STUDIO CGIA
E sempre più immigrati si iscrivono al sindacato
Mestre
In Italia, i lavoratori extracomunitari hanno sempre più voglia di iscriversi al sindacato. A rivelarlo è un'indagine degli artigiani della Cgia di Mestre, che ha stilato una classifica nella quale svettano Puglia e Sicilia, come regioni nelle quali il tasso di sindacalizzazione dei lavoratori immigrati ha toccato livelli record nel 2003: rispettivamente 52,3\% e 48,9\% sul totale degli extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro. Ma anche la Basilicata, con il 47,3\%, e la Sardegna, con il 41,8\%, registrano dati di tutto rispetto. In termini assoluti, invece, è la Lombardia, con 57.480 stranieri iscritti alle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori, a guidare la graduatoria nazionale.
Più in generale, l'indagine della Cgia mette in rilievo come negli ultimi tre anni le adesioni degli immigrati al sindacato siano cresciute di oltre 101mila unità, passando dalle oltre 221.600 tessere del 2000 alle 323mila della fine del 2003. Nel Nord, nonostante i numeri assoluti di iscritti sia il più alto della classifica, il tasso di sindacalizzazione, però, rimane ancora relativamente basso. Ad esclusione della Liguria (pari al 30,1\%), in Veneto è del 21,2\%, in Piemonte del 18,3\% e in Lombardia del 16,5\%.
Questa sorta di frattura tra il Nord e il Sud del Paese, viene letto così dal segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi: «La presenza di vere e proprie forme di sfruttamento e di caporalato, diffuse maggiormente nel Mezzogiorno in settori come l'agricoltura e le costruzioni, attività ormai eseguite solo da extracomunitari, probabilmente ha indotto molte comunità di lavoratori di questi comparti a iscriversi al sindacato al fine di tutelare al meglio i propri diritti».
Sulla minor «sindacalizzazione» degli immigrati impiegati nelle regioni del Nord, Bortolussi ritiene che, molto probabilmente, «la bassa adesione è legata alla specificità del tessuto connettivo di queste aree fatto di piccole e micro imprese che, per loro natura, non richiedono l'attività di intermediazione del sindacato nei rapporti tra imprenditori e lavoratori dipendenti».
fonte: Il Gazzettino 09-01-2005




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