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  1. #41
    Simply...cat!
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: per documentarsi fino nei dettagli:

    In Origine Postato da massdestruction
    La continua discesa del dollaro e la scarsa capacità del mercato del lavoro americano di creare nuovi posti di lavoro sono spie dei gravi squilibri su cui galleggia oggi l’economia mondiale. Essi sno anche due facce della stessa medaglia riconducibili a un processo di deloczzazione delle attività produttive verso i paesi a bassi salari che non solo fa crescere il disvanzo commerciale americano, ma soprattutto meno elastico alle variazioni del tasso di cabio. I dati confermano questa tesi: l’esansione dell’economia statunitense in corso da circa tre anni è non solo inferioe
    re alle precedenti fasi di ripresa succedutesi in questo dopoguerra, ma è soprtutto molto meno prolifica in termini di nuovi posti di lavoro (circa 6 milioni in meno) e in temini di aumento dei redditi delle
    famiglie. Ma c’è di più: il contributodel setoreindustriale statunitense è negativo. Infatti in novembre per il terzo mese consecutivo si è ridotta l’occupazione nelesetore
    tmanufatturiero. Laspiegazione di questofenomeno non può essere che la delocalizzazione nei paesi a basi
    salari di gran parte della produzione industriale americana. La conferma viene dal saldo tra le importazioni negli Stati Uniti di prodotti fabbricati da unità produttive localizzate all’estero di aziende americane e le esportazioni di prodotti fabbricati negli Stati Uniti da unità produttive di società straniere. Ebbene, il saldo del 2002’ registra un disavanzo annuo di circa 132 miliardi . Ciò vuol dire che al processo di delocalizzazone all’estero di parte della produzione delle multinazionali americane è da addebitare circa un quarto del disavazo commerciale statunitense. A questa cifra bisogna aggiungere gli acquisti operatidalle società americane di componenti o di prodotti intermedi fabbricati da società esteretutto ciò mette in dubbio la speranza che la ripetizione degli aggiustamenti dei cambi, operata nella seconda metà degli anni Ottanta con il famoso accordo del Plaza, possa contribuire a migliorare il disavanzo estero statunitense. I motivi sono presto detti. Allora il disavanzo statunitense raggiungeva il 3,3de l Pil; oggi si avvicina al 6%. Allora Europa e Giappone registravano una forte crescita e quindi erano stati in grado di assorbire il calo del dollaro; oggi la caduta deI dollaro rischia di mettere a repentaglio una crescita europea e giapponese già molto debole. E, dato che la propensione ad importare è correlata con la crescita, ciò vorrebbe dire che il rallentamento delle loro economie ridurrebbe in gran parte i vantaggi del dollaro debole per l’export americano. Ma c’èun aspetto di cui poco si parla, che mette in dubbio la possibilità di un miglioramento della bilancia commerciale statunitense grazie alla discesa del dollaro. Le importazioni statunitensi superano le esportazioni del 50%. Ciò vuol dire che anche solo per mantenere invariato il deficit commerciale statunitense, le esportazioni americane devono crescere del 50% più delle importazioni. Questo obiettivo è difficile da raggiungere a causa dei cambiamenti strutturali avvenuti nella struttura produttiva americana. Infatti, gli scambi con le unità produttive dislocate all’estero delle multinazionali americane erano fino al 1995 in attivo, mentre oggi sono una delle principali cause del deficit commerciale Tutto ciò fa supporre che il disavanzo commeriale
    ameericano è in gran parte strutturale e che il suo risanamento non può avvenire che attraverso il rimpatrio di parte delle attività produttive trasferite all’estero. Per otenere questo obiettivo, ossia per invertire l’attuale tendenza a spostare le produzioni all’estero, occorre però che il dollaro scenda ancora e che resti
    alungo a livelli molto bassi. Ciò spiega perché alcuni, come un ’ex economista dell’FMI ritengano che il dollaro debba scendere ancora rispetto agli attuali livelli. Una cadutauteriorei comporterebbe conseguenze di non poco conto per l’leconomia mondiale. L’altra via, ossa il risanamento del disavanzo pubblico non piace alle autorità statunitensi, e i problemi della bilancia commerciale dovuti al processo di delocalizzazione., la scarsa prolificità del mercato del lavoro e il disavanzo commerciale americani non sono senza dolori e portano una riflessione sulla economia della globalizzazione nonchè del "liberismo
    Sicuramente il sistema americano è alle prese con la sfida della delocalizzazione di certi lavori nei Paesi emergenti con conseguente ristrutturazione del proprio sistema industriale,e ad un grosso squilibrio nella bilancia commerciale,ma nessuno si illuda: stanno delocalizzando principalmente i lavori che le imprese americane ritengono ormai maturi.
    La ricerca USA,pubblica e privata è ancora fortissima e altamente competitiva,in +,come sempre i grandi investimenti nella ricerca militare daranno come sempre ricadute sul settore civile.
    Riguardo le delocalizzazioni rischia infinitamente di + l'Itaglia.

    •   Alt 

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  2. #42
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    Predefinito South America

    Come si fa' a parlare di sviluppo in sudamerica escludendo di parlare dello stato che ha il piu' alto sviluppo e livello di vita, nonostante in passato sia stasto colpito da una calamita' economica molto forte, chiamata allendite? Fatevi un viaggio in sudamerica e scoprirete che il Cile sorpassa tutti.

    -N-

  3. #43
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: per documentarsi fino nei dettagli:

    In Origine Postato da Dragonball
    La ricerca USA,pubblica e privata è ancora fortissima e altamente competitiva
    FALSO

    io so che l'anno scorso proprio per quanto riguarda la ricerca (il numero di brevetti inventati) gli USA sono statai superati PER LA PRIMA VOLTA dall'asia
    inoltre il ritorno nella madrepatria dei tanti ricercatori che lavorano negli usa di origine cinese(a causa del boom della cina) sta comportando per la prima volta negli usa una fuga di cervelli dagli usa all'estero, e anche questo è un fatto
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  4. #44
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: per documentarsi fino nei dettagli:

    In Origine Postato da thematrix
    FALSO

    io so che l'anno scorso proprio per quanto riguarda la ricerca (il numero di brevetti inventati) gli USA sono statai superati PER LA PRIMA VOLTA dall'asia
    inoltre il ritorno nella madrepatria dei tanti ricercatori che lavorano negli usa di origine cinese(a causa del boom della cina) sta comportando per la prima volta negli usa una fuga di cervelli dagli usa all'estero, e anche questo è un fatto
    mi risulta anche a me ..ma il texano è abituato alle veline delle vacche...

  5. #45
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: per documentarsi fino nei dettagli:

    In Origine Postato da thematrix
    FALSO

    io so che l'anno scorso proprio per quanto riguarda la ricerca (il numero di brevetti inventati) gli USA sono statai superati PER LA PRIMA VOLTA dall'asia
    inoltre il ritorno nella madrepatria dei tanti ricercatori che lavorano negli usa di origine cinese(a causa del boom della cina) sta comportando per la prima volta negli usa una fuga di cervelli dagli usa all'estero, e anche questo è un fatto
    Oh yeah,sure
    La ricerca cinese consiste in una sola parola:COPIARE.

  6. #46
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    Predefinito Re: ..e Cuba?

    In Origine Postato da padus996
    .....e per Cuba, c'è stata crescita?
    No perche' e' sotto embargo e perche' e' retta da un tiranno sionista

  7. #47
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    Predefinito Il grande Chavez

    Si vede che la politica di chavez da i suoi frutti.
    Alla faccia di liberisti,sionisti e merda simile...

  8. #48
    Liberale
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    Predefinito Re: Il grande Chavez

    In Origine Postato da I'm Hate
    Si vede che la politica di chavez da i suoi frutti.
    Alla faccia di liberisti,sionisti e merda simile...
    Ma le hai lette bene le cifre che sono state inserite durante tutta la discussione? Ti è sfuggito sicuramente qualcosa...

  9. #49
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    Predefinito Re: Re: Il grande Chavez

    In Origine Postato da Liberale
    Ma le hai lette bene le cifre che sono state inserite durante tutta la discussione? Ti è sfuggito sicuramente qualcosa...
    Non mi e' sfuggito nulla.
    La politica economica di chavez da i suoi frutti,mentre qui l'economia va a rotoli in venezuela nonostante le ingerenze sioniste e americane,l'economia e' IN CRESCITA.

  10. #50
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    Predefinito Re: South America

    In Origine Postato da nordista
    Come si fa' a parlare di sviluppo in sudamerica escludendo di parlare dello stato che ha il piu' alto sviluppo e livello di vita, nonostante in passato sia stasto colpito da una calamita' economica molto forte, chiamata allendite? Fatevi un viaggio in sudamerica e scoprirete che il Cile sorpassa tutti.

    -N-

    taccio...in nome dei miei maestri cileni che hannoavuto AMMAZZATI come cani la fidanzate e i loro parenti DAGLI ASSASSINI DI PINOCHET CON L?AIUTO DEGLI AMRICANI


    G.O.L.P WE THE TRUST

    non ho altro da aggiungere se non la speranza chelei le sue ricchezze le spenda tutte per la sua salute....siamo tutti mortali....

 

 
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