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    Comandante
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    Predefinito cta: fontanarossa sta per volare in alto

    un articolo dai toni trionfalistici (secondo me anche farneticanti) è apparso a firma tony zermo stamattina sul quotidiano "la sicilia" che a pg 4 pubblica un ampio dossier sullo stato dei 2 principali aeroporti siciliani.

    eccone come di consueto un sunto:

    - il nuovo aeroporto di fontanarossa sarà intercontinentale. Che vuol dire? vuol dire che anche i grandi airbus potranno finalmente decollare a pieno carico e volare direttamente verso gli usa e le destinazioni asiatiche. ci si potrà imbarcare a cta ed arrivare direttamente a new york, Shangay oppure Sydney. Fontanarossa non sarà +un city airport ma lo resterà solo in senso fisico proprio perchè si trova in città e programmato com'è ora sino al 2044 sarà capace di ospitare (udite udite) 20.000.000 di passeggeri l'anno. sembra un balzo in avanti incredibile e nemmeno immaginabile per chi ricorda cos'era neanche tanto tempo addietro la stalla fontanarossa, ma il futuro è ormai segnato nelle linee guida della totale concessione che l'enac si appresta a dare alla società di gestione.

    - l'inaugurazione del nuovo aeroporto avverrà nel luglio di quest'anno, almeno per quanto riguarda la struttura iniziale di base (e che è?). contrariamente a quanto potrebbe sembrare non ci sono grandi ritardi nei lavori, forse un mese e mezzo che comunque sarà recuperato. poi per evitare una seconda malpensa saranno utilizzati agosto, settembre ed ottobre per testare i nuovi impianti a pieno crico e trovarla pronta a pieno regime all'inizio della stagione invernale. si tenga conto che i lavori sono partiti nel 2002 e che nel frattempo si è passati da 3 a più di 5 milioni di pax. prima e megluio di cosi non si poteva proprio fare.per consentire lo sviluppo dell'aerostazione avverrà in 4 fasi: prima fase nel 2006, seconda nel 2012, terza nel 2020 e quarta successivamente.

    - l'unica pista attuale di 2438 m risale a 50 anni addietro e necessita di lavori di manutenzione. si farà quindi una seconda pista parallela di 2691 m che potrà servire anche per il parcheggio degli aerei (?). verrano utizzati circa 30 ettari di proprietà privata, terreni agricoli dove non insistono abitazioni.

    - saà richiesto il finanziamento per l'interramento della ferrovia he passa proprio davanti alla pista. ciò consentira il prolungamento della nuova pista a 3244 m sufficiente per il decollo a pieno carico dei . . . . . (testuali parole) grandi uccelli dei cieli. con la stazione interrata arriveranno a fontanarossa anche una linea della metropolitana di catania e quelli della linea messina siracusa (qui poi si parla di alta velocità ma siccome non vorrei farvi ridere troppo evito di postare certe affermazioni e certi paragoni tipo "coem a parigi avviene con il tgv").

    - il 25 gennaio l'enac darà la gestione quarantennale dell'aeroporto. se asac e sac riusciranno a creare un unico ente e quindi ad accordarsi non ci dovrebbero essere problemi

    insomma questa è la situazione, certo alcune delle cose sembrano e resteranno certamente futuristiche ma nel frattempo (è meglio pensare al presente) i lavori vanno effettivamente avanti e l'avanzamento dei cantieri è visibile a vista d'occhio. se non sarà luglio sarà settembre ma una volta tanto anche da queste parti non passerranno secoli per completare un'opera pubblica. dio comunque ci assista
    saluti, carlo

  2. #2
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    L'articolo completo:



    Fontanarossa sta per volare alto
    I piani di sviluppo.
    Con l'interramento della ferrovia si farà una nuova pista di 3244 metri per consentire i voli transoceanici


    Tony Zermo
    Il nuovo aeroporto di Fontanarossa sarà intercontinentale. Che vuol dire? Vuol dire che anche i grandi airbus 340 potranno finalmente decollare a pieno carico e volare direttamente verso gli Stati Uniti o verso le destinazioni asiatiche. Ci si potrà imbarcare a Catania ed arrivare senza scalo a New York, a Shangai oppure a Sydney. Fontanarossa non sarà più un City Airport, o almeno lo resterà nel senso «fisico» perché si trova in città, ma non lo sarà più perché diventerà uno scalo intercontinentale capace di venti milioni di passeggeri l'anno, programmato com'è sino al 2044.
    Sembra un balzo avanti incredibile, nemmeno immaginabile per chi ricorda cos'era mezzo secolo addietro la «stalla» di Fontanarossa, ma il futuro ormai è disegnato nelle linee guida della totale concessione quarantennale che l'Enac (Ente nazionale aviazione civile) si appresta a dare alla società di gestione dell'aeroporto siciliano (ormai definirlo «aeroporto catanese» diventa limitativo). E siccome la crescita dell'aeroporto rappresenta anche il simbolo della crescita di un intero territorio dobbiamo dare atto del buon lavoro fatto con competenza e con passione dai vertici aeroportuali e dai loro staff.
    Abbiamo parlato con il presidente della Sac Vito Branca e con l'amministratore delegato Vittorio Fanti e siccome gli aspetti della questione sono molti, è meglio andare per paragrafi.
    INAUGURAZIONE - L'inaugurazione del nuovo aeroporto avverrà nel luglio di quest'anno, almeno per quanto riguarda la struttura iniziale di base. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare non ci sono grossi ritardi nei lavori, forse un mese e mezzo che però sarà recuperato facilmente. Poi per evitare una seconda Malpensa saranno utilizzati agosto, settembre e ottobre per testare i nuovi impianti a pieno carico e trovarla pronta e a pieno regime all'inizio della stagione invernale. Si tenga conto che i lavori sono partiti nell'ottobre del 2002 e che nel frattempo i passeggeri sono passati da tre a cinque milioni e passa. Prima e meglio di così non si poteva fare. Il piano approvato dall'Enac nel quadro della concessione per la gestione quarantennale prevede uno sviluppo del traffico sino al 2044 per un totale di 20-22 milioni di passeggeri. Per consentire questo sviluppo l'aerostazione progressivamente si allargherà a moduli in quattro fasi: una prima fase nel 2006, una seconda nel 2012, una terza sino al 2020 e una quarta fase dal 2020 in poi. Insomma sarà un'aerostazione «in progress» con una crescita bilanciata, anche in termini di investimenti.
    NUOVA PISTA - L'unica pista attuale di 2438 metri risale a cinquant'anni addietro e abbisogna dunque di lavori di manutenzione. Si farà dunque, necessariamente, una seconda pista parallela di 2691 metri che potrà servire anche per il parcheggio degli aerei. Saranno utilizzati circa 30 ettari di proprietà privata, terreni agricoli dove non insistono abitazioni. STAZIONE FS SOTTERRANEA - In accordo con l'Enac si chiederà alla Regione di inserire nel quadro dei finanziamenti comunitari per le infrastrutture 2007-2013 il progetto di interramento della linea ferroviaria che passa davanti alla pista. Questo consentirà di prolungare la nuova pista a 3244 metri, sufficiente per il decollo a pieno carico dei voli a lungo raggio dei grandi uccelli del cielo. Con la ferrovia interrata si farà una stazione sotterranea dove arriveranno sia la metropolitana leggera e sia i treni della linea velocizzata da Siracusa, per cui chi deve recarsi all'aeroporto potrà arrivarci anche con i tapis roulant. I passeggeri sbarcati dall'aereo a Fontanarossa potranno poi prendere il treno per tutte le destinazioni. E' un po' quel che avviene al Charles De Gaulle di Parigi dove arriva anche il tgv. I tempi di progettazione e di realizzazione sono previsti in dieci anni, tenendo anche conto che attualmente le ferrovie non hanno alcun progetto sull'interramento del tratto di Fontanarossa.
    CONCESSIONE QUARANTENNALE - Il 25 di questo mese, o al massimo ai primi di febbraio, è prevista la riunione del consiglio di amministrazione dell'Enac. In quella seduta è previsto che l'ente decida la gestione quarantennale dell'aeroporto di Fontanarossa. Il consiglio di amministrazione «tecnicamente» ritiene infatti che i due ostacoli alla concessione siano stati rimossi con le «dichiarazioni di intenti» del sindaco di Catania Umberto Scapagnini e del presidente della Provincia Raffaele Lombardo affinché i loro Enti entrino a far parte della società di gestione dell'aeroporto. Ritenuto «sufficiente» anche l'impegno di Sac e Sac per la fusione delle due società. Ma il presidente dell'Enac Vito Riggio avverte: «Dalla delibera della concessione quarantennale fino all'ultima firma dei ministri delle Infrastrutture e dell'Economia trascorreranno due-tre mesi, un tempo sufficiente affinché Sac e Asac si fondino. I ministri Lunardi e Siniscalco vogliono avere un interlocutore unico, mi auguro quindi che quest'ultimo passaggio possa essere ultimato in tempo utile, altrimenti la concessione salterebbe».

  3. #3
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    Predefinito

    E l'articolo sul «Falcone-Borsellino» sempre sulla stessa pagina del Sicilia:


    Anche il «Falcone-Borsellino» attende la concessione di 40 anni


    Gaetano Mineo
    Palermo. A febbraio, l'Enac potrebbe esprimere il suo parere favorevole sulla concessione quarantennale da rilasciare alla Gesap per la gestione dell'aeroporto di Palermo "Falcone-Borsellino". L'annuncia con fiducia lo stesso presidente dell'Ente nazionale aviazione civile, Vito Riggio, osservando che in questi giorni si stanno mettendo a punto alcune questioni relative al Piano di sviluppo dello scalo palermitano.
    Il via libera alla concessione per la gestione dei prossimi 40 anni dell'aeroporto, potrà arrivare il prossimo 12 febbraio nel corso della seduta del Cda dell'Enac. Dopodichè le carte passeranno sui tavoli dei ministeri dei Trasporti e dell'Economia per poi entro maggio produrre il relativo decreto.
    Da qui partirà il processo di privatizzazione della gestione dell'aeroporto. Il che significa che la stessa Gesap si mette in gioco. Dovrà, infatti, rimboccarsi le maniche per incrementare le cifre dello scalo e non solo perché non avrà più alcun euro dallo Stato, ma soprattutto per poter aprire le porte della società di gestione ai privati "Penso che ci siano gruppi europei e nazionali interessati a far parte della Gesap", prosegue Riggio.
    Insomma, da ora in poi si dovrà cambiare letteralmente modo di ragionare, se realmente si vuole passare a una gestione privatistica lo scalo. Di certo, ai vertici della Gesap occorreranno più manager che politici perché i conti, alla fine, dovranno tornare. A tal proposito, secondo Riggio, occorrono "molti sforzi".
    Il canone annuale che la Gesap dovrà versare allo Stato verrà calcolato dal ministero dell'Economia. Ma già si sparge notizia che la somma potrà essere, più o meno, quell'assegnata all'aeroporto di Bologna, 2 milioni di euro l'anno.
    Le cifre prodotte dal traffico aereo e passeggeri dello scalo di Palermo negli ultimi anni sono confortanti, rendendo sempre più appetibile l'ingresso dei privati nella Gesap. Un trend positivo dal 2000 al 2003, mentre gli ultimi dati del 2004 (gen-nov) parlano di 3.522.791 passeggeri, pari a un +4,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
    Intanto, proseguono i lavori dell'area arrivi dell'aeroporto. Interventi che mirano - ricordiamo - all'ampliamento dell'aerostazione lato arrivi, per l'appunto, e che porteranno da 4 a 8 il numero dei nastri consegna bagagli. Inoltre, saranno realizzati 7 pontili mobili per l'imbarco. Opere che viaggiano con ritardo, rispetto alla prevista consegna (agosto 2004). Per il presidente della Gesap, società di gestione dello scalo palermitano, Giovanni Maniscalco, "questo ritardo si sta recuperando e che, comunque, verrà appagato dai risultati". E annuncia: "I primi di febbraio, i passeggeri potranno usufruire della nuova area arrivi". Ma Maniscalco già pensa al futuro. Attraverso investimenti per oltre 100 milioni di euro (fondi comunitari), intende realizzare una nuova struttura interamente destinata agli uffici, a vari livelli. Il che consentirà di lasciare soltanto al transito passeggeri, l'intera aerea dello scalo. E non è tutto. Con queste risorse, sono previste pure le costruzioni di un centro congressi, di altri parcheggi e una migliore viabilità d'accesso che, in questo momento, "è molto disagiata".
    Resta da fare una considerazione. Come mai la Regione, che attraverso l'Apq trasporti sta investendo circa 300 milioni di euro sugli aeroporti siciliani non ha alcuna partecipazione diretta nelle società di gestione? Impossibile fare come la Puglia che gestisce il 90% degli aeroporti, ma almeno la Regione potrebbe inserirsi negli aeroporti di Trapani, Comiso o delle isole minori. Così l'investimento non sarebbe a "perdere"

 

 

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