di Angelo Panebianco-Dall'11 settembre 2001 in poi gli occidentali si dividono in due categorie: quelli che credono che sia in atto uno "scontro di civiltà" e quelli che lo negano.Il politologo Samuel Huntington pubblicò nel 1996 il suo profetico libro, tradotto in tutto il mondo, sullo "scontro fra le civiltà".A quel testo è capitato ciò che capita sempre ai libri che segnano davvero un'epoca: è diventato bersaglio di critiche anche da parte di coloro che non lo hanno mai letto. "Prendere le distanze" dalle tesi di Huntington sullo scontro di civiltà sembra essere, in certi circoli occidentali, una specie di dovere sociale, una premessa che è necessario fare se si vuole parlare "seriamente", poniamo, dei rapporti fra islam e Occidente. Chi officia questo rito, in genere, assume un'aria di sufficienza, come a dire:"Suvvia, siamo troppo intelligenti per cascarci, per prendere per buona una teoria così superficiale". Il guaio però è che, in genere, le cose che vengono dette subito dopo sono raramente così intelligenti come pretendono di essere.
Da oltre un decennio(le tesi del libro del '96 vennero anticipate da Huntington nel 1993 sulla rivista Foreign Affairs) gli argomenti del politologo americano sono discussi da legioni di specialisti ma nessuno è riuscito a dimostrare che Huntington avesse torto.L'idea di Huntington è che la rivalità fra le superpotenze dell'epoca della guerra fredda sia stata sostituita dallo scontro fra le civiltà.I conflitti più devastanti o potenzialmente tali, sono ora quelli fra gruppi appartenenti a culture diverse e, specificamente, a civiltà diverse (essendo le "civiltà" le più ampie entità culturali esistenti)n questi conflitti, la religione svolge un ruolo strategico poichè la diversità religiosa è quella che maggiormente distingue le civiltà.
Un Occidente sulla difensiva dopo cinque secoli di espansione, la rinascita islamica, e la spettacolare crescita economica del mondo asiatico, caratterizzano l'attuale fase storica.Anche se gli sviluppi potranno essere i più diversi, e niente è predeterminato, lo scontro (che non significa necessariamente guerra) fra le civiltà è un fatto, non un'opinione.Sarebbe bene che, prima o poi, molti di coloro che criticano Huntington decidessero anche di leggerlo.
Angelo Panebianco - Corriere Magazine
chissà se in questo forum di "progressisti" a qualcuno fischiano le orecchie ..




n questi conflitti, la religione svolge un ruolo strategico poichè la diversità religiosa è quella che maggiormente distingue le civiltà.
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