Il pianeta è sconvolto, una sua vasta area è stata messa in ginocchio da un disastro di proporzioni bibliche. Forse non riusciremo mai a sapere l’esatto numero di vittime provocate dal maremoto che ha sconvolto il sudest asiatico che verrà ricordato come uno dei più devastanti di tutti i tempi. Il mare continua a restituire i corpi di migliaia di sventurati, turisti e abitanti del luogo, ricchi e poveri, senza alcuna distinzione. Questo non ha impedito ad alcuni personaggi di continuare la propria azione di propaganda perpetua cogliendo l’occasione per speculare anche su un simile avvenimento. Paolo Cento, dei Verdi, all’indomani della tragedia ha dichiarato: «A più di due giorni dalla tragedia del maremoto, la Farnesina non è in grado di fornire dati certi sulla presenza italiana in quella zona, sui tempi di rientro dei nostri connazionali e, soprattutto, sul numero delle vittime, dei feriti e degli scomparsi»; Giuseppe Fioroni della Margherita ha rincarato: «La Farnesina deve dirci al più presto il numero delle vittime italiane in seguito al maremoto che ha colpito il sudest asiatico. A quando il numero delle vittime italiane in Asia?».
Francamente un così alto livello di meschinità mista a stupidità non l’avevamo ancora mai incontrato. Ma non ci sorprende più di tanto apprendere l’identità degli autori, conoscendo le modeste doti intellettive di simili personaggi. Come può il nostro Governo non aver ancora diffuso i dati ufficiali di questa immane tragedia quando lo scenario che emerge è di devastazione totale, fosse comuni nelle quali sono raccolti i corpi non ancora riconosciuti delle vittime, aree irraggiungibili, governi locali che non riescono nemmeno ad inviare informazioni che siano parzialmente attendibili?
Non ci dobbiamo quindi meravigliare se i sostenitori di questa gente ne hanno approfittato anche per imbastire una polemicuccia su come gli italiani ricchi spendono i loro soldi all’estero provando a creare un’improbabile e inqualificabile nesso con la riduzione delle tasse operata dal Governo Berlusconi nel nostro paese. Insomma, pazzi in libertà in preda a deliranti affermazioni, come quelle che ritengono questa la naturale conseguenza all’arroganza dell’uomo, all’effetto serra: la risposta della natura all’invadenza dell’uomo.
Ma c’è chi fa ancora di meglio, o di peggio a seconda dei punti di vista: il Codacons, puntuale come un orologio svizzero, fa sentire la sua voce anche in questo frangente. Ne avremmo fatto volentieri a meno, soprattutto se questa è servita per chiedere l’intervento della Procura di Roma per aprire le indagini per concorso di omicidio colposo e concorso in strage. I colpevoli? Gli americani, ovviamente, visto che il Centro di allerta maremoti per la regione del Pacifico, subito dopo la scossa del terremoto, aveva previsto le ondate che si sarebbero abbattute sulle coste dell’Asia, ma non è stato in grado di avvertire i paesi interessati a causa dell’assenza di un sistema di comunicazione e allarme.
Ovviamente il Codacons ha preso un’altra delle sue cantonate, attribuendo la responsabilità agli enti specializzati che avevano previsto il maremoto e che avrebbero omesso di avvertire le autorità locali e le popolazioni, quando l’allarme c’è stato ed a lanciarlo, appena 15 minuti dopo il terremoto che ha generato la catastrofe, è stato proprio il Centro di controllo per gli tsunami del Pacifico di Honolulu, diffondendolo a tutti i 26 Paesi membri del sistema internazionale di allarme, tra cui anche Indonesia e Thailandia. Purtroppo ad essere inadeguate sono state le difese dei paesi colpiti e la loro capacità di reazione dinanzi ad un evento che resta comunque drammaticamente imprevedibile e difficilmente limitabile. Ma il Codacons non poteva certo lasciarsi sfuggire l’occasione di perseguire il sogno di una causa planetaria al fine di ottenere il risarcimento dei danni, non solo di natura patrimoniale, subiti da chi è stato coinvolto nell’orribile tragedia.
Dinanzi a simili vaneggiamenti ci resta una grande amarezza nel constatare come anche in occasioni del genere si rinunci all’unica risposta plausibile: il Silenzio!
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