Sabato 18 Dicembre la Provincia di Crotone ha deciso di assegnare il premio per la letteratura "Provincia di Crotone" ad Adraino Sofri, ex leader di lotta continua ed attualemnte in carcere per scontare 22 anni di pena per l'omicidio del commisario Luigi Calabresi.
Alla notizia il Circolo "Terra di Mezzo" dell'Associazione Culturale AREA di Crotone e la Federazione Provinciale di Forza Nuova Crotone hanno organizzato una conferenza stampa.
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Ecco il testo distribuito dopo la conferenza stampa ai giornali:
Si è svolta in data 20 Dicembre 2004, in una sala presso Piazza Castello, una conferenza stampa organizzata unitariamente dalla Federazione Provinciale di Forza Nuova Crotone e il Circolo “Terra di Mezzo” dell’Associazione Culturale Area di Crotone.
Oggetto della conferenza stampa è stata la protesta sollevata dalle due sigle in questione relative alla decisione da parte della Provincia di Crotone di assegnare il premio letterario “Provincia di Crotone” ad Adriano Sofri, ex leader di Lotta Continua e attualmente in carcere per scontare 22 anni di pena definitiva per l’omicidio del Commissario Luigi Calabresi.
Durante la conferenza stampa, i relatori, Davide Pirillo e Daniele Caroleo, hanno dichiarato che in data 22 Dicembre, alle ore 10.30, si svolgerà una manifestazione di protesta nei pressi del palazzo della Provincia di Crotone.
“Aver appreso – dichiara Daniele Caroleo, Presidente del Circolo “Terra di Mezzo” dell’Associazione Culturale Area – che la Provincia di Crotone aveva deciso di assegnare un premio per la letteratura ad un ex leader di un movimento extraparlamentare di sinistra ci ha colto notevolmente di sorpresa e ci ha lasciato praticamente di stucco. Non possiamo accettare che il nome di una gloriosa città come la nostra venga infangato con una decisione così altamente impopolare. Sofri è stato condannato già in terzo grado: di conseguenza è un criminale riconosciuto a tutti gli effetti. Assegnargli un premio del genere equivarrebbe a legittimare le azioni di un qualsiasi delinquente comune, e noi non possiamo accettarlo.”
“Questa decisione da parte della Provincia – dichiara Davide Pirillo, Segretario Provinciale di Forza Nuova – non ha nulla a che vedere con un premio letterario in quanto Sofri è un terrorista e non uno scrittore. A mio modesto parere la Provincia di Crotone si è allineato alla tendenza dei gruppi di pressione nazionale, che con una già collaudata tecnica mediatica, vogliono riqualificare la figura di Sofri per poter chiedere la grazia. Già in passato abbiamo potuto assistere a questa dinamica per portare alla grazia personaggi del calibro di Valpreda.”
“Tutto questo – continua Caroleo – non fa altro che denotare che la Provincia in questo momento è praticamente alla frutta, se decide di attirare l’attenzione su di se assegnando, in maniera provocatoria, questo premio a Sofri, sperperando i soldi dei contribuenti. Vogliamo comunque sperare, anche se ci crediamo poco, che Iritale e la sua Giunta abbiano agito in buona fede e per questo motivo chiediamo alla stessa Provincia di organizzare, nei prossimi mesi, una sorta di convegno per spiegare ai cittadini che cosa hanno realmente rappresentato per la storia della nostra amata Italia gli anni di piombo. Loro potranno portare le testimonianze dei personaggi che hanno vissuto quegli anni e che si rifanno alla loro ideologia politica, come lo stesso Sofri, e noi potremmo portare le testimonianze dei personaggi che si rifanno al nostro filone culturale e politico, come Marcello De Angelis o Roberto Fiore, che almeno, a differenza di Sofri, qualche libro lo hanno scritto.”
“Voglio chiudere – conclude Pirillo – chiedendo scusa come crotonese, alla famiglia del commissario Luigi Calabresi, dicendogli che Crotone non è la città della facile riqualificazione dei delinquenti, ma una città della vera cultura: quella ultramillenaria, che va da Pitagora fino ai giorni nostri. La mia memoria storica non può non fermarsi al ricordo dei militanti della nostra area politica uccisi per mano di gruppi extraparlamentari, tipo Lotta Continua. Questi giovani, tantissimi, additati come Fascisti ma paradossalmente nemmeno nati nel ventennio, venivano puniti in nome del comunismo e di un antifascismo senza ragione di esistenza, giovani colpevoli di pensare controtendenza negli anni in cui: ‘uccidere un fascista non è reato’.”




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