(dal Corriere della Sera)
IL CASO / L’affondo nella rubrica delle lettere sul Manifesto. Il direttore: non è la nostra linea. No anche da Pardi e Cossutta
di Maria Teresa Meli
ROMA - «Non sarà giunto il momento di pensare seriamente a un altro al posto di Prodi?». E’ la domanda che si pone sul Manifesto Riccardo Barenghi . Domanda retorica, perché l’ex direttore del «quotidiano comunista», nella sua rubrica delle lettere, si dà anche la risposta. Sì è proprio l’ora: il candidato premier della Gad «ne sbaglia più di quante ne azzecchi» e da «un anno e mezzo si contano più i suoi fallimenti politici che i suoi risultati». Per farla breve: «L’impressione è che il nostro leader non abbia più la statura adatta e l’autorevolezza che dovrebbe avere». Perciò, suggerisce Barenghi, «dovrebbe ritirarsi cosiì si potrebbe cambiare cavallo». E il destriero, per l’ex direttore del Manifesto , ha già un nome: «si chiama Veltroni».
( e noi cosa andiamo ripetendo da più di un Anno? )
Ma il cavallo su cui scommette Barenghi non sembra invece suscitare troppe simpatie al Manifesto . Ancora una volta l’ex direttore del «quotidiano comunista» non rinuncia al ruolo dell’eretico. Come quando disse di preferire i soldati Usa che occupano l’Iraq ai «tagliatori di teste». E infatti il direttore del Manifesto , Gabriele Polo , mette subito le mani avanti: «Questa - spiega - non è la linea del giornale. Io penso invece che Prodi vada difeso, anche da se stesso. Cambiare candidato sarebbe un suicidio: la gente non lo capirebbe». Anche Valentino Parlato , figura storica del Manifesto , è alquanto perplesso. Chiacchierando con qualche collega si è domandato: «Ma chi glielo ha fatto fare a Riccardo?». Barenghi, però, non demorde.
«Perché Veltroni? - osserva - perché magari ha qualche idea, perché è di un’altra generazione. Eppoi - aggiunge - è più di sinistra:
almeno non ha origini democristiane».
(errato,mi sembra che il Padre di Veltry fosse Democristianissimo)
In effetti, quel che a tutta prima stupisce è che proprio a sinistra Prodi incontri più simpatie di Veltroni. (chissà perchè...) Armando Cossutta non ha dubbi: «E’ lui il leader, punto e basta». Per una volta tanto anche Fausto Bertinotti concorda con il presidente del Pdci. Eppure, scava scava, un motivo c’è. Lo ha spiegato proprio il segretario di Rifondazione ai suoi con queste parole: «Prodi non si tocca: Veltroni farebbe saltare tutti gli equilibri». Ossia, Veltroni gestirebbe in prima persona il rapporto con tutto quel variegato mondo che sta a sinistra dei Ds, movimenti e no global inclusi. E questo non può far piacere a esponenti di partiti che appartengono a quell’area e che vedrebbero così notevolmente ridotto il loro potere contrattuale nella Gad. Quindi ha perfettamente ragione Alberto Asor Rosa quando spiega all’ Unità che nella sinistra radicale «ci sono più prodiani convinti di quanti ve ne siano nella Margherita». Nel partito di Francesco Rutelli, infatti, i sostenitori di Veltroni sono molti...a patto di non finire sui giornali con nome e cognome.
Persino tra i girotondini c’è grande cautela. «Veltroni al posto di Prodi? Fatta così, a bruciapelo, è una domanda che mi imbarazza», replica Francesco "Pancho" Pardi . Mezz’ora dopo il "professore fiorentino" sembra più a suo agio e spiega: «E’ stato lo stesso Veltroni a dire che non intende giocare questa partita». Dopodiché, per tagliare la testa al toro, Pardi propone «primarie vere, con più candidati, non con i soli Prodi e Bertinotti». «E le primarie - aggiunge - andrebbero fatte anche nei collegi per i candidati alle politiche...sia chiaro che non sto pensando a me». E dice di non pensare a se stesso anche Veltroni: «Non c’è una soluzione alternativa a Romano» è il ritornello che il sindaco di Roma va ripetendo. Della stessa idea, Massimo D’Alema . Il presidente della Quercia, che pure ha riallacciato rapporti con Veltroni, spiega: «Non può che essere Prodi».
Il verde Paolo Cento si concede una certa dose di franchezza: «Veltroni? Non complichiamoci la vita ulteriormente: non creiamo questo dualismo. Il candidato è Prodi... certo, se lui dovesse rinunciare c’è solo Walter: non ci sono altri nomi possibili». Ma il sindaco di Roma ha un sostenitore acceso e dichiarato. L’attore Paolo Villaggio , che ospite di Diaco, a Radio 24, afferma: «Veltroni al posto di Prodi? Lo vedo bene perché lo conosco da anni e so che non è un mangiabambini».
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... la verità trionfa sempre...