NEW YORK - Dalla corte marziale contro il soldato Charles Graner un nuovo spaccato di orrori a Abu Ghraib: foto e un video mai visti prima d'ora sono serviti al pubblico ministero per descrivere il riservista considerato il capo delle 'mele marce' nel carcere degli abusi di Baghdad come un sadico torturatore che prendeva a pugni i detenuti per sport, posava ridendo accanto a prigionieri insanguinati e si vantava di aver costretto una donna irachena a farsi fotografare nuda.

Le foto e il video in cui si vedono detenuti iracheni costretti a masturbarsi sono stati resi pubblici dal procuratore militare, maggiore Michael Holley, che ha istruito il caso contro Graner nella base di Fort Hood in Texas. Graner rischia fino a 17 anni e sei mesi di carcere se riconosciuto colpevole e il suo difensore Guy Womack, nel tentativo di proteggerlo dal carcere, ha dato il suo contributo a un quadro di totale disprezzo della dignità umana quando ha giustificato una delle fotografie più celebri dello scandalo di Abu Ghraib.

La foto è quella che immortala Graner alle spalle di una catasta di detenuti iracheni nudi e impilati uno sull'altro: "Macchè tortura", ha detto l'avvocato: "Non fanno così anche le 'ragazze pon pon' negli stadi d'America?". Womack ha argomentato anche a difesa della pratica, documentata in un'altra foto che ha fatto il giro del mondo, di tenere iracheni al guinzaglio: "Lo fanno i genitori con bambini agli aeroporti. Non sono abusi, ma mezzi legittimi per mantenere il controllo".

Soldati americani chiamati a testimoniare hanno detto di pensarla diversamente. Hanno descritto Graner come un sadico aguzzino che godeva, rideva e scherzava davanti alle urla di dolore dei detenuti che lo imploravano di smettere di picchiarli. Il maggiore Holley ha ottenuto oltre duemila messaggi di email spediti a casa dal riservista Graner, a volte con foto di detenuti allegate. In alcuni messaggi il soldato si vanta di come li ha ridotti all'obbedienza con la forza.

SDA-ATS