Via libera del Cdm alla riforma dell'università della Gelmini. Ecco i punti
Via libera del Cdm alla riforma dell'università della Gelmini. Ecco i punti | l'Occidentale
Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge per la riforma universitaria presentato in forma di Ddl dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. La riunione è stata presieduta da Altero Matteoli (in virtù dell'anzianità) per l'indisposizione del premier Silvio Berlusconi, bloccato a Milano dalla scarlattina. A palazzo Chigi è presente il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Al centro della modifica, il principio secondo cui l'autonomia degli atenei deve essere coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica e didattica in virtù di una nuova ripartizione dei fondi ministeriali per sovvenzionare gli atenei che mette fine ai finanziamenti a pioggia. In altre parole, se le università italiane non otterranno buoni risultati i finanziamenti verranno ridotti. Al contrario, per gli atenei che chiuderanno i bilanci in rosso si prospetta il blocco dei contributi ma anche delle assunzioni di nuovi docenti e ricercatori. D'ora in poi, quindi, qualità della ricerca e dell'insegnamento e meritocrazia saranno le parole d'ordine.
Il ministro Gelmini ha tenuto a sottolineare che il ddl "è il frutto di un lavoro di forte collaborazione con i ministri Tremonti e Meloni" ed ha aggiunto che il provvedimento varato oggi dal Consiglio dei ministri "che ha ricevuto una forte attenzione da parte del premier Berlusconi, arriva dopo una lunga gestazione e periodi di concertazione con tutto il sistema universitario". Per la Gelmini, si tratta di un provvedimento corposo e organico "che punta ad affrontare in maniera seria e coraggiosa i problemi che esistono all'interno dell'università nell'ottica di ridare maggiore peso e autorevolezza ad un'istituzione fondamentale per il nostro Paese, rendendola protagonista anche come risposta alla crisi".
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha poi annunciato che questa riforma avrà priorità nell'utilizzo delle risorse derivanti dallo scudo fiscale (il cosiddetto rimpatrio dei capitali alla riforma dell'università) e che i finanziamenti arriveranno solo con la finanziaria. "Dal negativo dell'esportazione dei capitali - sottolinea il responsabile di via XX settembre - al positivo dell'investimento sul futuro".
Non sono passate neanche due ore dalla presentazione delle linee del Ddl sulla riforma dell'università che l'Unione degli studenti e il Coordinamento universitario Link hanno subito organizzato una protesta in otto città diverse d'Italia (Torino, Genova, Siena, Roma, Napoli, Lecce, Taranto e Bari). Studenti di scuola e università metteranno in atto presidi permanenti dal pomeriggio fino a notte fonda davanti le prefetture per "lanciare delle rivendicazioni chiare al Governo Berlusconi e al ministro Gelmini".
I collettivi hanno annunciato un "rapimento simbolico" del ministro Gelmini e chiedono principalmente "il ritiro dei tagli su scuola, università, ricerca, una costruzione di un modello diverso di didattica e di apprendimento che sia discusso ed elaborato con gli studenti, un sistema di welfare che permetta agli studenti medi, agli universitari, ai dottorandi e agli studenti delle accademie di poter accedere liberamente ai canali del sapere, investimenti cospicui sulle politiche di diritto allo studio, dalla gratuità dei trasporti, alla fornitura gratuita dei libri di testo, a borse di studio garantite agli studenti meno abbienti, ad agevolazioni sull'acquisto di materiale e iniziative culturali e di formazione".




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è molto interessante la questione della ricerca e dunque del 3+3!