Duello per una ragazza. E la banda uccide
Varese, rissa in piazza tra il gruppo dell’ex fidanzato e la famiglia del nuovo. Dieci persone in manette
DAL NOSTRO INVIATO
CARDANO AL CAMPO (Varese) - Amore, orgoglio, vendetta. Il retroscena di una rissa scoppiata l’altra notte a Cardano al Campo (Varese), che ha provocato la morte di Albino Nisticò, 47 anni, e il ferimento di tre parenti. Dieci i giovani arrestati, tra i 18 e i 23 anni. In cella persino un minorenne, che insieme a tre amici è accusato anche di omicidio.
Una vicenda d’altri tempi, quando principi come onore e reputazione si difendevano addirittura con le armi. In una fredda sera d’Epifania, nell’anno 2005, invece, il copione va in scena in un piccolo centro del Varesotto, vicino all’aeroporto di Malpensa.
Al centro della rissa una ragazza di Gallarate, F. D., cameriera di 18 anni. La sua colpa? Aver lasciato un giovane albanese per fidanzarsi con L., minorenne, pizzaiolo di Cardano. Una libera scelta dettata dai sentimenti, ma non per chi la subisce: Emijlian Plaku, 18 anni, manovale con regolare permesso di soggiorno, in Italia da sette anni. Per lui, invece, essere stato sostituito resta solo un affronto. Così mette in atto una serie di comportamenti che per la cameriera e per il nuovo boy-friend hanno l’effetto di un interminabile tormento. Telefonate, pedinamenti, messaggini. Di minacce, avvertimenti, richieste di incontro. L’albanese dichiarerà poi ai carabinieri di Varese di non sopportare che il pizzaiolo andasse in giro a raccontare che gli aveva soffiato la ragazza. «La situazione va chiarita - avrebbe detto al giovane di Cardano - vediamoci stasera in piazza del mercato». Intanto a casa Nisticò la preoccupazione è forte. Sono mesi che L. viene minacciato. La madre Antonella fa rientrare dalla montagna anche il figlio Ottavio: «Torna a casa, tuo fratello è in pericolo». Il 6 gennaio Ottavio rientra. Verso le 17 L. riceve un sms: «Stasera ti ammazzo»: l’ultimo ricordo della madre prima della tragedia. Subito vengono avvertiti i carabinieri. Ma per un luogo e un orario diversi. Alle 22, invece, L. va all’appuntamento. E non è solo. Lo accompagnano papà Spartaco, lo zio Albino e il fratello Ottavio. Con loro anche un gruppo di amici. Puntuali si presentano anche Emijlian e la sua banda. Tre auto, dieci amici: operai, muratori, apprendisti, magazzinieri, provenienti per lo più dalla vicina Gallarate. Reclutati dall’albanese tramite sms: «Venite a Cardano, ci sarà una rissa». E lo prendono alla lettera. Obbedienti brandiscono spranghe, catene, un coltello a serramanico e un cacciavite. Ed è subito rissa. In pochi istanti la famiglia Nisticò viene aggredita, accoltellata, messa in ginocchio, senza possibilità di difendersi. Quando il sangue macchia l’asfalto del desolato piazzale vicino alla Posta, gli aggressori si danno alla fuga. E qualcuno avverte i carabinieri. Albino Nisticò muore per le gravi ferite. A Spartaco viene tolta la milza e resta in ospedale con prognosi riservata. Ottavio ha un taglio a una mano; L. sulla schiena.
Ora mamma Antonella non smette di piangere. Per lei l’incubo sembra appena iniziato: «Ho paura per i miei ragazzi. Ho paura che facciano qualche pazzia o, peggio ancora, che quei delinquenti tornino a cercarli».
Intanto l’inchiesta della Procura di Busto Arsizio non si ferma. Si indaga sui giovani arrestati, alcuni con precedenti penali di poco conto. Una banda affiatata, dicono i carabinieri di Varese, di quelle che cercano ogni pretesto per litigare. Come una storia d’amore finita male.
(ha collaborato
Claudio Del Frate)
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e poi qualche cretino ci viene a rimarcare che Sondrio è la prima città x delinquenza......per forza siamo pieni tra allogeni e terroni![]()
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