Vertice del centrosinistra per le candidature alle Regionali
Il nodo Vendola risolto con le primarie, resta il problema Mastella
Lista unitaria, Prodi sconfitto
"Gli elettori chiedevano altro"
La Fed si presenterà insieme solo nelle regioni dove c'è accordo
Il parlamentare
di Rifondazione Nichi Vendola
ROMA - Niente lista unitaria in tutte le regioni, primarie in Puglia per decidere il nome del candidato di centrosinistra nella sfida al governatore Fitto e un rinvio per quanto riguarda la questione Basilicata e la possibilità di affiancare "liste dei presidenti" a quelle dei partiti.
E' questo in sintesi l'esito del doppio vertice della Fed e della Gad svoltosi oggi a Roma. Una conclusione che da un lato ricompone il conflitto con Bertinotti e dall'altro segna un duro colpo per Prodi, che più di tutti si era speso per ripetere ovunque l'esperimento della lista unica avviato alle europee. "Sulla mancata unità della Federazione dell'Ulivo occorrerà riflettere profondamente sulle responsabilità mie e altrui - ha commentato il Professore lasciando la sede di piazza Santi Apostoli - ed io rifletterò profondamente". "Per l'unità dell'Ulivo - ha aggiunto ricordando la manifestazione in cui esortò il centrosinistra ad essere unito - non era certo questo che ci chiedevano gli elettori di Milano".
"I partiti della federazione dell'Ulivo - aveva spiegato precedentemente Prodi in una nota - hanno convenuto di affidare alle singole realtà regionali sulla base della convenienza elettorale la decisione su come presentarsi agli elettori". L'idea, cara all'ex presidente Ue, di presentare ovunque liste unitarie della federazione "non ha trovato l'accordo di tutti", come ha ammesso senza nascondere tutta la sua amarezza lo stesso Prodi.
Indiscrezioni raccolte ai margini del vertice parlano di un Professore molto contrariato da questa frenata che avrebbe replicato in modo "molto duro" a chi sosteneva le ragioni contrarie alla sua volontà di dar vita ovunque alla lista unitaria. Alla delusione di Prodi fa da contrasto la soddisfazione di Rutelli, che sul tema della lista unitaria in passato aveva sfidato apertamente il leader dell'Ulivo. "Sta andando tutto molto bene", ha commentato il presidente della Margherita, lasciando in anticipo il vertice.
Fallito il primo obiettivo, il vertice ha affrontato l'altro nodo fondamentale: quello delle scelte dei candidati nelle regioni contese. Problema risolto per il caso Puglia. Dopo che Bertinotti aveva minacciato di rompere se non fosse passata la candidatura di Nichi Vendola, la Gad ha stabilito di indire delle primarie accontenando in parte le richieste del Prc. "Siamo molto soddisfatti - ha spiegato Bertinotti - mi sarebbe
piaciuta una candidatura di Nichi Vendola universalmente accettata, ma avere trasformato una difficoltà e un rischio di crisi in un'opportunità che alimenta la pratica democratica attraverso le primarie vere, mi pare un passaggio di grande importanza".
Resta aperta invece la spinosa pratica Mastella. L'Udeur, che reclama la Basilicata, ha disertato l'incontro di piazza Santi Apostoli. Mastella si è limitato ad esporre le sue ragioni a Rutelli nel corso di un faccia a faccia. Il problema della candidatura lucana sarà quindi affrontata nei prossimi giorni.
Nulla di fatto anche sulla scelta del nome da opporre a Formigoni in Lombardia. Dopo le tante ipotesi avanzate in questi mesi dalla Gad (dall'ex ministro Enrico Letta all'imprenditore Riccardo Sarfatti, a Gianni Rivera, Massimo Cacciari, Pietro Giarda, Umberto Veronesi, Barbara Contini, solo per citarne alcuni) ora c'è una candidatura che sembra pesare più delle altre: quella dell'europarlamentare dello Sdi Pia Locatelli.
(20 dicembre 2004)




Rispondi Citando
osi' ragionando si fa proprio lo stesso errore dei partitini settari marx-leninisti o maoisti dell'estrema sinistra .La base sociale non è piu' operaia ma va costruita allargandosi alle altre fasce della popolazione su idde forti:e l'antiberlusconismo non è un'idea forte lo è l'antiamericanismo che va collegato al versante sociale.
