Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Talking De Mita: L'Alleanza pensa solo ALLE POLTRONE.

    GAD/ DE MITA: L'ALLENZA PENSA SOLO ALLE POLTRONE (CORSERA)
    30/12/2004 - 09:10
    A Prodi chiedo più responsabilità.
    Bisogna discutere programmi

    Roma, 30 dic. (Apcom) - "Stiamo portando avanti una logica poco attenta alle questioni da discutere e molto attenta alle poltrone". Ciriaco de Mita, ex leader e segretario della Dc, non usa mezze frasi per criticare quanto sta avvenendo nell'Alleanza di centrosinistra. Lo fa in una intervista al Corriere della Sera. "(..) Si discute per ore, per giorni, per settimane, di 'chi' deve fare una cosa, mai di come farla o delal cosa in sé".

    "Centrodetra e centrosinistra - osserva De Mita - sono due moribondi che libereranno un'enorme fetta di elettorato, ma nessuno se ne occupa". L'alternativa e il futuro allora sono in una nuova forza di centro? De Mita risponde un po' a sopresa: "Una posizione terza tra i due blocchi non è cosa praticabile. Ma è un errore non rendersi conto che ormai la competizionwe politica è solo contrapposizione di due blocchi".

    Quali chance ha il centrosinistra alle prossime politiche? "Io do per scontata una vittoria del centrosinistra alle politiche - risponde l'ex leader Dc -. Ma per le difficoltà degli altri, non per la nostra abilità".

    "Il problema è cambiare comportamento. Non è che cambiando persona i problemi si dilegueranno. Certo - prosegue - se mi si chiede così va bene? Le rispondo: 'No'. Prodi deve capire che chi è indicato a rappresentare la coalizione ha più responsabilità di quelli che indicano".

    E Mastella? "Mastella ha espresso un disagio ma rimarrà dov'è. (..) Non si può applicare un criterio rigidamente spartitorio e poi dire che è Mastella che vuole le poltrone".
    copyright @ 2004 APCOM

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    Non c'è che dire: "Uniti" nell'Ulivo...

  2. #2
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    Predefinito Re: De Mita: L'Alleanza pensa solo ALLE POLTRONE.

    In origine postato da UgoDePayens
    DE MITA: L'ALLENZA PENSA SOLO ALLE POLTRONE
    E se lo dice lui...

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: De Mita: L'Alleanza pensa solo ALLE POLTRONE.

    In origine postato da ARI6
    E se lo dice lui...
    Infatti...

  4. #4
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    Predefinito

    De Mita da vecchio DC sta solo descrivendo la Realtà dell'Ulivo : molto anti-berlusconismo,molto poltronismo nessuna idea alternativa...peccato che Mastella fa i fatti,o almeno ci prova,e De Mita,oramai,solo le chiacchiere...d'altronde dal Padrino Politico di Prodi cosa vi aspettavate?

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: De Mita: L'Alleanza pensa solo ALLE POLTRONE.

    In origine postato da ARI6
    E se lo dice lui...
    ....AH AH AH AH....De Mita!!!!!!....HI HI HI HI.... La cosa+ divertente e' che ...e' vero. Ma, da queste parti, sembra un fatto talmente ovvio e scontato che solo De Mita potrebbe pensare di "denunciare" questo fatto oggettivo come se fosse una rivelazione "sorprendente" o ..."rilevante"!( .."Il mostro di Scandicci che denuncia i propri figli perche' sono dei ladruncoli, immorali e nullafacenti"..!!!)

  6. #6
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    Predefinito Il buono di Mastella

    Sarà perché è meridionale e ai meridionali, si sa, spesso si accompagna qualche pregiudizio.
    Sarà perché dice che è stato, è e sempre sarà democristiano e il fato ha voluto che della Democrazia Cristiana si siano persi i molti meriti e restino invece solo i pochi demeriti.
    Sarà poi che ha un cognome che rima con pastella e per traslitterazione con pastetta, che ha una bella moglie e il sorriso di chi la vita se la vuole anche godere.
    Fatto sta che ora che è sbottato, ha messo in mora la Gad e si è ripreso “la sua libertà”, si riparla di Clemente Mastella da Ceppaloni, anzi da frazione San Giovanni, come del campione del trasformismo, del Fregoli nazionale.

    Il centro sinistra è diviso.
    Chi vorrebbe sbarazzarsene una volta per tutte, perché soggetto moralmente ambiguo e politicamente inaffidabile.
    Chi invece conta e pensa che il signor 1% sia indispensabile, eccome, alla vittoria.
    E’ probabile che alla fine lo convinceranno a rientrare nei ranghi, pagando un prezzo equo e solidale. Una presidenza di regione, all’occorrenza la Basilicata, oppure una confezione regalo da ritagliarsi nelle cosiddette negoziazioni globali sui futuri parlamentari, assessori regionali, eletti in genere.
    Filetto o frattaglie, la Gad è pronta a pagare pur di riprendere la sua marcia trionfale.

    Quanto al villano taglieggiatore, fa gli auguri a tutti e dice che non c’è fretta, che di politica si potrà riparlare dopo capodanno.
    Entrato nel centro destra e uscito dal centro sinistra, Mastella ha fatto un trasbordo e un periplo.
    A prima vista avrebbe quindi tutte le carte in regola per essere un sorvegliato speciale del bipolarismo. Eppure se la politica italiana fosse un po’ meno peninsulare e i commentatori meno inclini al luogo comune, non lo si vedrebbe come la signorina con il troller sempre pronto ma per quello che è : un politico moderno, un esempio positivo di spirito pubblico meridionale.
    Nel sud del voto di scambio e dell’impronta della criminalità organizzata, dove spesso la politica si riproduce come attività separata e indifferente al contesto di degrado e di disagio materiale, Mastella è una virtuosa eccezione. Non ha estorto consenso popolare appoggiandosi alle cosche e non è nemmeno in odore di corruzione. Nessuno in coscienza può dire che faccia politica per arricchirsi, per una piscina in più.
    Forse non ha il fascino intellettuale o l’eleganza malinconica di un Giacomo Mancini, ma Clemente Mastella è di quella stessa pasta, dei “signori delle terre meridionali”, intimamente convinti che il potere debba anzitutto soddisfare bisogni e aspettative degli elettori, diffondere ragionevole benessere.
    E che da questa funzione, non da altro, nascano la necessità e la legittimità dell’uomo politico.
    E’ una visione della cosa pubblica profondamente diversa da chi fa carriera ricoprendo incarichi sempre più prestigiosi nei grandi partiti e che richiede anche qualità particolari: occorre saper arbitrare più che incantare, saper vendere le realizzazioni e i progressi compiuti più che usare bene del magistero della parola, coltivare infine un sano egoismo contro la mistica dell’interesse generale.
    Dire con aria di superiorità che Mastella è un furbacchione che pensa solo alle poltrone è un po’ scoprire l’acqua calda.
    Ministeri, regioni, collettività locali, persino un ente del turismo sono esattamente gli strumenti per consolidare, accrescere il potere locale e soddisfare un maggior numero di clientele.
    Gli elettori avvertono questa determinazione esclusiva e ovviamente la premiano, si legano al leader con la stessa passione che si porta a una pop star.
    A buon diritto Mastella può vantarsi di non essere in debito con i due poli, di non essere stato eletto da elettori di destra o di sinistra ma dai “suoi” elettori.
    Ed è evidente che questi non lo considerano un trasformista. La coerenza formale di un politico poteva anche essere un valore in un passato in cui ci si schierava secondo dottrina.
    Non oggi, non nelle democrazie consolidate. Dove nei parlamenti si fa lobbyng alla luce del sole, sui singoli problemi si formano maggioranze ad hoc. Ed è normale mettere all’asta il voto per ottenere vantaggi per i propri elettori. Se ci fossero molti Mastella la vita politica italiana forse sarebbe più pragmatica.
    E non correrebbe il rischio di vedere disfare domani dagli uni quello che di buono è stato fatto oggi dagli altri.

    Lanfranco Pace su Il Foglio

    saluti

 

 

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