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  1. #1
    Obama for president
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    Predefinito la scelta riformista dei referendum

    LA SCELTA RIFORMISTA
    DEI REFERENDUM
    di Lanfranco Turci

    Con l'imminente pronuncia della Corte Costituzionale il tema dei referendum sulla procreazione assistita torna centrale nella battaglia politica. Il governo del centrodestra ha già messo sul tavolo le sue carte: la decisione di costituirsi contro l'ammissibilità dei referendum è, infatti, un atto politico di grandissima rilevanza e un preciso messaggio ideologico. Forza Italia e il Presidente del Consiglio puntano a giocare la carta del fondamentalismo religioso nei prossimi referendum e alle elezioni politiche. Il calcolo potrebbe essere quello di ripetere in Italia il modello Bush: illusionismo fiscale e fondamentalismo conservatore come mix vincente. Naturalmente il centrodestra organizzerà la battaglia referendaria in chiave astensionistica, ma il messaggio sotteso sarà quello dei valori del più illiberale conservatorismo. Ci stiamo preparando a questo scenario? Non mi pare. Finora è prevalso un atteggiamento di rimozione del tema, nei DS e nel centrosinistra. E' significativo che fra i mille problemi che agitano quotidianamente l'opposizione, non sia emerso ancora quello dei referendum. Si corrono così due rischi ugualmente drammatici. L'uno di lasciare crescere un pericoloso non detto con una parte della componente cattolica della Margherita. L'altro di non prepararsi a fronteggiare la linea del centrodestra e di perdere referendum ed elezioni. Per scongiurare questo rischio lo scontro va condotto sul terreno della libertà: la libertà delle donne, degli individui, della ricerca scientifica. Difendendo le buone ragioni etiche dell'opposizione alla legge 40 contro chi accusa questa battaglia per la libertà di sconfinare nel libertinismo. Ci possono essere principi teologici, non possumus religiosi, per cui credenti o anche non credenti decidano di non voler usufruire di queste nuove possibilità. Ma quelle stesse persone non possono pretendere di imporre alla generalità dei cittadini le loro convinzioni come divieti di legge. Qui scatta il tema decisivo della laicità dello stato. E scatta la prova decisiva della cultura liberale che dovrebbe costituire il minimo comune denominatore dello schieramento del centrosinistra. E' proprio l'offesa ai valori liberali che sta creando conflitti nello schieramento del centrodestra, soprattutto con arie ampie e significative del suo elettorato, che potrebbero votare a favore dei referendum e maturare anche una posizione di distacco politico più complessivo. A trent'anni dalle battaglie sul divorzio e sull'aborto, può il cattolicesimo democratico sottrarsi alla distinzione fra i valori religiosi e i valori di laicità e di tolleranza propri delle istituzioni repubblicane? E possiamo noi, liberal, di sicuro fra i più tenaci sostenitori del progetto della Federazione e dell'ipotesi del Partito riformista, non porre queste scomode domande a tanti amici cattolici riformisti? E, last but not least, proviamo a porre una domanda prima di tutto a noi stessi: potrebbe esistere un partito riformista che non fosse convintamente liberale?



  2. #2
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    In origine postato da antonio
    il cattolicesimo democratico non e' quello che dice si' all'aborto e ad altre ignominie simili.
    e non vedo che c***o c'entri la macellazione di embrioni e feti con l'avvallo di leggi dello stato con il "riformismo".

    Sia chiaro che su queste cose o ci si conta o si va alla guerra civile perchè io in vaticano non ci voglio vivere. Le chiacchere stanno a zero: si vota. In bocca al lupo (a noi, non a voi)

  3. #3
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    Predefinito

    In origine postato da antonio
    il cattolicesimo democratico non e' quello che dice si' all'aborto e ad altre ignominie simili.
    e non vedo che c***o c'entri la macellazione di embrioni e feti con l'avvallo di leggi dello stato con il "riformismo".
    Tranquillo, non devi dire di si all'aborto. Devi dire di si al diritto di ogni donna di abortire in una struttura legale, in cui ci sia un esperto che con discrezione cerca di capire se il rifiuto del figlio è dovuto a violenza domestica, e di spiegare che se il problema è solo la programmazione delle nascite esistono molti metodi contraccettivi. Una politica che, a lungo termine, elimina il ricorso all'aborto, già ridotto a un terzo dal 1970 ad oggi.

 

 

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