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    Predefinito Veneto:in vista delle regionali,inizia il balletto delle dichiarazioni roboanti

    GIAN PAOLO GOBBO, SEGRETARIO DELLA LIGA VENETA, IN VISTA DELLA SCELTA DEL CANDIDATO CDL
    «VENETO, PER IL VOTO ALLE REGIONALI UN PRESIDENTE PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO»


    Igor Iezzi
    --------------------------------------------------------------------------------
    I presidenti delle Regioni del Nord non dovranno essere schiavi di Roma. I militanti della Lega e i cittadini della Padania vogliono che le prossime legislature regionali siano caratterizzate da un vero cambiamento. Il popolo della Padania si aspetta la libertà e l’indipendenza della propria terra dalla “capitale “ di uno Stato che oramai è visto come lontano e sfruttatore delle enormi potenzialità del Nord. E ripone nella Lega Nord gli ultimi barlumi di fiducia. Istanze che la Lega Nord-Liga Veneta ha raccolto ieri un una riunione del proprio Stato Maggiore mettendo duri paletti alla CdL per trovare un accordo sul candidato presidente.
    «L’ottenimento della libertà, dell’autonomia e dell’indipendenza del popolo veneto» sono le esigenze che la Lega Nord chiede siano messe a fondamento della futura amministrazione regionale. Paletti che Giampaolo Gobbo, segretario nazionale della Liga Veneta e neo-nominato sottosegretario alle Riforme, ha voluto ribadire per avere la certezza che il futuro presidente della Regione, in caso di vittoria della CdL, non si accontenti dell’ordinaria amministrazione, ma si impegni profondamente per concretizzare quel cambiamento dello Stato che si sta realizzando a Roma. «Abbiamo voluto mettere alcuni paletti al candidato presidente della CdL» ha affermato Gobbo, confermando quanto la Lega sia disinteressata alle poltrone e concentrata sui reali benefici che potrebbero ricadere sui cittadini al compimento del Federalismo.
    Segretario Gobbo, cosa chiedete al futuro governatore veneto della CdL?
    «La segreteria politica della Lega Nord-Liga Veneta Padania, dando voce alle pressanti istanze dei militanti e dei cittadini veneti, eredi della plurisecolare storia della Serenissima Repubblica, chiede al candidato alla presidenza della Regione della CdL di porre come primaria esigenza e come punto fondamentale della futura azione politico-amministrativa regionale l’ottenimento della libertà, dell’autonomia e dell’indipendenza del popolo veneto».
    Attraverso quali strumenti?
    «Ovviamente attraverso tutti i mezzi possibili. La Padania pretende la Libertà, il Veneto vuole essere indipendente».
    Sembrava che fosse già raggiunto l’accordo sulla ricandidatura di Galan. Perché questa precisazione?
    «Noi non vogliamo come Presidente uno schiavo di Roma. Questi concetti devono essere fermi e affermati con maggiore incisività. Chi presiederà la Regione avrà il compito di portare a termine effettivamente il lavoro che si sta facendo, come Lega e come CdL, sulle riforme. Una volta eletti non ci si deve dimenticare che siamo qui per portare a termine il cambiamento di questo Stato. E le regioni sono la base fondamentale per ottenere quel cambiamento che porti all’indipendenza dei popoli».
    Ma i paletti messi nascondono dei dubbi sulla persona di Galan?
    «La nostra precisazione nasce dalla sicurezza che la CdL porterà avanti il cambiamento e noi siamo lì a garantire questo. Ma anche per ricordare che questo cambiamento deve essere concreto e non sempre e solo in fieri. Ripeto: in Veneto non vogliamo servi di Roma».
    Nei giorni scorsi Calderoli aveva annunciato un accordo nella CdL secondo il quale alla Lega sarebbero spettati gli assessorati relativi alle materie devolute.
    «Questo è un altro discorso. Però ricordiamoci che è sempre il presidente della giunta che deve dare l’input per il cambiamento. Questo deve essere chiaro al candidato presidente della Cdl. Noi lavoriamo per questo e per il cambiamento. Quello che ci interessa è l’indipendenza, l’autonomia e l’autogoverno del popolo».
    Ma sulla questione degli assessori, in Veneto è già cominciata una discussione all’interno della maggioranza?
    «Di questo non ne abbiamo ancora parlato e non abbiamo definito nulla. Anche perché la questione sarà definita a livello “nazionale”, per tutte le regioni del Nord. Saranno Calderoli e Bossi a definirle. Noi intanto poniamo questi paletti affinché tutti si ricordino che stiamo lavorando per l’autonomia e l’indipendenza del popolo veneto».
    Lei, adesso che è più vicino a Palazzo Chigi, ha già avuto modo di parlarne con Berlusconi?
    «No, finora no. Non abbiamo avuto ancora modo di parlarne approfonditamente».
    La Liga Veneta pone i suoi paletti. Non si corre il pericolo di ulteriori tensioni all’interno della CdL che facciano saltare gli accordi sugli assessorati?
    «Noi poniamo una questione di contenuti. Noi vogliamo il cambiamento e l’indipendenza».
    IGOR IEZZI
    --------------------------------------------------------------------------------

    [Data pubblicazione: 04/01/2005]


    Chissà perchè in vista di ogni elezione,iniziano a comparire improbabili dichiarazioni indipendentiste che una volta svolte le elezioni vengono regolarmente accantonate.

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  2. #2
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    Predefinito

    In verita', se leggete con regolarita' un certo quotidiano
    vi sarete resi conto che la passarella di certi politici
    veneti e' cominciata da un bel po'.
    Tanto per tagliare la testa al toro vi dico che ho
    stima per Manzato e Caner, no comment, per ora,
    riguardo agli altri.

  3. #3
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    Predefinito

    La solita prosopopea rifilata al popolo Leghista.Non parliamo poi dei posti di potere che a furor di popolo nessuno vuole, ma che nella realtà tutti cercano.Sul pezzo a firma di Igor Iezzi, si evince una sequela di distinguo firgolettati sulle caratteristiche del candidato presidente.In sostanza è ben affermato che non dovrà essere schiavo di roma, e che i paletti sono stati messi.
    Intanto sarebbe bene precisare al sig.Gobbo alias sottosegretario alle riforme.alias segretario nazionale lega nord liga veneta,alias sindaco di treviso,che innanzitutto l'attuale presidente Galan è schiavo di forza italia.Che nessuna decisione importante di governo regionale, è stata presa senza il preventivo permesso del suo partito.Come è bene precisare che in dieci anni di mandato,non ha accolto nessuna istanza dei Veneti in materia autonomista ed indipendentista.Di più,è attualmente l'unico presidente di regione ad aver tagliato e chiuso gli ospedali.E' l'unico presidente a non essere stato capace ad approvare la nuova carta costituzionale veneta.Non parliamo poi della famosa bozza di statuto a sua firma ove all'art.16 comma 5 è riuscito a scrivere:" Il riparto della podestà finanziaria tra regione e stato è stabilito in una apposita legge statale di contrattazione finanziaria,che vale per lo specifico arco di tempo da essa determinato"
    Praticamente si dice che dei soldi dei Veneti decide lo stato.Il sig. Gobbo invece di continuare a sparare cazzate e prosecchi,meglio farebbe a dire che Galan non è il candidato ideale.Si sa però come al solito, che non si possono rompere gli equlibri politi nazionali,bensi si può rompere ancora i coglioni a tutto il popolo Veneto con queste balle.

  4. #4
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    Predefinito Re: Veneto:in vista delle regionali,inizia il balletto delle dichiarazioni roboanti

    In origine postato da Dragonball
    GIAN PAOLO GOBBO, SEGRETARIO DELLA LIGA VENETA, IN VISTA DELLA SCELTA DEL CANDIDATO CDL
    «VENETO, PER IL VOTO ALLE REGIONALI UN PRESIDENTE PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO»


    Igor Iezzi
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    I presidenti delle Regioni del Nord non dovranno essere schiavi di Roma. I militanti della Lega e i cittadini della Padania vogliono che le prossime legislature regionali siano caratterizzate da un vero cambiamento. Il popolo della Padania si aspetta la libertà e l’indipendenza della propria terra dalla “capitale “ di uno Stato che oramai è visto come lontano e sfruttatore delle enormi potenzialità del Nord. E ripone nella Lega Nord gli ultimi barlumi di fiducia. Istanze che la Lega Nord-Liga Veneta ha raccolto ieri un una riunione del proprio Stato Maggiore mettendo duri paletti alla CdL per trovare un accordo sul candidato presidente.
    «L’ottenimento della libertà, dell’autonomia e dell’indipendenza del popolo veneto» sono le esigenze che la Lega Nord chiede siano messe a fondamento della futura amministrazione regionale. Paletti che Giampaolo Gobbo, segretario nazionale della Liga Veneta e neo-nominato sottosegretario alle Riforme, ha voluto ribadire per avere la certezza che il futuro presidente della Regione, in caso di vittoria della CdL, non si accontenti dell’ordinaria amministrazione, ma si impegni profondamente per concretizzare quel cambiamento dello Stato che si sta realizzando a Roma. «Abbiamo voluto mettere alcuni paletti al candidato presidente della CdL» ha affermato Gobbo, confermando quanto la Lega sia disinteressata alle poltrone e concentrata sui reali benefici che potrebbero ricadere sui cittadini al compimento del Federalismo.
    Segretario Gobbo, cosa chiedete al futuro governatore veneto della CdL?
    «La segreteria politica della Lega Nord-Liga Veneta Padania, dando voce alle pressanti istanze dei militanti e dei cittadini veneti, eredi della plurisecolare storia della Serenissima Repubblica, chiede al candidato alla presidenza della Regione della CdL di porre come primaria esigenza e come punto fondamentale della futura azione politico-amministrativa regionale l’ottenimento della libertà, dell’autonomia e dell’indipendenza del popolo veneto».
    Attraverso quali strumenti?
    «Ovviamente attraverso tutti i mezzi possibili. La Padania pretende la Libertà, il Veneto vuole essere indipendente».
    Sembrava che fosse già raggiunto l’accordo sulla ricandidatura di Galan. Perché questa precisazione?
    «Noi non vogliamo come Presidente uno schiavo di Roma. Questi concetti devono essere fermi e affermati con maggiore incisività. Chi presiederà la Regione avrà il compito di portare a termine effettivamente il lavoro che si sta facendo, come Lega e come CdL, sulle riforme. Una volta eletti non ci si deve dimenticare che siamo qui per portare a termine il cambiamento di questo Stato. E le regioni sono la base fondamentale per ottenere quel cambiamento che porti all’indipendenza dei popoli».
    Ma i paletti messi nascondono dei dubbi sulla persona di Galan?
    «La nostra precisazione nasce dalla sicurezza che la CdL porterà avanti il cambiamento e noi siamo lì a garantire questo. Ma anche per ricordare che questo cambiamento deve essere concreto e non sempre e solo in fieri. Ripeto: in Veneto non vogliamo servi di Roma».
    Nei giorni scorsi Calderoli aveva annunciato un accordo nella CdL secondo il quale alla Lega sarebbero spettati gli assessorati relativi alle materie devolute.
    «Questo è un altro discorso. Però ricordiamoci che è sempre il presidente della giunta che deve dare l’input per il cambiamento. Questo deve essere chiaro al candidato presidente della Cdl. Noi lavoriamo per questo e per il cambiamento. Quello che ci interessa è l’indipendenza, l’autonomia e l’autogoverno del popolo».
    Ma sulla questione degli assessori, in Veneto è già cominciata una discussione all’interno della maggioranza?
    «Di questo non ne abbiamo ancora parlato e non abbiamo definito nulla. Anche perché la questione sarà definita a livello “nazionale”, per tutte le regioni del Nord. Saranno Calderoli e Bossi a definirle. Noi intanto poniamo questi paletti affinché tutti si ricordino che stiamo lavorando per l’autonomia e l’indipendenza del popolo veneto».
    Lei, adesso che è più vicino a Palazzo Chigi, ha già avuto modo di parlarne con Berlusconi?
    «No, finora no. Non abbiamo avuto ancora modo di parlarne approfonditamente».
    La Liga Veneta pone i suoi paletti. Non si corre il pericolo di ulteriori tensioni all’interno della CdL che facciano saltare gli accordi sugli assessorati?
    «Noi poniamo una questione di contenuti. Noi vogliamo il cambiamento e l’indipendenza».
    IGOR IEZZI
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    [Data pubblicazione: 04/01/2005]


    Chissà perchè in vista di ogni elezione,iniziano a comparire improbabili dichiarazioni indipendentiste che una volta svolte le elezioni vengono regolarmente accantonate.

    TI RICORDI QUESTA INTERVISTA PUBBLICATA SULLA PRAVDANIA?
    Agosto 1999


    Avendo detto "nessun accordo con Forza Italia", ma
    chi non gli aveva creduto ha ora ricevuto un sonoro ceffone
    Gobbo: "La giusta fine: essere assorbiti dal Polo"

    di Alberto Grandis

    "La loro fine natuarale é quella di essere assorbiti da Forza Italia o, comunque, dal Polo". Gian Paolo Gobbo, segretario nazionale della Liga Veneta e consigliere regionale del Carroccio, non ha dubbi. I comportamenti e le strategie politiche dei comenciniani sono ormai chiare "Ma noi abbiamo sempre avuto le idee chiare a tal proposito - sottolinea Gian Paolo Gobbo - Il loro fine ultimo é quello di riuscire a mantenere un qualche posto e la strada più semplice da percorrere é quella dell’accordo con Galan per le regionali del Duemila. In fin dei conti - continua il segretario nazionale della Liga Veneta - anche qualcuno di quelli che ha seguito Comencini ha iniziato a denunciare pubblicamente quali sono le reali ambizioni".E così da casa dei veneti, il tutto sembra ormai ridursi a disperato tentativo di non trovarsi soli alla deriva."Il risultato delle ultime elezioni europee non ha fatto altro che accentuare questo desiderio di alleanza. Con una percentuale bassa come quella ottenuta dai comenciniani riesce difficile pensare a qualcosa di diverso che non sia la semplice ricerca di una singola poltrona".Gian Paolo Gobbo dunque é pronto a scommettere: l’alleanza Comencini-Galan andrà in porto con buona pace delle promesse e delle dichiarazioni ufficiali. In fin dei conti lo stesso Gian Paolo Gobbo ha potuto assistere in consiglio regionale alla nascita ed allo sviluppo del flirt. "Quanto accaduto al momento dell’approvazione del bilancio la dice lunga". E quanto accaduto è semplice. Il gruppo comenciniano si è astenuto. "Non è cosa da poco - sottolinea il segretario nazionale della Liga Veneta - In altre occasioni la giunta era stata attaccata, ma si trattava di argomenti marginali, capaci di attirare solo qualche titolo sui giornali ma nulla più. Il bilancio, al contrario, è materia ben più seria e concreta sulla qale si possono misurare le intenzioni dei gruppi politici. Credo che l’astensione decisa dal gruppo dei comenciniani sia da intendere come suggello della futura alleanza elettorale". L’alleanza fa paura? "E di cosa? - replica subito Gian Paolo Gobbo - Gli elettori avranno davanti ai loro occhi la verità. Per qualche mese si sono sentiti raccontare che c’era qualcuno disposto a liberare il Veneto. Domani vedranno quella stessa persona essere alleata di un partito che si chiama Forza Italia. Ho qualche dubbio - conclude Gian Paolo Gobbo - sul fatto che riescano a convincere i cittadini di poter liberare il Veneto seguendo questa strategia".

 

 

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