Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: magnanimo ecumenismo

  1. #1
    Forumista junior
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    Predefinito magnanimo ecumenismo

    Caro Audisio, ho apprezzato i tuoi post malatestofili (e le citazioni di Nettlau). Vanno nella direzione che auspicavo nel mio scritto. Qualcuno, però, sembra non gradire nè lo scritto nè la direzione. Carlo Romano, ad esempio, sulla sua "biblioteca dell'egoista" ha scritto (col nome de plume "wolf bruno") un'acida postilla all'articolo in oggetto. Liberissimo, of course. Il fatto è che non ho ben chiari gli argomenti con cui vengo contestato, e, in realtà, neppure ciò che è veramente contestato, riducendosi il tutto - per quel poco che ho capito - ad una critica a Rothbard, autore che rispetto, ma che non ho mai fatto oggetto di venerazione, nè nel lavoro in questione, nè altrove. Giudica un pò tu:

    postilla a Corvaglia

    Se non si ammette che nella libertà va contemplato anche chi la vuole sopprimere si rischia di non capire di cosa si sta parlando. Mi sfugge il senso profondo del saggio appena pubblicato su queste pagine da Luigi Corvaglia*. O meglio, ho capito che egli è fautore di un magnanimo ecumenismo per cui i libertari delle diverse scuole avrebbero di che riunirsi nel nome di Proudhon, accettando con la proprietà la cooperativa, con il libero mercato il credito sociale. Bastasse questo, in definitiva avremmo già avuto tutto, proprio tutto. Non mi pare del resto che ci si angusti nell’appurare se la proprietà privata (connubio di parole che dà da pensare) corrisponda per davvero all’avere degli averi, se il libero mercato sia il naturale scambio degli stessi e se tutto assieme formi la libertà. Al solidarismo cooperativo, si dirà, sono mancate le opportune condizioni e il libero mercato ha patito ogni sorta di intralcio per compiersi realmente, cosicché resta l’attesa. Il formidabile motore del capitalismo - con tutti i nomi del caso, siano essi i Churchill o i Pol Pot - ha già macinato innumerevoli scorte concettuali, eppure c’è sempre chi, in una strana eternità, si industria ad amministrare l’avvenire. Sembra che tutti abbiano da vivere il loro personalissimo Reich millenario. La verità è che ognuno, anche lo stronzo, fa, facendo quel che vuole, soltanto quel che può, e non lo può fare a lungo. Ci si sbizzarrisce in fantasiose concezioni per eludere la pura e semplice libertà di ogni giorno al punto che anche la “quotidianità” diventa un concetto filosoficamente rispettabile, a patto che non sia vissuto. Che poi si possa accordare Emile Armand con Murray N. Rothbard e che qualcuno ne faccia il suo tema di vita è possibile, per una buona metà anche certo, lo dimostra Corvaglia, ma farei attenzione nel consultare la cabala dell’anarchia. A guardar bene non c’è poi molta differenza – già che Corvaglia allude ai Talebani – fra le dottrine di Quţb, ideologo dei Fratelli musulmani, e quelle di Rothbard, ed è solo un dettaglio se le preferenze di quest’ultimo vanno ai vecchi tomisti e a Lysander Spooner. Tutto il gusto sembra risiedere nel comprendere i vizi eliminando i viziosi. Si torna così al problema iniziale, per il quale l’ebete diligenza sparsa in migliaia e migliaia di noiosissime pagine insipienti, l’una uguale (nel senso di uguale) all’altra, allunga semplicemente la vaga ragioneria della giustificazione (teologica e teleologica) senza raggiungere, nemmeno per un attimo, l’intrinsecità di una frase di James Hadley Chase o di Cesare Pavese, pensatori più stringenti, non c’è dubbio. E più istruttivi.



    [B]

  2. #2
    RenzoAudisio
    Ospite

    Predefinito

    Io penso che più che per un "magnanimo ecumenismo" fine a se stesso, la collaborazione ed il dialogo tra le diverse tendenze ideologiche libertarie, pur agli antipodi fra loro, sia da raggiungersi per un interesse comune di quelle parti che sono veramente libertarie, ovvero che intendono essere sinceramente per la libertà di tutti.
    Dialogo da raggiungersi non tanto sul piano ideologico che offre scarsi sbocchi, e spesso improponibili mediazioni, quanto su un piano "libertario federalistico".
    Ciò non toglie che, liberarsi dalla propria ignoranza sulle altrui idee libertarie possa facilitare questi confronti.
    La dove Carlo Romano attacca Luigi Corvaglia, con argomentazioni alle quali, secondo me neppure lui crede del tutto, del tipo:
    Se non si ammette che nella libertà va contemplato anche chi la vuole sopprimere si rischia di non capire di cosa si sta parlando.
    Non contribuisce comunque anche lui, con questa risposta all'articolo di Corvaglia, a cercare un dialogo a distanza? Non sono già forse molto "ecumenici" la sua biblioteca di 15000 volumi, ed il suo sito internet La biblioteca dell'egoista la dove, probabilmente lui stesso, pubblica una variegata raccolta di links anarchici, che vanno dagli indirizzi anarco-capitalisti a quelli anarco-sindacalisti o su Chomsky?
    Spiegati meglio wolf bruno: "LIBERTA' DI SOPPRIMERE" Dove? Chi? Come? Quando? Perchè?

    Dunque invito, oltre a Luigi Corvaglia, anche wolfBruno a partecipare ed intervenire alla Convention libertaria, che si terrà il 24 Stettembre a Treviglio, e che spero riscuota la più ampia e varia partecipazione "ecumenica", sperando che Leonardo Facco vi conceda loro più dei soli 6 minuti previsti (pertanto mi raccomando scrivetegli a: leofacco@tin.it per prenotarvi al dibattito ).

  3. #3
    RenzoAudisio
    Ospite

    Predefinito Re: magnanimo ecumenismo

    Originally posted by Luigi Corvaglia
    [B]Carlo Romano (col nome de plume "wolf bruno")
    UN MOMENTO: Carlo Romano CHI?
    Non dirmi che si tratta del tuo collega Docente di Psicologia
    dell'Educazione Facoltà di Scienze della Formazione Università di Palermo!

    No.. perchè non vorrei che la convention dei libertari da tradizionale congrega di euroscettici quale risulta sempre alla fin fine... si possa trasformare veramente in enclave di "Neuro-scettici"

  4. #4
    Forumista junior
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    Predefinito

    no, trattasi di un giornalista del Secolo XIX di Genova.

  5. #5
    RenzoAudisio
    Ospite

    Predefinito

    Mi spiace che wolf bruno non sia intervenuto su questo thread, comunque mi ritengo autorizzato a pubblicare qui di seguito l'e.mail che mi ha inviato di risposta:
    Caro Audisio,
    Io sarei Carlo Romano? Così dice Corvaglia e non so su quali basi lo possa sostenere. Saranno deduzioni di psichiatra. La questione è tuttavia secondaria, a meno che non vi si vogliano porre al centro degli eventuali problemi mentali, miei o di chi altro. E' vero invece che a Biblioteca dell'Egoista possono essere mossi gli stessi rilievi (l'"ecumenismo") che muovo a lui. Ciò non mi preoccupa minimamente, trattandosi semplicemente di un posto dove mi è consentito scrivere, senza contare i vincoli di stretta e lunga amicizia che mi legano a Romano e agli altri (che abitano perlopiù nella stessa zona della Liguria, come Carlo Stagnaro d'altra parte o Gian Turci, anche loro amici che immagino lei conosca e che la pensano in modo assai diverso da me). Cosa posso aggiungere a ciò che ho scritto? Mi sembra sia chiara la mia estraneità alle scuole libertarie, dibattute o meno che siano. Manco so dire se mi posso chiamare libertario. proprio non mi interessa (figuriamoci partecipare a una convention, di cui la ringrazio comunque per l'invito). E' certo però che anche senza aprir bocca ci si confronta. Proprio a questo alludevo nella postilla. Se non si parte dalla sopravvivenza, dalle amicizie, dalle donne, dai legami (non solo con gli umani) di cosa si parla alla fine? Anche sentendosi prigionieri di mille catene si fa uso come si può (come il vagabondo delle stelle di Jack London) della propria libertà. La vita dura un certo numero di anni dei quali non si è mai sicuri. Stabilire a tavolino futuri comportamenti "giusti" a fronte di quelli sbagliati che ci sarebbero derivati con la nascita è per me inessenziale, è solo un'esercitazione di utopismo catastale. Mi ribello a ciò che vivo come limiti fittizi, ben sapendo che nella mia ribellione posso creare io stesso ingiustizia. Questo è il confronto al quale siamo chiamati quotidianamente. Corvaglia lo fa a modo suo, lei pure. Io anche. E' tutto.
    Cordialmente,
    (mi chiamo così, che ci posso fare, controlli pure in quel residuo fascio-paternalista che si chiama anagrafe. La posta del sito è a me intitolata unicamente per la statura di "vecchio maestro" col quale ero vezzeggiato - per ridere suppongo, non ci sarebe altra vera ragione - dalle mie parti).

    Ps: legga, se lo ritiene opportuno, Io nichilista sulla "circolare" di Biblioteca dell'Egoista del 2004, con il relativo botta e risposta fra me e Lagomarsino. Non dico che la questione attuale con Corvaglia venga in questo modo illuminata, ma si farà un'idea più precisa di me. Almeno spero.
    suo Wolf Bruno
    Pubblico di seguito anche il contenuto della mail Ricevuta da Carlo Romano (sebbene sempre attraverso l'indirizzo e.mail di Bruno Wolf ):
    Egregio Signor Audisio,
    Se prova qualche interesse per ciò che concerne Biblioteca dell'Egoista - il che naturalmente sarebbe lusinghiero - non ho difficoltà a chiarirle che il solo Lagomarsino è veramente omogeneo al libertarismo rothbardiano, ancorchè noi tutti - a parte Wolf Bruno, come è evidente - si resti, con diverse sfumature, nei paraggi "americani". Ciò non toglie che le preoccupazioni espresse da Luigi Corvaglia nel suo saggio possano essere anche le nostre, ancorchè, nuovamente, con sfumature differenti. Tant'è vero che, con urgenza e piacere, questo saggio lo abbiamo pubblicato. Devo perciò dire che sono rimasto di stucco alle illazioni dello stesso Corvaglia sull'identità mia e di Wolf Bruno. Sembra quasi che abbiamo messo in atto una specie di complotto a suo danno o, altrimenti, un modo per dare chissà quali altri significati ai testi attraverso favolose attribuzioni. Non nego che il nome dell'autore possa avere una sua importanza (e ciò vale in genere se si tratta di autori famosi) ma ciò che veramente fa testo è il testo stesso. Di questo sarebbe bene discutere. Ciò che ci piace (che piace a tutti noi) è quell'inclinazione rimbaldiana (anche se lui direbbe che ama più Leopardi, Pascoli o Sbarbaro di Rimbaud) che caratterizza la scrittura, e il dadaismo, di Wolf. Si tratta di un vecchio amico - di un vecchio, singolare e misconosciuto artista visivo perdipiù - e nulla di quel che scrive, anche dissentendone, ci sembra del tutto campato in aria come lui stesso tende qualche volta a far credere. Dal momento che tutto è iniziato su Biblioteca dell'Egoista ci piacerebbe che su di essa tutto potesse continuare, più che partecipare a sicuramente prestigiosi Forum. L'invito, dunque, lo ribalto su di lei o su chi volesse intervenire. Corvaglia stesso, e senza limiti di sorta, è stato invitato a farlo, ma l'attacco (si fa per dire) di Wolf deve averlo offeso, anche se non capisco perchè. Piuttosto che rispondere all'invito si è precipitato sul suo Forum facendo le enigmatiche illazioni che ha fatto. E questo non è bello.
    Con stima,
    Carlo Romano

  6. #6
    RenzoAudisio
    Ospite

    Predefinito Sincretismo, Ecumenismo, vano eclettismo o Lotta alla metodologia talebana?

    La domanda è rivolta a Fabio Massimo Nicosia, che in più di un'occasione mi ha appioppato l'etichetta di "sincretista", senza avere forti reazioni da parte mia. Forse perchè i sincretisti erano eretici, e l'eresia mi è sempre piaciuta, quindi in fin dei conti l' essere tacciato di eresia mi fa quasi piacere.

    Questa etichetta penso di essermela guadagnata, per il fatto che intendo rompere con i vecchi schemi tipo destra/sinistra, che secondo me fanno solo il gioco del potere precostituito.

    Io sarei sincretista perchè leggo e apprezzo (o critico) tanto... Malatesta piuttosto che Nettlau quanto Rothbard oppure Friedman, e soprattutto cerco un principio di Libertà per tutti gli individui (al limite anche quella dei Talebani di ogni cultura ed ogni ideologia).
    In realtà a differenza dei Sincretisti e degli Ecumenisti, non cerco sintesi, nè compromessi, nè confusi cocktail di idee e dottrine inconciliabili, ma solo una soluzione alla libertà di ciascuno di vivere scegliere il modello di vita che preferisce.

    Ora, alla luce dell'ultimo scritto di Corvaglia, io vorrei sapere se Fabio Massimo Nicosia, giudica anche il suo amico "altrettanto" sincretista visto che pure lui invita "i suoi talebani" a superare la rigidità di questi schemi culturali.

 

 

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