MATRIMONIO D'INTERESSE
di Giuseppe Covre
Inostri vecchi dicevano: <<Moglie e buoi dei paesi tuoi»; ci sarà pur stato un buon motivo. Una moglie <<nostrana» generalmente non creava problemi d'integrazione nella famiglia del marito - spesso numerosa - dove un tempo si accasava. Non ne creava conoscendone usi e regole.
Una volta, se un giovanotto, con il passare degli anni, non riusciva a trovare moglie perché timido, o per scelta, rimaneva celibe con buona pace sua e della famiglia. Oggi non è più così, anche i timidi possono trovar moglie con più facilità, si possono arrangiare... fuori paese. Anche i timidi sono facilitati, se non trovano in loco, salgono in aereo e via.
Se uno, in età non più giovanissima, decide per una sposa esotica, salta sul primo volo per il Sudamerica. Se ha paura dell'aereo e opta per una soluzione più vicina, si rivolge alla ricca offerta del supermarket dell'Est Europa. Succede sempre più spesso che <<signorini attempati» decidono di coronare il sogno d'amore con giovani donne extracomunitarie. Ne sanno qualcosa i sindaci dei nostri Comuni, sempre più frequentemente chiamati a contrattualizzare matrimoni <<atipici».
Queste unioni spesso sottendono a precisi interessi economici, voglia di acquisire diritti civili e legali, con tutti i vantaggi derivanti per le spose di importazione. Normalmente le spose sudamericane, se sono giovani e sposano attempati mariti, spesso badano alla consistenza del conto corrente bancario. Si accontentano di fare una vita meno grama rispetto a quella vissuta in precedenza; ai primi acciacchi di vecchiaia del << nonnino» se ne tornano dove il clima è decisamente migliore...
Altra faccenda per le spose dell'Est-Europa; queste sono spesso guidate da un sano pragmatismo. Di solito, prima di sposarsi, fanno qualche <<visita catastale» per verificare la consistenza patrimoniale del marito. I più graditi sono gli ultrasessantenni con casa propria, podere, conto in banca e la prospettiva di una buona pensione. Non interessa tanto la salute del futuro consorte, anzi.
«Sai», mi raccontava uno di questi arzilli in cerca di moglie, <<ho conosciuto una brava ragazza, esattamente come le nostre, ed è anche molto più giovane, e quando sarò vecchio... un po' di compagnia». <<Certo, può essere, ma intanto mi raccomando, fa la separazione dei beni», gli ho detto; «Eh sì, così non accetta di sposarmi», è stata la risposta.
Andrà a finire che l'amico, fra qualche anno, finirà in casa di soggiorno per anziani, magari a spese del Comune. Perché nel frattempo la sposa avrà provveduto a trasferire tutto il vendibile nella patria di origine. E' già successo. Quanto esposto può essere la punta di un iceberg di un problema sociale prossimo venturo. Non si tratta di mettere in discussione o vietare per legge scelte di assoluta ed intangibile libertà, piuttosto di informare correttamente i prossimi «polli» che non conviene farsi spellare.
Fonte: il mattino (di Padova) venerdì 14 gennaio 2005




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e forse, per l'epoca in cui è nato, i buoi non erano meno importanti della moglie... 