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  1. #1
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    Predefinito Regionali: Lega verso decisione di andare sola ovunque

    10/01/2005 - 17:05
    Orientamento e' di candidare Maroni governatore Lombardia
    (ANSA) - MILANO, 10 GEN - Dal Consiglio federale della Lega Nord sembra emergere la decisione che il Carroccio possa correre da solo alle prossime Regionali. Secondo quanto si apprende, il candidando a governatore della Lombardia potrebbe essere il ministro Roberto Maroni. Al consiglio della Lega in via Bellerio a Milano partecipa anche Umberto Bossi che - a detta del ministro Castelli - sta bene. 'Siamo tutti contenti - ha aggiunto il Guardasigilli lasciando il vertice - e' stata una giornata bellissima'.
    copyright @ 2005 ANSA
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
    Il Patriota
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    REGIONALI/ LOMBARDIA, LEGA CORRERA' DA SOLA, MARONI CANDIDATO
    10/01/2005 - 17:20
    A Bossi il mandato per individuazione candidati altre Regioni

    Milano, 10 gen. (Apcom) - Il Consiglio federale della Lega riunito a Milano ha deciso di presentare proprie liste autonome per le prossime elezioni regionali lombarde e di proporre come presidente della Regione Lombardia, il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Lo ha comunicato il Consiglio federale del Carroccio.

    "Per le altre Regioni è stato dato mandato al segretario federale Umberto Bossi - si legge nel comunicato-stampa diffuso al termine della riuione - insieme ai segretari nazionali, per l'individuazione dei candidati".

    copyright @ 2005 APCOM

  3. #3
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    ottima notizia ed ora che i filo berlusconiani del cazzo si cavino dalle palle.

    basta alleanze sempre da soli!!

  4. #4
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    Sarà vero?

  5. #5
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    Originally posted by Jenainsubrica
    Sarà vero?

    Lo spero per il bene del movimento; in coalizione con gli amici che ti ritrovi, non vinciamo di sicuro.
    Meglio correre da soli e far vedere che quello che promettiamo lo manteniamo.
    Se Zaia sarà il candidato in Veneto, ci sono buone probabilità se non di vittoria di ottenere comunque
    un risultato straordinario e questo ridarà fiducia a tutto il movimento.

  6. #6
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    e se candidassero Cota in Piemonte?
    (scusate è un po' ironica questa... giusto per ricordare il frutto di commissariamenti e epurazioni e chiedere quanto sia ancora autonomista e federalista il movimento, perchè a quanto mi risulta i movimenti autonomisti.. non sono più così vicini alla lega)

  7. #7
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    Bossi per la prima volta al consiglio federale dopo il ricovero
    Elezioni, strappo della Lega: da soli in Lombardia
    Il ritorno del leader coincide con una scelta che rompe la Cdl: contro il progetto di lista-Formigoni i leghisti candidano Maroni

    Umberto Bossi (Ansa)
    MILANO - Applausi, emozione e poi tanta politica. Il ritorno di Umberto Bossi alla guida della Lega si è svolto secondo i pronostici. Con una notizia che travolge tutto il resto: la decisione di correre da soli in Lombardia candidando alle regionali di primavera l'attuale ministro del Welfare Roberto Maroni in antitesi alle ambizioni del governatore in carica, Roberto Formigoni, di presentare una propria lista indipendente.Uno strappo che rompe la Cdl e che Bossi avrebbe spiegato ai suoi così: «Non sará una persona a far cadere Berlusconi ma un evento. Se Formigoni e Berlusconi non faranno un passo indietro, noi correremo da soli in tutte le regioni». E' una svolta che in qualche modo rientra nella tattica della Lega utilizzata in altre occasioni, come nelle varie minacce di uscire dalla maggioranza se non fossero state accolte certe scelte o votate certe leggi. Insomma, la Lega punta i piedi, come in passato. La differenza è che questa volta Berlusconi forse può controllare meno gli effetti complessivi. Le liste «personali» sono progettate non soltanto da Formigoni in Lombardia. E quindi le varie tessere del domino sono più difficili da comporre di quelle della «verifica» (durata mesi) del governo. La reazione di Formigoni però non si fa attendere: «Avevano già deciso a prescindere dalla mia lista», sostiene. E neppure quella degli alleati, An e Udc in testa, che in coro sostengono: «Se sarà il caso, in Lombardia vinceremo anche senza la Lega». L'incontro serale tra Berlusconi e Formigoni ufficialmente è senza esito. Ma Berlusconi fa sapere: è tutto risolto.

    CONTRO FORMIGONI - La versione ufficiale della scelta leghista è affidata a un comunicato, sottoscritto da tutti i partecipanti al consiglio federale e che indica anche gli obbiettivi politici della prova di forza: frenare le spinte di An e dei centristi, avere garanzie di controllo sull'applicazione del «federalismo» che uscirà dalla riforma in Parlamento. «La Lega Nord - si legge nel documento - avverte la crescita di forze di restaurazione che si fanno via via più determinate, arrivando a proporre la presentazione di liste alle prossime elezioni regionali. Noi siamo contrari a questi tentativi che nascono, da una parte per portare via voti alla Lega Nord e renderla meno determinante al fine di bloccare il cammino delle riforme, dall'altra sono i primi tentativi di successione a Berlusconi». Dunque da soli in Lombardia e per le altre Regioni è stato dato mandato al segretario federale Bossi, insieme ai segretari nazionali, per individuare i candidati.



    (Newpress)
    APPLAUSI - Il rientro di Bossi è stato l'evento scatenante della svolta. Se non altro per il valore simbolico del suo ritorno. Il Consiglio Federale del Carroccio si è aperto con una lunga ovazione tributata dai 30 componenti all'ingresso del Senatùr nella sala dove si svolge la riunione. Bossi è arrivato alle 10 di mattina, anticipando i giornalisti e i fotografi che lo attendevano per il primo pomeriggio, nella sede di via Bellerio.

    TORTE E CARTELLI DEI MILITANTI - Per il ritorno di Bossi, i simpatizzanti del Carroccio hanno organizzato un mini comitato di benvenuto e si sono presentati nel quartier generale di via Bellerio con paste, torte con il simbolo della Padania e un cartello scritto a mano dalle signore che appoggiano la Lega che dice: «Bentornato Bossi». Il leader del Carroccio ha incontrato i dirigenti e il personale che lavora in sede, ha stretto le mani a tutti e salutato militanti e dipendenti negli uffici prima di prendere possesso a tutti gli effetti del suo ufficio di segretario. Era dall'11 marzo, quando fu colpito dall'ictus, che Bossi non presiedeva una riunione politica ufficiale.

    11 gennaio 2005
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
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    Il Consiglio federale: "Nostri candidati alle regionali"
    "Ci sono tentativi di rinascita della Democrazia Cristiana"
    Elezioni, la Lega ha deciso
    "Soli in tutte le Regioni"


    Una militante in via Bellerio

    MILANO - Dal Consiglio federale della Lega Nord, arriva una notizia che scuote nel profondo la Casa delle libertà. Il Carroccio correrà da solo alle prossime elezioni regionali, candidando, per quel che riguarda la Lombardia, il ministro Roberto Maroni. Per le altre Regioni è Stato dato mandato a Umberto Bossi, insieme ai segretari nazionali di individuare i candidati. "La scelta è irreversibile. "Una retromarcia in questo momento non la prendo neppure in considerazione - dice il ministro Roberto Calderoli - La decisione è stata assunta ora dobbiamo individuare i candidati per le altre regioni".

    "La Lega Nord avverte la crescita di forze di restaurazione che si fanno via via più determinate, arrivando a proporre la presentazione di liste alle prossime regionali. - si legge nel comunicato - Liste che sono i primi tentativi di successione a Berlusconi". Un'analisi che Bossi integra così: "Non sarà una persona a far cadere Berlusconi ma una concatenazione di eventi, come il tentativo di rinascita della Democrazia Cristiana".

    Parole nelle quali si sente il nemmeno troppo implicito riferimento alla dura polemica leghista nei confronti dell'attuale presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. La cui iniziativa di dar vita ad una propria lista per le Regionali è vista con assoluta contrarietà dal partito di Bossi.


    (10 gennaio 2005)
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    Der Wehrwolf

  9. #9
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    Informale come sempre, il Segretario si è intrattenuto con alcuni dipendenti di via Bellerio
    Quattro chiacchiere davanti al caffè


    SIMONE GIRARDIN
    --------------------------------------------------------------------------------
    È arrivato verso le 10.30, in largo anticipo rispetto all’inizio del Consiglio Federale che lui stesso aveva convocato per il primo pomeriggio nel quartier generale di via Bellerio a Milano. Insomma, il solito imprevedibile Bossi. Perché il leader della Lega Nord è anche questo, anzi è sempre lo stesso. Faccia sorridente, voglia di scherzare e di sorprendere. Così l’hanno rivisto, dopo oltre 300 giorni di assenza, i pochi fortunati che a quell’ora stazionavano davanti alla macchinetta del caffè nei corridoi del quotidiano la Padania.
    Accompagnato dagli uomini della scorta, dal ministro delle Riforme Roberto Calderoli, dall’europarlamentare Matteo Salvini e da Rosy Mauro, segretario generale del Sindacato Padano, Bossi si è intrattenuto a parlare con due giornalisti, le segretarie di redazione e qualche dirigente del Movimento. Giusto il tempo di quattro chiacchiere. Una mezz’ora in tutto per salutare amici e conoscenti e passare un po’ di tempo in allegria.
    Eccolo Umberto: sorridente, in gran forma. Pantaloni e scarpe marroni, camicia e maglione verde, il leader del Carroccio ha mostrato tutta la grinta e la voglia di riprendere in mano le battaglie che, dopo l’11 marzo scorso, ha dovuto lasciarsi alle spalle per iniziare le cure.
    Ma ieri, davanti al bicchiere di plastica pieno di caffè, non c’era spazio per la politica. Non era il posto adatto, almeno quella mezz’ora. Alle 15 sarebbe iniziato il Consiglio Federale. Lì si parla e si discute di politica, di elezioni regionali. Quello, invece, era un momento da vivere tra amici. Quasi una passeggiata per riprendere, dopo la fugace apparizione prima di Natale, la giusta confidenza con la sede di via Bellerio e con il suo giornale a cui era solito far visita ogni sera. Perché quando non riusciva a passare per colpa delle beghe romane a cui trovare una soluzione, Bossi telefonava per dettare il titolo di apertura del quotidiano. La linea politica l’ha sempre marcata di suo pugno, anche in questo periodo di lento riavvicinamento al mondo politico.
    E siamo certi che a Bossi sono mancate quelle stanze, con le prime pagine della Padania appese sui muri della redazione. I suoi occhi l’hanno detto chiaramente, senza indugi. Lì, seduto sul divanetto, a due passi dall’ufficio dell’amministratore delegato, con in mano il bicchiere di caffè, Bossi si è dimostrato allegro ma anche emozionato. Ha guardato e riguardato le pareti. Ha salutato tutte le persone che si affrettavano ad arrivare.
    Quindi dopo una ventina di minuti trascorsi a parlare e scherzare si è alzato e, accompagnato dalla scorta, si è diretto ai piani superiori, al suo ufficio. C’erano da sbrigare alcune pratiche prima dell’inizio della riunione del Consiglio Federale. Il primo guidato da Bossi dopo quel tremendo 11 marzo.
    “Il Capo”, come lo chiamano tutti, è tornato in pista. «Cominciano le danze» raccontavano i militanti, fuori a sventolare bandiere con il Sole delle Alpi. Tutto vero.
    Da lì a poco sarebbe iniziato l’incontro del massimo organo politico del partito leghista. E il risultato emerso è tutto in quelle poche righe del comunicato stampa consegnato ai giornalisti in attesa fuori dalla sede di via Bellerio: la Lega correrà da sola alle prossime elezioni regionali. E in Lombardia c’è già il nome del candidato: è quello del ministro del Welfare, Roberto Maroni.
    Già, poche righe che ci dicono che il Senatùr è tornato. E lo ha fatto a suo modo, con forza e coraggio. Una discesa in campo che è una spinta al cambiamento, contro quella “crescita di forze di restaurazione” che le liste personali alle Regionali vogliono riproporre.


    [Data pubblicazione: 11/01/2005]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    IL RITORNO DEL GUERRIERO Per vertici e militanti «una giornata bellissima»
    Salvini: Bossi? Contento, sereno e determinato. Come al solito

    ANDREA ACCORSI
    --------------------------------------------------------------------------------
    Una giornata bellissima. Attesa per mesi, sognata, voluta, quasi pretesa da militanti e dirigenti del Carroccio, oltre che da tanti, tantissimi padani che per tutto questo tempo, da quel maledetto 11 marzo dell’anno scorso hanno mostrato chi preoccupazione e interesse, chi affetto e solidarietà per il leader della Lega, tutti auspicando la sua guarigione e il ritorno all’attività politica. Voti e auguri hanno trovato ieri il loro compimento nell’evento tanto atteso. E nel cuore di tutti la serenità ha prevalso sulla commozione.
    Erano sereni militanti e semplici cittadini che fin dal mattino hanno formato capannelli in via Bellerio, dove ha sede il quartiere generale della Lega Nord. Non hanno fatto nulla per nascondere la loro soddisfazione anche i massimi vertici del Movimento: alcuni erano addirittura raggianti per aver trovato il loro leader in piena forma, lucido e combattivo come sempre.
    «Bossi sta bene, siamo tutti contenti, è una giornata bellissima». Con queste poche parole, pronunciate uscendo dalla riunione del Consiglio federale, il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha espresso i propri pensieri ma certo trasmesso anche le emozioni degli altri partecipanti al Consiglio, che è il massimo organo politico della Lega: vi prendono parte i ministri, i responsabili del sindacato e i segretari nazionali dei vari movimenti federati nel Carroccio.
    «Bossi, io, l’ho visto per la prima volta oggi ed è proprio come ce lo avevano descritto, allegro e in forma» ha detto l’eurodeputato Mario Borghezio. «Sono rimasto molto favorevolmente impressionato da come l’ho ritrovato. Il morale di Bossi è alto - ha aggiunto Borghezio -, lui è allegro nonostante le difficoltà del momento politico, ha inframmezzato il suo intervento di analisi politica con le sue solite battute e ha mostrato la solita capacità di sintesi. Certo, ci avevano detto che stava bene. Ma adesso che l’ho visto con i miei occhi sono più tranquillo».
    L’altro europarlamentare leghista Matteo Salvini ha dato questa descrizione di Bossi: «Io non lo vedevo da dieci mesi e l’ho trovato contento, sereno e determinato». Proprio come lo volevano tutti.
    Anticonformista e imprevedibile come suo solito, l’Umberto aveva regalato i primi sorrisi alla platea di sostenitori e ammiratori sospesa tra fiducia e preoccupazione il 2 giugno scorso, quando in un messaggio trasmesso da Radio Padania aveva affermato: «Sto abbastanza bene nel senso che non sono morto, però era meglio non avere ’sta roba».
    Poi, poco più di un mese fa, mercoledì 8 dicembre era “piombato” alla redazione della Padania accompagnato dal direttore, Giuseppe Leoni, per salutare i giornalisti del quotidiano. Ancora qualche giorno trascorso a Ponte di Legno e poi, l’ultima tappa nel graduale e sospirato ritorno alla vita di tutti i giorni: il rientro a tempo pieno sulla scena politica, di nuovo al timone della sua creatura, la Lega.
    [email protected]
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    [Data pubblicazione: 11/01/2005]
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