Saluto tutte le persone presenti in questo interessante forum.
Questo è il mio primo intervento, e spero che per voi risulti stimolante come per me lo sono stati gli interventi letti finora.
Mi piacerebbe, col vostro consenso, iniziare con una riflessione su questo topic: se non riscuoterà la vostra adesione, sono sicuro che sarà occasione per rinsaldare i vostri punti di vista.
Se lo scopo di ogni via esoterica è la Congiunzione degli Opposti, ossia l'Unione con Dio attraverso il superamento della Polarità, io vedo nella discriminazione tra ciò che è accettabile come Verità e ciò che non lo è (la cosidetta "paccottiglia new age") un crollo verticale nella Polarità, e quindi nell'errore.
Ma qui qualcuno potrebbe obiettare che senza Polarità, l'esistenza stessa di un Forum - come luogo di incontro-scontro tra opinioni diverse non sarebbe possibile, e allora - da buon Avvocato del Diavolo, andrò a rinforzare la tesi che mi sembra minoritaria, allo scopo di integrare gli Opposti.
Questo è il [mio] pensiero: ogni punto per iniziare la Via è ugualmente valido, in quanto rappresenta solo l'incipit, e non l'intero percorso. Partendo da Rosemary Altea o da Crowley, la qualità del "cammino" dipende dalla qualità del "camminatore". Solo lui è in grado di discriminare la Verità che si attaglia al suo Destino.
Mi sembra perciò inutile guardare con allarmato sospetto o snobistico disprezzo al neospiritualismo.
Se il neospiritualismo mira ad attrarre le Pecore nella propria orbita e a tenerle soggiogate, solo le Pecore subiranno questo Destino, e non coloro che sono destinate a diventare Pastori.
E' quanto più l'iniziato riuscirà ed emergere con le proprie forze e con sicurezza dal quel magmatico calderone di idee, tanto più egli troverà in se stesso la propria guida, e non avrà più bisogno di Maestri infallibili.
Sfuggire indenne - ma arricchito - dall'orbita neospiritualista è un buon metro per valutare la forza dell'Iniziato.





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