma perché il paesaggio è tale da scaldare gli animi a tal punto che… ci si può innamorare.
Da queste parti la parola Amore è come lo ski-pass: apre le porte dell'amicizia, della gioia di vivere e naturalmente delle passioni. Da Falcade grazie a tre veloci seggiovie si può salire ai 2.513 metri di Col Margherita, una terrazza naturale sulle Dolomiti. Di fronte a noi la catena dei Monzoni, la Marmolada, il Monte Pelmo, il Civetta, l'Agner, le Torri del Vajolet ed il gruppo delle Pale di S. Martino. Oltre tre chilometri di pista ci conduce al passo San Pellegrino, da dove si raggiunge il paradiso dello sci riservato alle famiglie, tra la Cima Uomo e Costabella.
ho trascorso una giornata fantastica...son stanca morta, ma ne è valsa la pena, una volta in più ho avuto modo di apprezzare quanto bella sia questa meraviglia della natura che è la neve....peccato solo non soffochi i rumori, oggi ce n'erano decisamente troppi ......
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Fior di neve
Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.
(U.Saba)
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La canzone degli Elfi per Elbereth
Candida-neve ! Candida-neve ! Limpida dama !
Regina al di là dei Mari Occidentali !
Luce per noi che qui girovaghiamo
Ove gli alberi tessono un'oscura trama !
Gilthoniel ! O Elbereth !
Limpidi i tuoi occhi e terso il tuo respiro !
Candida-neve ! Candida-neve ! Noi te decantiamo
In un ermo paese dal Mar molto lontano.
O stelle che durante l'Anno Cupo
Le sue brillanti mani hanno tessuto,
In campi ove l'aria è limpida e lucente
Vi vediamo fiorire pari a boccioli d'argento !
O Elbereth ! Gilthoniel !
Ricordiamo ancora noi che viviamo
In un luogo boscoso da te tanto lontano,
Il tuo chiaror stellare sui Mari Occidentali
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Quando di sera nevica
Quando la sera nevica
ogni suono è ovattato
e il silenzio del mondo
ti giunge inalterato.
E sa,senza guardare,
che deve nevicare§nel buio della sera:
Quando la sera nevica
e tu cammini a caso,
senti l'aria che punge
e ti pizzica il naso,
e ti arrossa i ginocchi:
la neve scende a fiocchi
nel buio della sera.
(K.Jackson)
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