Corte israeliana: no al voto per i detenuti palestinesi
Abu Mazen: «Sharon partner per la pace»
Il capo dell'Olp: «Dopo le elezioni, pronti a realizzare la Road Map. Ma Blair frena: «Prematura una conferenza di pace»
Abu Mazen sotto un ritratto di Arafat (Ansa)
NABLUS - Il capo dell'Olp Abu Mazen, grande favorito per l'elezione presidenziale palestinese di domenica, tende la mano ad Israele e si dice pronto a trattare con Sharon per realizzare la Road Map. Da Londra invece il premier britannico Tony Blair fa sapere che i tempi sono prematuri per una conferenza di pace che riunisca israeliani e palestinesi. La Road Map, il piano di pace internazionale concepito dal Quartetto formato da Stati Uniti, Onu, Unione Europea e Russia, si trova in una fase di stallo da oltre un anno.
ABU MAZEN: «SIAMO PRONTI» - L’ex premier palestinese e attuale presidente dell’Olp, Abu Mazen, dopo una serie di interventi molto duri nei confronti della politica di Sharon nei Territori e numerose uscite pubbliche al fianco di esponenti della resistenza armata, ha assicurato nel corso di una conferenza stampa a Nablus: «Dopo le elezioni, inizieremo i negoziati. Ariel Sharon è un leader eletto e noi tratteremo con lui. Metteremo la Road Map sul tavolo e diremo che siamo pronti a realizzarla completamente».
BLAIR: «PREMATURO» - Ma Londra frena. Il primo ministro britannico, Tony Blair, ha sostenuto giovedì che i tempi sono prematuri per una conferenza di pace che riunisca israeliani e palestinesi: «Non abbiamo intenzione di organizzare una conferenza di pace con gli israeliani, fino a quando non avremo fatto un adeguato lavoro preparatorio. Questa è la realtà, non sarà altrimenti» ha dichiarato l’inquilino di Downing Street durante il suo incontro mensile con la stampa.
CONDANNA DELLA VIOLENZA - Abu Mazen ha ribadito a Nablus la propria condanna della violenza nell'intifada contro Israele. «Appoggiamo l'intifada, ma siamo contro l'uso delle armi» ha detto Abu Mazen. Più volte nelle ultime settimane Abu Mazen si è pronunciato contro la «militarizzazione» della rivolta contro Israele.
«NO AL VOTO DEI DETENUTI PALESTINESI» - E sempre giovedì la corte suprema israeliana ha respinto la richiesta presentata dall'Anp di autorizzare i detenuti palestinesi in Israele a votare alle presidenziali di domenica. Nove mila palestinesi sono detenuti nelle carceri israeliani, per lo più per reati di terrorismo. I tre giudici della corte suprema israeliana hanno ritenuto che non ci fosse tempo a sufficienza prima delle presidenziali palestinesi per organizzare il voto nelle carceri israeliane delle migliaia di detenuti.
Tratto da Corriere.it


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