http://www.eud.com/2004/12/29/pol_art_29106A.shtml
TOUR PRESIDENZIALE.
Il presidente venezuelano Hugo Chavez con le sue affermazioni si qualifica come il più comunista tra i comunisti.
"Ha affermato d'essere maoista, dimostrando di non sapere ciò che sta succedendo in Cina". Hugo Chavez pensa a Mao Tze Tung, ma questo non ha mai permesso un'economia aperta e nessun rapporto con gli USA.
Per Agustín Blanco Muñoz l'affermazione di Chavez equivale ad una disconessione con l'Occidente.
Non è la prima volta che Chavez si qualifica come maoista, in occasione della sua terza visita in Cina lo ha ribadito sottolineando la sua lotta, nell'ambito della rivoluzione bolivarista, contro l'imperialismo.
Per Agustín Blanco Muñoz, Chávez "non conosce la situazione cinese e parla di un regime oramai sepolto dalla storia. Quando si definisce maoista, deve sapere, che si riferisce ad un periodo della storia cinese oltremodo chiuso. In Cina si cerca di mantenere il carattere socialista della politica di governo ma nello stesso tempo l'economia è sempre più caratterizzata dalle esigenze di mercato". "Il presidente Chavez cerca di comunicare, col suo proclama, che il regime maoista e quello chavista sono uniti nella lotta all'imperialismo, ma questa disposizione d'animo è più di carattere teorico che pratico. Come dice l'ambasciatore Maisto, a Chavez bisogna giudicarlo da ciò che fa piuttosto da ciò che dice. L'antimperialismo di Chavez è più che altro teorico, perchè nella pratica ciò che sta facendo lo lega sempre più agli USA e non è prevedibile nessun cambio politico".
questo è l'articolo di oggi 29.12.2004 e su questo 3d, ieri 28.12.2004, postavo questo:
http://www.politicaonline.net/forum/...0&pagenumber=2
Da notare che è la stessa amministrazione chavista ad aver previsto per il 2005 una crescita inferiore a quella del 2004, nonostante un aumento della produzione petrolifera del 50%. Le spese per la difesa aumenteranno del 40%, quelle per l'educazione scolastica e lo sport del 40%, per le scuole superiori del 50%, per la salute e lo sviluppo sociale del 27%, quelle per il settore agricolo diminuiranno del 53%, quelle per il settore produttivo e commerciale diminuiranno del 18%, sono previste, al contrario del 2004, delle spese per l'economia popolare (tutta da inventare) e per il settore alimentare (in pratica gli aiuti alimentari agli affamati). L'economia venezuela, si comprende anche da questi scarni dati, si indirizza sempre più verso i proventi del settore petrolifero a scapito dei settori produttivi autoctoni. Chavez sta smatellando economicamente i settori tradizionalmente opposti alla sua politica, per far questo prevede anche degli aiuti per i molto probabili licenziati (economia popolare ed alimentazione).
Si è comperato i militari e gli insegnanti, un pò di carità ai poveracci che la sua politica butterà fuori dal mondo del lavoro, giocando sul fatto contabile, cioè tecnico, d'aver costruito un bilancio di previsione per il 2005 sul prezzo del barile di petrolio a 23$, se per il 2005 il prezzo del barile si manterrà sopra i 30$ col cambio reale a Bs 2354 per $, ce la farà a superare indenne il 2005! Col risultato di smantellare, per vendetta, la già scarsa industria locale.
Se non è un piano folle questo, considerato che il Venezuela è in America e non in Asia (con tutto ciò che implica strategicamente), si sta consegnando mani e piedi ai petrolieri.
Poveri venezuelani
P.S.
Il problema è che Chavez, nonostante le sue rodomontate, avrà sempre più bisogno dei petrolieri USA e questi ultimi non avranno più bisogno d'organizzare golpe contro di lui. Sembra un bilancio costruito sulla necessità personale di rimanere a fare il "caudillo" venezuelano per altri 20 anni.
Last edited by Fernando on 28-12-2004 at 189
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