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    Predefinito Lettera aperta al Presidente Chavez

    Lettera aperta al Presidente Hugo Chavez Frias


    Stimato Presidente Hugo Chavez Frias, le scriviamo in qualità di persone solidali con la sua politica anti-imperialista e le importanti trasformazioni sociali che il suo governo sta sviluppando per la maggioranza dei venezuelani. Alla luce di queste considerazioni, siamo rimasti sorpresi nel sapere che le forze di sicurezza della Disip, sono state attivamente coinvolte con i loro omologhi colombiani, nella cattura di Rodrigo Granda (alias Ricardo Gonzales), membro dell’equipe delle Relazioni Internazionali delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC. Secondo quanto si è riusciti a stabilire attraverso fonti affidabili, Granda è stato arrestato in Caracas il 13 dicembre scorso, e portato al quartier generale della Disip. Da lì ore dopo, infilato nel cofano di una macchina, è stato trasferito in Colombia dove è stato ufficialmente “catturato”. Tutto questo senza che fosse tenuto in nessun conto un eventuale processo giuridico o amministrativo, in chiara violazione delle leggi vigenti. Occorre ricordare, Presidente Chavez, che Granda è stato ricevuto da alti rappresentanti di Stato e di organizzazioni politiche e sociali in tutto il mondo, per la sua attività diplomatica finalizzata alla ricerca di una soluzione politica negoziata al conflitto colombiano. Questo arresto e successivo sequestro, assomiglia più, nel metodo, a quelli utilizzati delle autorità colombiane e dalle dittature del Cono Sud con il “Plan Condor”, piuttosto che alla politica della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Non è la prima volta che succede, Presidente Chavez. Sono molte le informazioni che dimostrano di uccisioni e sequestri di dirigenti contadini e sindacali colombiani, in operazioni coordinate fra autorità venezuelane e colombiane e/o forze paramilitari. Consideriamo che questo modo di procedere, in particolare della Disip, rappresenta un grave attentato alla sicurezza nazionale del suo paese. La Disip ha violato la sovranità del Venezuela, permettendo ai servizi di sicurezza colombiani ed ai suoi gruppi paramilitari di agire impunemente in Venezuela. Ancor più significativamente: mette in dubbio la lealtà di alti funzionari della Disip, e di altre istituzioni dello Stato, verso il processo politico che Lei porta avanti. Presidente Chavez, Lei ha offerto la sua neutralità di fronte al conflitto interno colombiano, ed il suo aiuto nella ricerca di soluzioni di pace attraverso negoziati, lontano da quello che si propongono Stati Uniti e il Plan Colombia. Le chiediamo rispettosamente, Presidente Chavez, l’avvio di un’indagine indipendente che chiarisca le responsabilità sul sequestro Granda, e speriamo, anche su quelli di altri dirigenti sociali colombiani avvenuti in territorio venezuelano. Con altrettanto rispetto, Le sollecitiamo che continui a prendere tutte le iniziative necessarie per ripulire le forze di sicurezza venezuelane da quelle persone che aiutano a violare la sovranità della nazione. Da quelle che cercano di isolare la Rivoluzione Bolivariana dall’appoggio dei movimenti popolari e sociali in Colombia e nel mondo. Con solidarietà Bolivariana, ·

    James Petras, Sociologo, Stati Uniti. · Hernando Calvo Ospina, Scrittore, Colombia/Francia. · Noam Chomsky, Linguista, Stati Uniti. · Margarita Lopez Maya, Sociologa, Venezuela. · Martin Almada, Premio Nobel Alternativo 2002, Paraguay. · Aram Aharonian, Giornalista, Uruguay/Venezuela. · William Blum, ex Funzionario del Dipartimento di Stato, Stati Uniti. · Pablo Kilberg, Giornalista, Argentina. · Ramon Chao, Giornalista, Spagna/Francia. · Pascual Serrano, Giornalista, Spagna. · Francois Houtart, Teologo, Belgio. · Marcelo Larrea, Giornalista, Ecuador. · Carlos Fazio, Giornalista, Uruguay/Mexico. · Santiago Alba, Scrittore, Spagna
    ARAK

  2. #2
    28 de Abrili - Juventudi Sarda
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    Predefinito Re: Lettera aperta al Presidente Chavez

    In origine postato da araknerosso
    Alla luce di queste considerazioni, siamo rimasti sorpresi nel sapere che le forze di sicurezza della Disip, sono state attivamente coinvolte con i loro omologhi colombiani, nella cattura di Rodrigo Granda (alias Ricardo Gonzales), membro dell’equipe delle Relazioni Internazionali delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, FARC. Secondo quanto si è riusciti a stabilire attraverso fonti affidabili, Granda è stato arrestato in Caracas il 13 dicembre scorso, e portato al quartier generale della Disip. Da lì ore dopo, infilato nel cofano di una macchina, è stato trasferito in Colombia dove è stato ufficialmente “catturato”. Tutto questo senza che fosse tenuto in nessun conto un eventuale processo giuridico o amministrativo, in chiara violazione delle leggi vigenti.
    gran brutta storia, non sapevo niente di ciò, spero venga fatta presto chiarezza.
    comunque non credo che il compagno chavez sia responsabile dell'arresto di un membro delle farc, tutt'altro, uno dei cavalli di battaglia degli usa contro il presidente venezuelano oltre all'amicizia con fidel, è proprio l'appoggio alla guerriglia colombiana.
    LIBERTA' AL COMPAGNO RODRIGO GRANDA!!!
    W I COMPAGNI COLOMBIANI DELLE FARC!!!
    W IL VENEZUELA BOLIVARISTA!!!
    W CUBA SOCIALISTA!!!
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  3. #3
    28 de Abrili - Juventudi Sarda
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    Predefinito si informassero prima di fare qst appelli...

    L'arresto di un guerrigliero scatena la crisi. Chavez blocca gli scambi commerciali

    I rapporti diplomatici tra i due Paesi sono sull’orlo della rottura. Da giorni i due presidenti si vanno reciprocamente accusando, rivangando odi atavici e profondi. A scatenare la nuova crisi è stato l’arresto in territorio venezuelano (a quanto pare in pieno centro a Caracas) del cancelliere delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), Rodrigo Granda, da parte degli uomini di Uribe. L’episodio risale al 13 dicembre, ma è arrivato alla ribalta delle cronache soltanto la settimana scorsa, provocando reazioni a catena. “E’ stato commesso un vero e proprio delitto - ha detto il presidente venezuelano - Per riuscire a sequestrare Granda, sono stati corrotte forze di sicurezza venezuelane. Siamo di fronte a una cospirazione. La sovranità nazionale del mio Paese è stata violata”, e ha immediatamente sospeso gli accordi commerciali con la Colombia.

    La reazione di Uribe.
    “Non abbiamo violato nessuna legge venezuelana. Il popolo colombiano ha il diritto di liberarsi dell’incubo del terrorismo”, ha risposto Uribe respingendo le accuse di Chavez, ammettendo però di aver pagato la taglia che pendeva sulla testa del leader guerrigliero a un gruppo di persone che hanno collaborato. “E in più, le Nazioni Unite proibiscono ai Paesi membri di dare ospitalità sia attiva sia passiva ai terroristi”, ha precisato il governo di Bogotà. Poi sabato il presidente colombiano ha teso la mano all’omologo venezuelano: “Discutiamone. Affrontiamo la situazione in una riunione internazionale. Sarà l’occasione per definire gli accordi di sicurezza e di lotta contro il terrorismo”. Una discussione pubblica, dunque, che avrebbe dovuto ricucire il grave strappo. Quindi l’ulteriore precisazione di Uribe: “Granda è stato tratto in arresto in territorio colombiano non a Caracas. E’ stato fermato a Cucuta, vicino alla frontiera”.

    Chavez non ci sta.
    Il presidente venezuelano ha però respinto l'invito al dialogo: “Innanzitutto non ho mai ricevuto nessun invito formale e sono venuto a sapere dell’intenzione di Uribe di incontrarmi solo attraverso la stampa. Poi non sono disposto a discutere con lui fino a che non si scuserà pubblicamente”. Non solo, Chavez ieri è stato ancora più categorico: “E in più non dialogherò mai in un incontro internazionale, bensì faccia a faccia”.

    Le prove.
    Oggi l’ennesima replica del governo colombiano: “Non abbiamo violato la sovranità del Venezuela” e la promessa: “Porteremo le prove di come alcuni funzionari venezuelani hanno protetto Granda e stanno facendo lo stesso con molti altri. Faremo i nomi di almeno altri sette capi terroristi che sono nel Paese, e anche dove sono accampati”. Ma aggiunge: “Abbiamo intenzione di lavorare in armonia con Chavez e trovare accordi diplomatici”.

    Dalle Farc benzina sul fuoco.
    Con un comunicato anche le Farc raccontano la loro verità e buttano benzina sul fuoco della crisi, ribadendo che il sequestro di Granda è avvenuta nel centro di Caracas, in Venezuela, lo scorso 13 dicembre. “Per il rapimento e per la sua immediata deportazione in Colombia i servizi d’intelligence colombiani si sono avvalsi della supervisione statunitense e dell’appoggio dei settori corrotti della polizia venezuelana. Granda era all’estero per allacciare relazioni politico-diplomatiche con governi amici e organizzazioni politiche e popolari interessate a contribuire alla riconciliazione e alla pace definitiva tra i colombiani. Il Generale Jorge Daniel Castro, direttore della Polizia colombiana, mente quando afferma davanti alle telecamere che Granda è stato catturato a Cúcuta mentre stava ritornando dal Venezuela, affermazione che pretende di occultare le operazioni dei suoi agenti fuori dalla Colombia. Questo sequestro, come la precedente cattura di Simón Trinidad a Quito in Ecuador, rientra nella politica di sicurezza democratica di Alvaro Uribe Vélez e favorisce gli interessi delle oligarchie ecuadoriana, venezuelana e colombiana, a vantaggio dell’espansione e dell’intervento statunitense nel conflitto interno della Colombia. Granda ha partecipato al secondo Congresso Bolivariano dei Popoli, svoltosi a Caracas l’8 e il 9 dicembre, su invito di organizzazioni bolivariane concentrate in Venezuela con l’avallo delle autorità del governo di quel paese, oltre a sostenere diverse conversazioni con rappresentanti di altri governi, intellettuali e forze politiche”.
    Una presa di posizione che complicherà ulteriormente una risoluzione indolore della crisi.
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

 

 

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