….dell’Anp

Ramallah. Il nuovo leader dell’Olp e candidato alla successione di Yasser Arafat alla guida dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, vincerà le elezioni presidenziali ed è proprio questa certezza che non piace agli altri candidati.
Abd al Sattar Qassem, professore alla facoltà di Scienze politiche all’Università di al Najjah e legato al movimento Hamas, ha infatti rinunciato a continuare la sua campagna elettorale.
“Ci stiamo prendendo in giro? – dice al Qassem al Foglio – Nessuno di noi ha qualche chance di vincere contro Abu Mazen. La stampa palestinese e quella araba parla soltanto di lui, gli altri candidati è come se non esistessero. Queste non sono assolutamente elezioni democratiche”.
Il giornale palestinese al Ayyam, accanto al suo logo, ha sostituito la fotografia dell’ex rais, Yasser Arafat, con quella del leader dell’Olp e tutti i giorni Abu Mazen riceve così la prima pagina del quotidiano.
La stessa cosa avviene con al Hayat al Jadida, il giornale più letto nei territori, dove quotidianamente si elogia l’attività del leader dell’Olp con una sua immancabile fotografia a colori. “Gli Stati Uniti, Israele, lo stesso Hosni Mubarak (presidente egiziano, ndr) parteggiano per Abu Mazen, vogliono la sua vittoria – continua al Qassem – i giochi quindi sono già stati fatti.
Al Jazeera, LBC, al Arabyia parlano solo e soltanto di lui, addirittura al Manar, il canale degli Hezbollah, che dovrebbe essere ideologicamente contro al Fatah, fa campagna elettorale per Abu Mazen”.
Secondo Al Qassem, è quindi del tutto inutile per gli altri candidati continuare quella che lui definisce “una farsa”.
Il professore accusa inoltre i mass media arabi, che, a suo avviso, prendono soldi sotto banco da al Fatah per “lavare il cervello” ai palestinesi e regalare la vittoria all’attuale leader dell’Olp.
“Prima della morte di Arafat, Abu Mazen era visto come un traditore, aveva soltanto il due per cento del consenso tra la popolazione, oggi invece è il loro eroe – dice al Qassem – Israele ha già detto che dopo la vittoria di Abu Mazen, sarà pronto a fare qualche concessione, i palestinesi quindi pensano di poter ottenere una vita migliore. Io però ho già affermato che non riconoscerò il risultato di queste elezioni”.

“Avvelenare le menti”
Un altro ex candidato alle presidenziali, l’avvocato Ghassan Burhum, in una lettera aperta ad al Hayat al Jadida richiedeva ai giornalisti arabi di non “avvelenare le menti dei cittadini”, orientando apertamente il voto verso Abu Mazen, come se fosse l’unico a partecipare alle elezioni del 9 gennaio.
Il direttore di al Hayat al Jadida, Hafez Al Bargouti, vuole invece difendere i mass media arabi da queste accuse.
“Queste sono storie assurde – dice al Foglio al Bargouti – gli altri candidati non hanno nessuna causa, sono in lizza, ma non hanno nessun programma. Secondo loro, su che cosa dovremmo scrivere?”.
Al Bargouti spiega che nessun candidato può pretendere che un giornale scriva su di lui, se la sua attività politica è inesistente. Molti dei candidati chiamano quotidianamente il direttore di al Hayat al Jadida per avere un pezzo su di loro, ma la maggior parte delle volte, spiega al Bargouti, si tratta soltanto di ripicche verso gli avversari, cose che, fra l’altro, non sempre i quotidiani hanno la libertà di pubblicare.
“Vorrei fare l’esempio del mio parente, il candidato Mustafa Bargouti. Noi due non siamo in buoni rapporti, ma nonostante tutto io ho pubblicato qualche articolo sulla sua campagna elettorale – dice il direttore del quotidiano – Bargouti invece per danneggiare il mio giornale, ha scritto su internet che noi facciamo propaganda soltanto per Abu Mazen e non lasciamo spazio agli altri candidati. Lui stesso però in una telefonata, mi aveva detto di smettere di scrivere articoli su di lui, perché non gli piace la nostra linea. Vorrei ricordare, che noi lavoriamo per dare notizie, non per creare un loro spazio pubblicitario personale”.
In un recente editoriale, al Bargouti, sulle pagine del suo giornale, ha spiegato che un ruolo decisivo sullo spazio assegnato a ciascun candidato lo sta giocando la commissione centrale per le elezioni, che ancora non ha spiegato che cosa sia veramente permesso e che cosa sia vietato. Infatti i giornali non hanno ricevuto alcun avviso che obblighi a una qualche forma di par condicio. Recentemente al Ayyam ha pubblicato una lettera aperta di Muhsen Abu Ramadan, ex coordinatore per lo sviluppo umano nella striscia di Gaza, che si appella ai mass media e alle Organizzazioni non governative attive nell’ambito dei diritti umani per imbastire dibattiti politici almeno tra i principali candidati. La sua idea, infatti, è di cercare di creare una dimensione democratica e culturale tanto ambita all’interno della società palestinese.

Anna Barducci su Il Foglio

saluti