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Referendum/Governo, Capezzone: e i "laici", i "liberali" della Cdl che fanno? Si lamentano e basta?
Assumeranno qualche iniziativa? E da sinistra? Un altro lancio di treppiedi o qualcosa di più serio? Per ora neanche Dal Bosco si fa vivo da Mantova...
Roma, 5 gennaio 2005
• Dichiarazione di Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani
Dunque, abbiamo oggi dato la notizia (che nessuno mostrava di conoscere, fino a quel momento) della costituzione in giudizio del Governo contro i referendum dinanzi alla Corte Costituzionale.
Come abbiamo subito sottolineato, la legge consente questa scelta, che però non veniva adottata dal 1993, quando il Governo ritenne (sciaguratamente per sé, in primo luogo) di schierare l'Avvocatura dello Stato contro i referendum elettorali.
Ma ora che conseguenze se ne traggono?
I "laici", i "liberali" della Cdl, oltre a "deprecare", a "dispiacersi", a "rammaricarsi", che faranno? Ne trarranno qualche conseguenza politica? Oppure, rispetto a Berlusconi, ci si muove solo per avere un viceministro o un paio di sottosegretari in più? Questa estate, quando si trattò di battagliare per raccogliere le firme, tanti "laici" e "liberali" oggi nella Cdl, al massimo, se ne stavano in vacanza. E adesso? Pure (a parte le solite dichiarazioni di circostanza)!
E da sinistra? Ci si limiterà a qualche altro lancio di treppiedi? O si immaginerà qualcosa di più serio? Per ora, non è intervenuto, da Mantova, neanche il giovane Dal Bosco...
Ancora una volta, constatiamo (senza nessuna soddisfazione) che tocca ai radicali difendere (non solo a parole, ma anche con quella cosa strana e straniera che è la "lotta politica") le ragioni e le speranze di libertà della maggioranza degli elettori del Polo e dell'Ulivo.
Certo, questo 2005 comincia peggio di come sia finito il 2004...




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