Il mitico inventore di Sherlock Holmes, grandissimo esponente di una letteratura anglo-sassone ormai estinta. Ho appena finito di leggere il suo "Mondo perduto" (non so perchè non l'avevo mai letto).
Il libro si apre col giovane protagonista che chiede la mano della sua amata ma si sente rispondere "perchè vuoi rovinare la nostra bella amicizia?", poi lei gli da una speranza dicendo che il suo uomo ideale dovrebbe fare cose eroiche, mettere in pericolo la propria vita per compiere gesta che rimarranno nella storia. Lui, povero illuso, prende al volo l'occasione di partecipare a una spedizione alla ricerca appunto di questo "mondo perduto" abitato da creature preistoriche. Dopo mille peripezie, dopo aver rischiato più volte la vita, dopo essere tornato in patria da trionfatore, acclamato dall'intera Inghilterra, eccolo ritornare, povero illuso, dalla sua amata. Accolto da uno sguardo gelido si sente dire "ma come, non hai ricevuto la mia lettera?". Ed ecco che gli si presenta un ometto seduto stancamente su una poltrona intento a leggere il giornale. E' il neo-marito di lei. Lui se ne va, ovviamente deluso a morte e incazzato, ma poi spinto dalla curiosità torna dall'ometto e gli domanda come abbia fatto a conquistarla, quali imprese eroiche abbia compiuto. E lui placidamente gli risponde di essere il numero due di un importante studio legale londinese.
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Tutto questo scritto con inimitabile humor inglese quasi cent'anni fa.
GRANDE SIR ARTHUR!
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, poi lei gli da una speranza dicendo che il suo uomo ideale dovrebbe fare cose eroiche, mettere in pericolo la propria vita per compiere gesta che rimarranno nella storia. Lui, povero illuso, prende al volo l'occasione di partecipare a una spedizione alla ricerca appunto di questo "mondo perduto" abitato da creature preistoriche. Dopo mille peripezie, dopo aver rischiato più volte la vita, dopo essere tornato in patria da trionfatore, acclamato dall'intera Inghilterra, eccolo ritornare, povero illuso, dalla sua amata. Accolto da uno sguardo gelido si sente dire "ma come, non hai ricevuto la mia lettera?". Ed ecco che gli si presenta un ometto seduto stancamente su una poltrona intento a leggere il giornale. E' il neo-marito di lei. Lui se ne va, ovviamente deluso a morte e incazzato, ma poi spinto dalla curiosità torna dall'ometto e gli domanda come abbia fatto a conquistarla, quali imprese eroiche abbia compiuto. E lui placidamente gli risponde di essere il numero due di un importante studio legale londinese.
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