ECONOMIA: GORDON BROWN; CINA SI APRE, EUROPA VARI RIFORME
OGNI CONTINENTE DEVE FARE SUA PARTE PER SVILUPPO GLOBALE
(ANSA) - NEW YORK, 17 DIC - La Cina che, a grandi passi, si sta ritagliando il ruolo di secondo motore economico globale dietro gli Stati Uniti, ha avviato una marcia di apertura verso la comunità internazionale passibile di apportare buoni frutti nel prossimo futuro. A sostenerlo è il Cancelliere dello Scacchiere britannico, Gordon Brown, intervenuto ad un incontro al Council on Foreign Relations di New York. "Sono colpito dai cambiamenti compiuti dal governo cinese nel corso dell' ultimo anno. Li abbiamo invitati a partecipare ai lavori del G7 - ha osservato - e il loro approccio è stato diverso" rispetto al passato. "Si sono aperti a valutare la questione dei cambi e quella del commercio" internazionale, avviando una serie di "colloqui che permetteranno di capire meglio cosa possiamo fare" nel corso dei prossimi mesi. Anche perché - ha aggiunto - "la Cina ha un grande ruolo nell' agenda per lo sviluppo" del prossimo futuro. L' esponente del governo di Sua Maestà si è poi soffermato, sui temi che stanno animando il dibattito politico e le relazioni economiche mondiali tra cui il deficit statunitense e l' avvio di riforme nel Vecchio Continente. "Quello che temo - ha puntualizzato - è una battaglia di parole tra Unione Europea e America. La prima rinfaccia alla seconda il suo deficit mentre la seconda fa notare che in Europa manca la crescita. Credo - ha osservato ancora - che si debba guardare ad ogni singolo continente e assicurarci che ognuno di questi si adoperi per lo sviluppo". Certo - ha proseguito - "gli Stati Uniti devono affrontare il loro disavanzo e l' Europa deve agganciarsi alla crescita dando vita a riforme strutturali" ma è necessario che anche le altre aree geografiche si mettano in moto. Ad esempio - ha aggiunto - "l' Opec, da fattore di stabilità è diventato un fattore di instabilità su cui occorre fare pressione", mentre il Giappone deve accelerare sulla strada della ripresa economica. Ciò che è fondamentale - ha concluso - "é non attaccarsi e guardare a ogni singolo continente" in modo da "vedere cosa può fare per la crescita". (ANSA).